Suor Cristina con il resto della comunità nel giorno del rinnovo dei votiPer la terza volta suor Cristina ha rinnovato i voti. La prima volta è stato nel 2004.

La celebrazione l’abbiamo fatta nel consultorio, dove tutti i lunedì mattina si celebra la Messa.

Per la parrocchia di Santa Margarita è un momento molto felice, visto che suor Cristina è una vocazione di qua: la sua famiglia abita a Los Cazabes, nella parte di campo della parrocchia, che presto si staccherà e sarà la parrocchia Santa Virginia.

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Celebrazione solenne stamattina alla Divina Misericordia per la festa patronale che, come si sa, si celebra la seconda domenica di Pasqua.

La settimana intera dell’ottava di Pasqua è stata vissuta nella celebrazione della novena: ogni sera, oltre al rosario, si ascoltava qualche brano degli scritti di santa Faustina Kowalska e si presentava qualche elemento della devozione alla Divina Misericordia; e prima della Eucaristia, presieduta da vari preti della zona, si recitava la coroncina della Divina Misericordia.

La gente ha partecipato numerosa alla novena.

Ili coro dei giovani della Divina MisericordiaMeno numerosa, ma molto bella, è stata la partecipazione alla convivenza di oggi: al mezzogiorno la gente si è ritrovata per pranzare insieme (fiesta de traje, dove l’espressione gioca sul doppio significato della parola traje, che può indicare sia il vestito della festa, che la voce del verbo traer, portare, al passato remoto: “ho portato”, cosicché il gioco è tra “vesta in vestito elegante” e “festa dove ognuno porta quello che mangia”), allietata da buona musica a cura del coro dei giovani e da un sorteggio finale.

Alle quattro i battesimi dei bambini piccoli, una quindicina, hanno concluso la settimana pasquale della Divina Misericordia.

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Alla Pasqua Giovanile Diocesana hanno partecipato una cinquantina di giovani (o meglio, di adolescenti con qualche giovane) delle due parrocchie.

Sono tornati entusiasti!

Questi incontri diocesani sono ossigeno che aiutano ad aprire il cuore a realtà più grandi e belle!

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Il lavoro della Commissione Zonale di Pastorale Educativa rimane sempre abbastanza fiacco, per la poca presenza delle parrocchie della zona. Stamattina ce n’erano solo quattro di ventotto che sono!

Ci siamo dati quindi la priorità di coinvolgere le parrocchie mancanti, e, se il Signore ci aiuta in questo (cosa sicura) per giugno vorremmo organizzare un seminario che aiuti la nascita delle commissioni parrocchiali.

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Gli studenti che vedono il buco grande che si sta facendo nel cortile della scuola domandano se si sta facendo una piscina. Io rispondo loro di sì, ma che sono preoccupato che qualche bambino possa annegare.

In realtà è la nuova cisterna dell’acqua, e ci siamo decisi a farla sia perchè l’attuale è piccola, sia perché l’attuale diventerà una vasca per le acque piovane, e forse, in parte, per le acque nere.

E al tempo stesso alzeremo il livello del cortile in maniera che l’acqua piovana possa uscire verso la strada. Attualmente la stiamo mandando a un filtrante (pozzo), ma se piove un po’ di più si satura subito e abbiamo allagamenti lunghi e fastidiosi.

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Primo giovedì di lavoro scolastico del mese, formazione per i genitori e riunione con i professori.

La partecipazione dei genitori è stata abbastanza scarsa, causa forse il fatto che non era il primo giovedì come sempre (era giovedì santo) ma il secondo.

Invece la riunione con i maestri ci è servita per chiaccherare su quello che si sta facendo nel cortile per risolvere in maniera migliore il problema dell’acqua e della polvere. Ne è venuta fuori una discussione più lunga di quello che si pensava, perché la circostanza ha fatto affiorare vari malesseri che si sono potuti esprimere e, spero, superare. La sostanza del malessere credo venga dal fatto che non dedico alla scuola il tempo che avrebbe bisogno, soprattutto in termini di contatto umano e parlare con i maestri. È una cosa che affiora periodicamente, e a cui dovrei cercare di dare una risposta, ma non mi riesce sempre facile.

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Willy e Miguel Ángel, i nostri due seminaristi maggiori, hanno finito oggi pomeriggio le vacanze pasquali.

Sono stato ad accompagnarli al seminario (li avrei dovuti accompagnare tutti e due, ma in realtà ho accompagnato solo Willy), dove ancora non c’era nessuno perché era molto presto. Ho visto solo altri due seminaristi.

Domani riprendono i corsi all’università.

In Settimana Santa Willy e Miguel Ángel non sono stati in parrocchia, perché ormai li mandano a fare servizio in altre parrrocchie. Willy è stato a una parrocchia vicino all’aeroporto, mentre Miguel Ángel è stato mandato a Yamasá, per guidare le celebrazioni in due campos a cui non poteva andare il parroco. Entrambi sono rimasti contenti dall’esperienza, che li ha messi di fronte a realtà nuove e li ha stimolati a lavorare con gusto per il Regno di Dio.

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Stasera nella novena della Divina Misericordia abbiamo avuto il padre Isidro, parroco di Santiago el Menor, che ha presieduto la Messa. La cosa bella è che è arrivato tardi. Capitemi, è bella non per il ritardo, ma perché aveva un altro impegno fin oltre le sette ma ciò non gli ha impedito di offrire la sua disponibilità.

Di fatto la Messa è terminata dopo le otto, ma è stato bello, e la gente ha partecipato numerosa e attenta.

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Stamattina, lunedì dell’angelo (che qui non è giorno di festa) ho ricevuto una chiamata dal ministero dell’educazione.

Già in dicembre avevo chiesto che ci assumessero il personale che non riceve ancora lo stipendio, ma sembrava che non si muovesse nulla. Adesso con questa telefonata mi hanno chiesto di presentare subito i documenti di questa gente. Così ho subito attivato Matilde (la vicedirettrice) e Yohana (la segretaria) e abbiamo dato il tocco finale alla cosa. Grazie a Dio era quasi tutto pronto, abbiamo solo dovuto mettere firma, timbro e poche altre cose.

Al consegnare i documenti al ministero, più tardi, ho potuto vedere un documento che fa pensare che verranno assunti realmente.

Speriamo! e preghiamo perché sia così!

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La nostra celebrazione della Pasqua è stata ecclesialmente molto significativa!

Nella veglia pasquale abbiamo avuto battesimi di giovani sia a Santa Margarita che alla Divina Misericordia, rispettivamente 25 e 35. Oggi, poi, i battesimi dei bambini del catechismi, circa 35 per parrocchia.

Nella celebrazione è risultato molto in evidenza il fattore cambio che deve esserci con il battesimo, fattore evidenziato da quello che avevano addosso: prima del battesimo, roba scura, sporca e brutta; dopo il battesimo, camicia o vestito bianco. Ho messo in evidenza la valenza pedagogica di questo cambio di vestito, e il fatto che i genitori possono far leva sul bianco di questa veste battesimale quando i bambini non si comportino bene.

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Il ritiro di stamattina dei catecumeni giovani era volto alla preparazione immediata al battesimo, che celebreranno stasera.

Il ritiro integra la preparazione data nella catechesi specifica, e si compiono i riti immediatamente precedenti il battesimo: la “restituzione” del Simbolo, l’Effetà, l’Unzione dei Catecumeni.

Personalmente mi piace integrare questi riti con il gesto semplice di far loro scrivere in un foglietto i loro peccati del passato, e di buttarli in un braciere ardente davanti alla croce di Cristo, a significare la loro decisione di lasciare quei peccati, che saranno poi loro perdonati stasera nel battesimo.

Sono trentacinque della Divina Misericordia, e venticinque di Santa Margarita. Tra di loro ci sono quattro o cinque adulti.

Gli adulti sarebbero molti di più, se non fosse che tutti convivono, e non hanno in programma di sposarsi. Visto che la situazione di convivenza è una situazione di peccato, la chiesa chiede loro che si preparino al battesimo e al matrimonio e che si battezzino quando si sposano. In pratica non è facile, perché la parte che si vuole battezzare non sempre accetta di sposarsi con il suo convivente, e in un numero di casi ancora maggiore è l’altra parte che non ha nessuna intenzione di sposarsi.

Alcuni vanno a battezzarsi da qualche prete benevolo che non fa troppe domande sulla vita personale e che li battezza in fretta, altri si scocciano e aspettano, altri accettano di iniziare un cammino di preparazione, anche se non sanno quando potranno battezzarsi e sposarsi.

Ad ogni modo stasera avremo questi battesimi, per i quali vi chiediamo una preghiera. La ragione della preghiera sta nel fatto che nell’80% dei casi non riusciamo a ottenere che dopo il battesimo continuino a vivere in maniera viva la fede nella chiesa (detto in buon italiano: la maggior parte si battezza e sparisce). Si prende atto della buona volontà che dimostrano, e da lì in avanti è il mistero della libertà umana.

Probabilmente me ne andrò da qui senza aver potuto implementare quello che la chiesa chiede: amminsitrare in un’unica celebrazione i tre sacramenti dell’iniziazione. Di fatto il modello di iniziazione che si vive è quello di un anno, un sacramento, ma bisognerebbe fare tre anni, tre sacramenti, ovvero implementare bene il catecumenato, con i suoi passi e le sue tappe, probabilmente con tempi diversi secondo il livello di maturità cristiana dei candidati. Chi continuerà il lavoro cercherà di farlo!

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Lavaggio della cisterna! Era un bel po’ che non lo facevamo, e ci è toccato oggi, Venerdì Santo.

Don Lorenzo l’ha messa a svuotarsi nella mattinata (e difatti a mezzogiorno eravamo senz’acqua), e dopo mangiato tra tutti l’abbiamo finita di pulire e di disinfettare. C’era un bel po’ di fango, ma soprattutto tanto sale.

Naturalmente sguazzando nell’acqua, e con il caldo che c’era dentro alla cisterna, è stato doveroso farci la… doccia, con l’acqua pulita e anche con quella sporca! Un sano divertimento dove siamo ritornati tutti bambini!

Un grazie di cuore a Fabrizio che è sceso sottoterra insieme a noi!!!

Veniamo quindi al fotoracconto dell’attività:

Fabrizio L’architetto
don Lorenzo L’idraulico
don Paolo e Fabrizio Gli operai
sor Modesta L’operatrice dell’interruttore della pompa sommergibile (usata per mandare acqua pulita quando c’era da sciacquare la cisterna).
sor Blessila e Sabrina Le aiutanti volontarie
sor Cristina Senza parole e senza volto
Francesco Senza lavoro (fare clic sulla foto per vederla ingrandita e sapere chi c’è dietro alla finestra)

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La Celebrazione della Passione di oggi pomeriggio, cominciata alle tre (orario biblico!), ha visto una buona partecipazione. L’impressione è che tutti quelli che c’erano ieri sono venuti anche oggi.

E se non mio sbaglio sono state entrambe le celebrazioni più partecipate degli anni scorsi.

Grazie, Signore!

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Via Crucis del Venerdì SantoLa Via Crucis del Venerdì Santo di quest’anno è stata più vivibile che gli anni scorsi. Ciò perché non è stata fatta tutta la zona insieme, ma per gruppi di parrocchie: Sabana Perdida (circa 10 parrocchie), Villa Mella (circa 15 parrocchie) e Guaricano (4 parrocchie).

Così, senza dover uscire dal nostro barrio, abbiamo potuto camminare nei nostri settori.

La conclusione, tutti insieme, è stato nell’incrocio delle cinco esquinas, che riceve questo nome dal fatto che è un incrocio non di quattro ma di cinque strade.

La gente presente alla Via Crucis del Venerdì Santo 2007Il padre Isidro ha presieduto le Via Crucis di Amparo e Santiago, e Marcial quella della Divina Misericordia. Naturalmente io ho guidato quella di Santa Margarita.

Il gruppo dei chierichetti di Santa Margarita presenti alla Via CrucisSia Santa Margarita che la Divina Misericordia hanno “sfoggiato” un buon numero di chierichetti, ben preparati!
Dopo la conclusione, ci si è avvicinata una signora che vive in quel posto, ringraziandoci, perché è un incrocio non solo di strade, ma anche di delinquenza, e aver portato lì la conclusione della Via Crucis è stato per lei un segno di speranza.

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6:04 pm

Buon cammino!

Queste parole mi hanno sempre accompagnato, erano quelle che don Paolo già otto anni fa metteva come saluto nelle mail dalla missione… e mai come adesso le sento mie, vive e presenti dentro.

Il mio cammino è cominciato tanto tempo fa nella mia parrocchia ed è cresciuto nel corso degli anni, grazie anche ad alcuni incontri speciali. E dopo, l’esperienza della missione vissuta con don Paolo, don Lorenzo, le suore e tutte le persone del Guaricano: GRAZIE!!!

Quanto di voi ho dentro mentre mi muovo, cammino, vivo…

…è l’entusiasmo e la gioia che metto in ogni cosa che faccio per gli altri…

…è la capacità di accogliere e ascoltare le persone intorno a me…

…è il sorriso che immediato mi si disegna sulla faccia appena sento parlare di missione e di viaggio…

Ed è soprattutto quella mia voglia di fare, di “cambiare il mondo“,che condivido insieme a persone speciali come voi – un pensiero particolare va a donfra e ai ragazzi del Movimento Giovanile Missionario: GRAZIE di cuore!-.

Auguro ad ognuno di voi di trascorrere una Santa Pasqua di pace e gioia, e di essere luce per le persone che incontrate con la vostra semplicità, l’entusiasmo e la forza che avete dentro… BUON CAMMINO!


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L'altare della Riposizione di Santa MargaritaAlla Messa della Cena del Signore abbiamo fatto la lavanda dei piedi con dieci persone anziane. È stato tenero vedere la pulizia di quei dodici piedi. Sono stati carinissimi!

La partecipazione alla Messa è stata superiore alle mie aspettative: la chiesa ben piena, quasi come la domenica alle sette. E tante comunioni!

Dopo la Messa, l’adorazione a turni, settore per settore. Ho approfittato per confessare, e il tempo mi è passato velocissimo.

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La mattinata del giovedì santo è dedicata ovunque alla Messa del Crisma, presieduta dal Vescovo insieme ai suoi preti.

Da noi non l’ha presieduta il cardinal Nicolás López, arcivescovo, perché non si è ancora rimesso in sesto perfettamente dal bypass coronarico che gli è stato fatto in gennaio. È toccato quindi a mons. Amancio Escapa, vescovo ausiliare e vicario generale.

Mi ha fatto piacere vedere tanti confratelli preti, con molti dei quali c’è un’amicizia bella. In particolare ho visto con piacere il padre Pedro Vásquez, con il quale ci conosciamo dai tempi in cui era ancora in seminario, e che ultimamente aveva avuto dei piccoli problemi che lo avevano allontanato dalla comunità presbiterale. Rivederlo è stato per me fonte di gioia grande.

Non c’era, invece, il padre José Luis Hernández, che prima era incaricato diocesano per la pastorale della salute, e che dopo che è stato rimosso si è venuto allontanando dal presbiterio. Devo riuscire a mettere in cantiere una visita personale alla sua parrocchia.

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Piccola riunione con responsabili di settore e incaricati della liturgia di Santa Margarita, stasera, per preparare il triduo pasquale e programmare il tempo di Pasqua. Abbiamo messo a fuoco tutti i vari elementi delle celebrazioni dei giorni rimanenti della settimana santa.

A livello di programmazione abbiamo davanti un corso per visitatori delle famiglie, sarà domenica 22 nel pomeriggio.

Ieri sera avevamo avuto una riunione analoga con la Divina Misericordia. Unica differenza: il corso per visitatori sarà la domenica dopo. Perché domenica 15 è la festa patronale.

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Con i giovani che faranno la prima comunione a Pentecoste abbiamo avuto oggi la celebrazione della Prima Riconciliazione.

Me li sono confessati tutti, anche se c’è voluto praticamente due ore. E come sempre mi ha edificato la disponibilità e la volontà di cambiare della maggior parte.

Il problema più grosso di questi giovani è poi la perseveranza nel cammino di chiesa. All’arrivare all’università si perdono, più che altro per la necessità di lavorare al fine di mantenersi negli studi.

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I bambini di Santa Margarita e della Divina Misericordia che si battezzeranno domenica hanno avuto stamattina il ritiro finale.

Ripasso sul rito del battesimo, unzione dei catecumeni e attività dei peccati scritti sui foglietti e bruciati. Ultime raccomandazioni e consegna del “documento” di ammissione al battesimo

Ci sono un gruppetto che non si battezzeranno perché il papà non si è fatto vedere agli incontri per i genitori. Sono casi normalmente abbastanza motivati, ma che purtroppo significano che questi padri non hanno mai l’occasione di ascoltare qualcosa che li aiuti a formarsi. E così faccio esigenza forte che devono venire tutti. Per chi è mancato ci sarà un ennesimo recupero tra qualche settimana, al cominciare la preparazione alla prima comunione.

Voglio riuscire a dare i sacramenti a tutti (per lo meno a tutti quelli che dimostrano interesse), ma non voglio perdere l’occasione di parlare a tutti i genitori.

Nel pomeriggio, poi, i bambini-catecumeni di Santa Margarita hanno fatto la prova del battesimo sommerso. La maggior parte se la cavano bene, devo solo tener presente due o tre che hanno paura di buttare la testa dentro l’acqua.

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Doveva esserci, oggi pomeriggio, l’inaugurazione ufficiale del Centro di Internet. La voleva fare l’ente statale che ci ha donato il gruppo di continuità. Mi avevano telefonato giovedì scorso per organizzare la cosa per oggi. A dir la verità ho subito detto loro che mi sembrava impossibile per il poco tempo.

Si sono poi resi conto loro della cosa, a poche ore dall’evento. Qualcuno mi ha anche detto che mi doneranno un nuovo server. Vedremo.

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Nutrito gruppo di bambini stamattina a Betania, per le Prime Riconciliazioni. C’erano di Santa Margarita, della Divina Misericordia e del settore san Ramón (futura parrocchia Santa Virginia).

Con don Lorenzo c’abbiamo messo più di un’ora a confessarli tutti.

Questi bambini farannno la prima comunione l’anno prossimo.

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10:11 pm

Domingo de Ramos

La domenica delle palme è stata vissuta con molta allegria, come sempre.

Alle sei e mezza di mattina avevo processione e Messa nel settore san Ramón. È venuta con me suor Cristina, che dopo la Messa si è fermata a dare la preparazione finale ai bambini che dovevano fare la prima riconciliazione.

Poi, alle nove, altra processione e Messa a Santa Margarita. Molte palme frondose, e all’arrivo in chiesa c’erano dei drappi bianchi e di altri colori che sono stati messi a forma di tappeto per accogliere Cristo rappresentato dal presbitero.

Il pomeriggio è stato più calmo, la Messa della sera me l’ha presieduta don Lorenzo.

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A causa del gran numero di bambini che ho nel catechismo cerco di organizzarmi in maniera abbastanza formale per rendermi conto se si stanno preparando o no, se partecipano o no agli incontri specifici di catechesi sui sacramenti. E poi c’è da tenere traccia dei documenti, per trascrivere nei libri o mandare la comunicazione alla Curia.

Così stamattina ho dovuto dedicare un po’ di tempo a rivedere il tutto e se stava bene e chi aveva completato la preparazione.

Ho scoperto che c’è un certo numero di bambini, ma anche di giovani, che non hanno ancora presentato i documenti, e devo inventarmi una maniera per scuoterli e farglieli presentare.
Lunedì avremo la prima riconciliazione dei bambini, e tra vigilia pasquale e giorno di pasqua i battesimi rispettivamente dei giovani e dei bambini.

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I catecumeni giovani e adulti hanno ricevuto stamattina il Padre Nostro.

Non è un gesto fisico, quanto il fatto che la Chiesa porge loro l’insegnamento sul vero significato della preghiera del Signore. Simile alla consegna del Simbolo della fede, che hanno ricevuto quindici giorni fa.

C’erano quasi tutti, mancavano solo uno o due.

A loro rimane da fare il ritiro finale, che sarà nella mattinata del sabato santo.

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È consuetudine in Repubblica Dominicana che l’ultimo venerdì prima della Domenica delle Palme si fa la processione dei dolori della Vergine.

Sono normalmente sette stazioni, incentrate sugli episodi evangelici in cui Maria è provata, cominciando con la spada che le trafiggerà l’anima, per arrivare alla sepoltura del Figlio.

Come gli anni scorsi l’abbiamo conclusa insieme tra le quattro parrocchie di Guaricano, in Santiago el Menor.

È stato un bel momento per fare un pezzo di cammino di chiesa insieme!

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Alcuni degli studenti che hanno partecipato al ritiro di Quaresima del liceoOggi abbiamo avuto l’ultimo ritiro di Quaresima per gli studenti del nostro liceo. È toccato alle due quarte, e anche a un certo numero di altri ragazzi che per varie ragioni non avevano potuto partecipare al ritiro che toccava loro nel turno della loro classe.

La novità di questo ritiro è stata la presenza del coro dei giovani ad animare i canti: Rosanna, Francisca e Gregory hanno dato un tocco speciale, e hanno contribuito con la loro arte a sciogliere i cuori più induriti.

Da parte mia mi sono dedicato a confessare i ragazzi, aiutato in questo anche da don Lorenzo, che ha donato varie ore al sacramento della Riconciliazione. Suor Modesta, che insegna religione nel liceo, ha provveduto a instradare i ragazzi, e a quanto dice non è rimasto nessuno che non si è avvicinato al sacerdote.

Un grazie, al Signore, prima di tutto, e a tutti quelli che hanno messo qualcosa di loro perché questo ritiro fosse realtà.

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Purtroppo è sfumata la possibilità di fare il ritiro nella scuola Guaricano Afuera. Oggi la ADP, Associazione Dominicana dei Professori, ha chiamato a un’assemblea generale del corpo docente giustappunto per venerdì 30, giorno in cui il ritiro era programmato. La ADP vuole discutere con tutti i maestri sul recente aumento (del 14%) che è stato fatto, e forse programmare altre attività di lotta.

Il ritiro lo faremo un’altra volta. Per adesso mi accontento del fatto che ci fosse la volontà di farlo! Non è forse molto, ma non può essere mai scontata. Grazie, Signore!

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2:26 pm

Vita da pulcini

Purtroppo, o grazie a Dio, è finita la stagione secca. La qual cosa significa che tutti i pomeriggi viene giù un’acquazzone dell’altro mondo. Con conseguenti allagamenti, crolli e disagi. La gente quando piove così non esce di casa, ma aspetta che finisca.

Oggi pomeriggio era a scuola quando si è messo a piovere, e sono rimasto “isolato” in una parte del giardino da cui non ci si poteva avvicinare all’uscita per un lago tremento senza possibilità di guado. O meglio, si poteva guadare, a patto di accettare di bagnarsi i piedi. Io ho preferito chiamare uno studente mezzo grandicello che era già tutto bagnato dalla testa ai piedi e mi sono fatto portare sulle spalle.

E visto che pioveva così forte, ho approfittato per verificare il motivo per cui dove abbiamo fatto il tetto di lamiera due anni fa piove sempre dentro. La ragione è che una grondaia situata in mezzo tra due tetti, ha il tubo di uscita troppo piccolo, e per questo l’acqua tracima e invade tutto. La cosa interessante è che per rendermene conto ho dovuto tirarmi sotto un’acqua battente, con il risultato che mi sono bagnato come un pulcino anch’io.
In più, abbiamo un tubo dei bagni tappato, e tutto quello che si scarica ai piani di sopra esce dagli sfoghi del pavimento, diffondendo da tutte le parti cattivo odore. Domani dovrebbe venire l’idraulico a aggiustarlo (speriamo!)

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La Celebrazione Penitenziale della Divina Misericordia si è svolta sotto un’acqua battente e insistente.

Ha cominciato a piovere alle quattro e sta piovendo ancora adesso.

In particolare, da prima delle sei fino alle sette e mezza ha piovuto a dirotto. Il rumore della pioggia sul tetto di lamiera della nostra cappella non permetteva di sentire niente.

E di fatto la gente che è venuto era abbastanza poca, in tre preti li abbiamo confessati in meno di un’ora.

C’è da sperare che tutti gli altri cerchino qualche altro momento per confessarsi…

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Grazie ai gruppi di continuità che ci ha installato l’INDOTEL già qualche mese fa, oggi abbiamo potuto far partire il centro di internet gratuito per gli studenti e per la gente.

Per gli studenti è completamente gratis, mentre per la gente ci sarà da dare una piccola contribuzione per fare la tessera. E dovrebbe entrare qualcosa di soldi dall’uso della stampante e forse dall’uso di uno spazio personale sul disco.

La capienza è di dodici persone, ed è aperto dalle nove alle dodici e nel pomeriggio dalle quattordici alle diciassette.

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Oggi don Paolo ci ha cortesemente invitato ad assistere, con il piccolo Francisco, alla parte pomeridiana del ritiro dei giovani, che si concludeva con la celebrazione della Messa.

Siamo rimasti favorevolmente colpiti dallo svolgimento del ritiro, nonostante un po’ di stanchezza dei ragazzi e un po’ di dispersione, comprensibile alla loro età.

Sono stati toccati argomenti molto importanti come la problematica della droga, l’ascolto e l’ubbidienza verso i genitori, l’accettazione dei consigli, visti non come ingerenza nella vita dei giovani, ma come risultato di una saggezza costruita sulla base dei propri errori. L’umiltà come base della vita di tutti i giorni, non adeguandosi a modelli di comportamento sbagliati e non produttivi per il futuro.

Tutte queste riflessioni sono state naturalmente accompagnate dalla parola del Signore e da molti canti.

Abbiamo notato nei ragazzi presenti una forte volontá di ascolto ed un sincero entusiasmo per questa giornata.

Ringraziando il Signore per la presenza di questi giovani, auguriamo loro che riescano ad essere sempre cosí attivi nella vita cristiana e nella chiesa, anche quando gli impegni di studio e lavoro concederanno loro meno tempo.

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Si è svolto oggi il ritiro dei giovani, nella parrocchia di San Felipe, a qualche kilometro dal Guaricano.

Personalmente sono andato solo nel pomeriggio per la Messa, cercando di vincere un po’ di scocciatura per un’indicazione che avevo data e che non è stata rispettata. Il Signore mi ha aiutato ad essere più che positivo (grazie!), la correzione la farò un’altro momento.

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Alla Divina Misericordia ho lavorato oggi con catecumeni e catechisti.

I primi hanno avuto il terzo scrutinio nella Messa del mattino.

Alcuni dei catechisti della Divina MisericordiaCon i secondi ho fatto una riunione nel pomeriggio. Ho cercato di sbrogliare un po’ la matassa dell’Iniziazione Cristiana degli adulti, per far capire l’importanza dei vari aspetti della preparazione al battesimo, e per far vedere l’unità dei tre sacramenti dell’iniziazione.

Il mio sogno è di fare un cammino di iniziazione nel quale siano integrati tutti e tre i sacramenti: Battesimo, Cresima ed Eucaristia. Però so anche che sono cose che maturano lentamente, e non so se avrò il tempo di fare cambi significativi. Nel frattempo però il fatto che questi catechisti abbiamo capito i termini del problema e le sfide che abbiamo davanti mi fa essere fiducioso.

Grazie, Signore!

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Oggi non è successo niente. Cioè, non ci sono stati colpi di scena. Ma c’è stata vita. È continuata la preparazione al battesimo e alla prima riconciliazione dei bambini, il settore Emaús ha pulito la chiesa con amore, il cammino di continuazione dopo il ritiro di evangelizzazione è andato avanti.

E io ho approfittato della relativa calma per mettere un po’ di ordine nel mio ufficio, con il risultato di riempirmi di polvere, perché la polvere al Guaricano non manca mai!

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Il terzo ritiro degli studenti del liceo è scorso senza problemi. Cioè: un piccolo problema c’è stato, ed è stato il salone dove ci hanno messo, l’abbiamo trovato abbastanza in disordine, sporco e pieno di polvere di detriti. Sembra che nelle immediate vicinanze abbiamo rotto dei muri, e si vedevano ancora le conseguenze. E poi avevamo al lato una macchinaria che faceva un rumore infernale, a me in particolare ha dato abbasastanza fastidio per le confessioni.

Nonostante tutto questo, ho potuto sentire una gioia grande con tutti i ragazzi con cui ho dialogato o celebrato la riconciliazione.

Mi ha colpito in particolare Kenia, una ragazza i cui genitori sono evangelici (lei non sa ancora cosa vuole essere), e mi ha confidato certi problemi con una confidenza tale che mi ha commosso. Ho visto in lei un desiderio sincero di cambiare, e sono sicuro che il Signore la aiuterà in ciò.

A livello di gruppo, gli animatori presenti mi hanno detto che è stato meno sfavillante delle altre settimane, ma che ci sono state lo stesso cose belle.

Grazie, Signore!

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Nel primo pomeriggio avevamo appuntamento nella scuola dove c’è stato il professore che ha fatto proposte indecenti a una ragazzina di quattordici anni.

Purtroppo le cose non sono andate come volevo. Il direttore reggente della scuola ha pensato bene di mettere la ragazzina (presenti suo padre e sua madre) a confronto con il professore-avvocato che sarebbe responsabile delle avance. Non solo, ma ha esordito lamentandosi che la famiglia si è rivolta ad altri prima che a lui (sic!).

Come è ovvio, il professore-avvocato si è poi difeso molto bene, ed ha provveduto a bollare di “civettuola” (la quale sembra che lo sia realmente), nonché di provocante, per cui alla fine è stato facile per il direttore far cadere la cosa. E i genitori della ragazza sono stati fin troppo rispettosi nei suoi confronti e alla fine sono stati zitti.

Spero che i genitori vogliano portare avanti la cosa, anche perché c’è gente che lavora là dentro che mi dice che ci sono abbastanza professori senza morale…

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La mattinata l’ho passata in città a comprare. Abbiamo fatto vari giri, e siamo arrivati verso l’una e mezza.

Ho approfittato per far venire con me Dorcarín, perché dovevamo cercare dei pezzi per i computer, e mi interessava che lei sapesse quali sono i giri che ho.

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9:38 pm

Fiordaliza

Tra i dialoghi del settore Betania di oggi pomeriggio ho parlato con una ragazza di 17 anni che si chiama Fiordaliza.

Sua madre l’ha avuta da relazioni occasionali e l’ha abbandonata, per cui quelli che sono i suoi genitori attuali se ne sono fatti carico.

Ho potuto parlare prima con la madre e poi con lei. Il quadro tracciatomi dalla madre era abbastanza tragico: tipica ribellione adolescenziale, ma aggravata da lunghe serate passate fuori casa. Quando ho proposto alla madre di chiamarmi la figlia quasi non voleva, pensando che Fiordaliza non sarebbe venuta. E invece la sorpresa. Mi sono ritrovato con una ragazzina acqua e sapone, ma che lasciava trapelare dei conflitti interiori. E quando le è scappato che sua madre l’ha abbandonata ho cercato di aiutarla a vedere il positivo della famiglia che si è fatta carico di lei.

Non so se le mie parole sono arrivate al suo cuore, ma certamente non sono state tante le volte che ha potuto parlare con un adulto in una situazione di relativa fiducia.

Ho cercato di farmi promettere che continueremo a parlare una delle prossime domeniche in parrocchia. E preparerò questo momento con la preghiera. La mia preghiera. E spero anche la vostra. Grazie!

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Oggi ho insegnato a Dorkarín a mettere i connettori ai cavi UTP che collegano i computer tra loro.

Dovrà fare un bel numero di cavi, perché i connettori che abbiamo usati quando abbiamo messo insieme il tutto non erano di qualità e bisogna sostituirli tutti (ottanta in tutto).

Nel frattempo ha dedicato la giornata di ieri a identificarli tutti, in maniera che poi il lavoro è più facile.

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Sono arrivate insieme due ricorrenze particolari, il complemese di Francisco e la festa del papà.

Finalmente il piccolo sta meglio, la febbre è passata e lui ha riacquistato il suo solito buon umore.

Essendo un padre adottivo, per me dovrebbe essere una doppia festa. Non è stato forse San Giuseppe per Gesù il primo e direi il più importante padre adottivo di cui si abbia memoria?

Un anno fa in questo periodo non avrei mai detto che sarei stato qui con in braccio mio figlio, fa uno strano effetto per un genitore adottivo. In genere ci si abitua a diventare padre gradualmente, durante i mesi della gravidanza e quando i figli nascono si impara a conoscerli pian piano.

Nel nostro caso, invece, all’improvviso ti ritrovi con questo esserino tra le braccia, che ha già percorso un tratto della sua vita senza di te e bisogna imparare a conoscersi, capirsi.

Certo bisogna dire che il piccoletto è tosto, ha un carattere forte. Molto forte! Dalle poche informazioni che abbiamo del suo passato, ha dovuto combattere per nascere, lottare per sopravvivere nella prima settimana di vita, affrontare inconsciamente il senso dell’abbandono, resistere per due mesi da solo in ospedale, vivere per mesi in istituto con le attenzioni di qualche gentile signora (a cui siamo immensamente grati) che si sarà presa cura di lui insieme ad altri dieci, venti o chissà quanti bambini, ma senza l’amore di una madre e di un padre.

Poi siamo arrivati noi, due genitori un po’ pallidi per gli standard locali, e anche un po’ incerti e preoccupati, come tutti i genitori al primo figlio.

La prima volta che ce lo hanno portato ci ha squadrato con la sguardo accigliato che riserva per i suoi momenti seri ed il dito in bocca, era un piccolo scricciolo indifeso, che ci scrutava per capire chi fossimo.

In questo tempo che abbiamo passato con lui ogni giorno ci ha rivelato cose nuove da scoprire, un nuovo gesto, una nuova capacità, un nuovo borbottio. siamo diventati sempre di più famiglia, insieme.

Essere padre cambia sicuramente tutte le prospettive, ci fa rivedere la nostra vita in termini diversi, riconsiderare tanti aspetti che prima potevano essere definiti importanti, pur non mettendo in discussione i sentimenti verso tutte le altre persone che amiamo.

Vorrei dirgli tante cose e dargli tutto l’amore che potrò per fargli superare nel miglior modo possibile l’abbandono e la solitudine dei suoi primi mesi.

Non è facile essere genitori e neanche figli, impareremo insieme. Si dice spesso che l’amore risolve tutto. Alcuni dicono che è semplicemente una frase fatta, ma invece penso che sia un bel punto di partenza.

A differenza di altre famiglie, il nostro essere fisicamente diversi servirà a ricordarci quotidianamente che l’amore non è mai scontato, che bisogna amarsi tutti i giorni e dirselo con le parole, ma anche con i gesti. L’amore è una pianticella che va innaffiata costantemente con pazienza e con cura. Cercherò di trasmettere a mio figlio tutti i valori e gli ideali in cui credo, in maniera tale che possa crescere come persona.

Oggi è tutto più facile, basta un abbraccio o un bacio per risolvere tanti piccoli problemi, con la crescita non sarà sempre così, ma è nella natura delle cose. Verrà forse un’età in cui sarà difficile parlarsi, confrontarsi, nel mio caso di genitore adottivo in un momento di rabbia potrei anche sentirmi dire: perché mi rimproveri, tu non sei mio padre. Non sarebbe certo facile rispondere a un’affermazione di quel genere. Dovremo certamente ricordarci quanto amore già ci lega dopo pochi mesi passati insieme, dovremo forse ricordarci che l’amore di un genitore verso un figlio e di un figlio nei confronti di un genitore non è certamente legato soltanto ai geni trasmessi nel DNA, ma è invece il risultato di quell’amore costante e quotidiano di cui ho parlato.

Nei momenti belli ed anche difficili, penso che il lavoro più complicato per un genitore verso i figli, sia quello di essere presente e vicino, senza diventare per questo troppo ingombrante. Come dicono spesso i saggi, bisogna insegnare loro a sviluppare le ali, per poi lasciarli volare liberi.

Se mio figlio già potesse parlare e comprendesse già tutte le mie parole mi piacerebbe dirgli che nel cammino della sua vita sarò al suo fianco fino a quando il Signore me lo consentirà. Mi piacerebbe che lui sapesse che in qualsiasi momento lui abbia bisogno, durante quel cammino, potrà allungare la mano, trovando sempre la mia.

O forse la mia missione di genitore sarà ancora più completa se riuscirò a trasmettergli tutte queste cose senza dirlo con le parole.

Un saluto ed un abbraccio a Don Francesco e Orietta.

Un abbraccio fortissimo a Carmen per tutto l’affetto che ci ha dimostrato durante tutta la sua permanenza.

Grazie Signore per averci fatto incontrare loro e tutte le persone speciali che sono con noi nella Missione del Guaricano!

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La settimana scorsa abbiamo comprato una nuova camionetta. È frutto delle offerte che ho raccolto quando sono stato a Genova in dicembre-gennaio. Più di diecimila dollari, che sono confluiti in quello che sarà uno strumento per l’evangelizzazione e la vita di chiesa della Divina Misericordia.

Tra oggi e domani dobbiamo pagare l’assicurazione e farci dare la scheda identificativa, dopodiché i veicolo potrà cominciare a lavorare.

Un grazie al Signore, ma anche a tutti quelli che sono sempre stati sensibili all’opera dell’evangelizzazione qui in Guaricano!

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Nell’incontro di oggi pomeriggio con i catechisti di Santa Margarita ho potuto sviluppare un po’ il tema del catecumenato, o meglio, dell’Iniziazione Cristiana degli adulti.

La lettera pastorale dei vescovi dominicani di gennaio, dedicata all’iniziazione cristiana, e il fatto che il tema sia stato ripreso nella formazione permanente del clero mi hanno aiutato a partorire un nuovo schema di come potrebbe essere impostata l’iniziazione degli adulti, schema nel quale si valorizzano alcuni elementi chiave del “farsi cristiano”: l’abbandonare le abitudini di peccato, l’imparare a vivere la Eucaristia della domenica, l’integrazione in un gruppo giovanile o piccola comunità. Questo, naturalmente, insieme ai passi liturgici e alle catechesi specifiche per i vari sacramenti.

Nei prossimi anni bisognerebbe riuscire a fare il salto di qualità di passare dalla catechesi sacramentale all’iniziazione cristiana.

Chi vivrà vedrà… Senz’altro le cose cammineranno in quella direzione, anche se forse le vedrà compiute chi verrà dopo di me.

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Carmen con il piccolo Francisco GeaGiornata di partenze: don Francesco e Orietta hanno continuato nel primo pomeriggio il loro viaggio verso Cuba (da dove torneranno direttamente a Genova), mentre in serata Carmen è salpata per Parigi-Genova. Carmen è stata con noi due mesi esatti, dando una mano in cucina, e facendo tanti piccoli lavoretti. Utilissima. E allegrissima!
Accompagna tutti e tre nel loro viaggio il sorriso meraviglioso del piccolo Francisco Gea, che augura loro – come peraltro anche noi – buon viaggio!

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Abbiamo iniziato stasera la preparazione immediata ai sacramenti nel settore san Ramón. Ho provveduto io stesso a fare la conferenza iniziale ai genitori dei bambini che riceveranno il battesimo e la prima riconciliazione.

Ho sentito partecipazione e interesse. Ho fiducia che questi incontri ci aiuteranno ad avvicinare la gente alla chiesa e al Signore!

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Stamattina abbiamo avuto l’assemblea annuale dell’Unione delle Scuole Cattoliche. Si tratta dell’associazione che raggruppa tutte le scuole e collegi cattolici del paese. Fa un servizio discreto, di collegamento con le associazioni internazionali, di formazione, di consulenza, di intermediazione con il Ministero dell’Educazione.

In questa assemblea ho assistito a una conferenza su alcune modalità nuovo di fare le ricevute fiscali, e ho potuto scambiare due parole con varie persone che dirigono l’associazione.

Più tardi nella mattinata c’era una conferenza di sapore più nettamente didattico, a cui hanno partecipato Nidia e Matilde. A Miguel non l’ho neanche proposta la partecipazione perché so che non gli piace che gli metta impegni fuori dell’orario di lavoro.

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Ho passato varie ore in questi ultimi due giorni a redattare la lettera mensile alle famiglie di questo mese. E nel pomeriggio Edilenia me l’ha stampata. È incentrata sul tema dell’accoglienza senza condizioni.

I primi giorni della settimana prossima sarà consegnata a tutte le famiglie della parrocchia.

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La terza Via Crucis di quest’anno si è svolta nei settori Emaús (di Santa Margarita) e Altagracia (della Divina Misericordia).

Io sono stato nella prima, e ne sono stato contento: non si è camminato troppo, siamo riusciti a finire prima che diventasse buio, e soprattutto alla Messa finale c’è stata una partecipazione buona sia in numero che in qualità.

I testi di quest’anno sono miei, perché purtroppo tutti gli anni passati quando usavamo i testi proposti dall’ufficio pastorale diocesano c’erano sempre dei problemi, per la lunghezza dei commenti, per la loro lontananza dalla realtà, per le letture che non seguivano lo stile liturgico. Per non parlare dello schema tradizionale delle 14 stazioni devozionali che in realtà poco risponde alla sensibilità biblica di oggi.

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I ragazzi di seconda liceo in ritiroIl ritiro di stamattina è stato con le due classi della seconda liceo, un cinquantacinque ragazzi in tutto. L’abbiamo fatto, come è tradizione, alla Escuela de Evangelización.
Dopo una piccola introduzione per spiegare cosa è un ritiro ho lasciato il microfono a Marcial e a Jacinta: il primo ha parlato loro della quaresima in relazione al battesimo, e la seconda della Messa in relazione all’Ultima Cena.

Con l’aiuto di suor Modesta che mi mandava i ragazzi uno dopo l’altro ho potuto dedicarmi alla confessione e al dialogo personale.

Devono essere passati dalla sedia vicino alla mia una ventina di studenti. Un’altra decina sono passati “sotto” don Lorenzo, che per l’occasione è venuto ad aiutarmi.

Mi spiegavano Jacinta e gli animatori presenti che soprattutto i ragazzi hanno trovato interessante la catechesi su Messa e Ultima Cena. Tutti si sono detti disposti a ricominciare il cammino della partecipazione all’Eucaristia dominicale. E sono certo che un buon numero di essi lo faranno, anche perché suor Modesta, lavorando con loro a scuola, non mancherà di dar seguito al lavoro.

Anche stavolta non posso che dire: Grazie, Signore!!!

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I dialoghi del settore Nueva Alianza di questo pomeriggio sono stati ben fruttuosi. La maggior parte delle persone che ho sentito erano in condizione di sbloccare la situazione e di prepararsi per la confessione e la comunione.

Mi commuovo sempre quando trovo persone sinceramente disposte a seguire più da vicino il Signore, ed è un’aiuto anche per me, per mantenermi fedele alla mia vocazione.

Grazie, Signore!

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Finalmente l’elettricista mi ha spostato i gruppi di continuità del laboratorio di informatica. C’ha lavorato quattro ore ieri sera, e stamattina sono venuti i supervisori della ditta che li aveva installati, a verificare che tutto fosse a posto per non perdere la garanzia.

A loro dire hanno anche risolto un problema che un gruppo di continuità lasciava spegnere i computer collegati a lui, ogni tanto. Dice che l’ha risolto.

Adesso il lavoro dovrebbe essere più facile.

Grazie, Signore!

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10:40 pm

Visite!

Don Francesco con Orietta e CarmenStasera sono arrivati don Francesco Di Comite e la mitica Orietta, sua parrocchiana. Si fermeranno qualche giorno con noi e poi ripartiranno per Cuba. Fanno una visita breve alle due missioni della nostra diocesi. Ci portano aria di casa, pesto e parmigiano.

Benvenuti!

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Stasera a Santa Margarita toccava la Celebrazione Penitenziale di Quaresima.

Non ho visto una gran folla. È vero che quanod avevamo la folla era insieme alla gente della Divina Misericordia, e c’erano anche i conviventi, che adesso vedo in altri momenti. Nonostante tutto, però, ho l’impressione che potrebbe venire molta più gente; parlo delle persone impegnate, naturalmente, prima che di tutti gli altri.

S’è confessato un gruppetto di adolescenti perché il mercoledì è il giorno che c’è il gruppo “Ciempiés”. I ragazzi sono arrivati tardissimo, ma un buon numero si sono confessati.

Per tutto questo: grazie, Signore!

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Francisco con la sua nuova mamma, SabrinaIl piccolo Francisco, figlio adottivo dei nostri ospiti Fabrizio e Sabrina, ha una brutta febbre alta. Sono stati in ospedale e hanno detto loro che potrebbe dipendere dall’asma, che a sua volta viene da una bronchite mal curata.

Grazie a Dio il piccolo moretto ha tanta gioia di vivere: appena gli si abbassa la temperatura non c’è niente che gli toglie il suo bellissimo sorriso!

Anche per Francisco, Fabrizio e Sabrina: grazie, Signore!

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Primo incontro, stasera, della preparazione dei genitori di bambini piccoli per il battesimo dei loro figlioletti.

È stato un primo incontro ben partecipato; le ultime volte c’erano poche famiglie. L’ho portato avanti da solo perché non ho trovato nessuno che mi aiutasse; o meglio, volevo chiederlo a Juan Luis, ma all’ultimo momento gli si è presentato un impegno di lavoro.

E comunque queste catechesi mi piacciono, perché vanno alle radici della nostra fede e alle radici della vita nella famiglia.

Per il secondo incontro, giovedì, non ci sarò, perché ho confessioni in una parrocchia vicina. Lì ci sarà Juan Luis, che ormai dovrebbe essere abbastanza pratico del tutto.

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Il giorno del compleanno di LorenzoAuguri per i tuoi 70 anni, don Lorenzo!

La gente ti vuole bene, e te l’hanno detto nella Messa di stamattina al consultorio.

Anche per noi in casa sei una persona speciale!

Ad multos annos!

Commenti

Auguri anche da Genova!!!

Che meravilgia di foto, la stampo subito e la faccio vedere a chi ti conosce…

BUON COMPLEANNO, LORENZO! Grazie per il bell’esempio che dai con la tua vita ogni giorno, ti auguro con tutto il cuore tantissima felicità con le persone che ami!

Tvb

Lara

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Oggi è stato il primo dei tre scrutini dei catecumeni giovani e adulti.

Sia alla Divina Misericordia (alle sette) che a Santa Margarita (alle nove) abbiamo avuto questo rito che consiste nella preghiera che la Chiesa fa per i suoi fratelli minori che si avvicinano al battesimo.

Nei pomeriggi di queste domeniche i catecumeni hanno poi la catechesi specifica per il battesimo.

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Il ritiro alla Divina Misericordia è stato veramente affollato. Nel pomeriggio c’era strapieno. Il numero dei presenti potrebbe essere stato sulle 250 persone. Tra loro molti padri dei bambini che riceveranno il battesimo o la prima riconciliazione.

Forse c’è qualcosa da coordinare con le équipe che vengono a impartire questi ritiri: sono gente che hanno uno dono speciale di saper parlare e di captare l’attenzione della gente, ma sono mezzi carenti nel produrre una struttura sensata del ritiro stesso.

Ho parlato quindi con Marcial perché la prossima volta che ci sarà un ritiro cerchi di sedersi prima insieme al responsabile e di fare insieme l’orario, e di includere momenti per il dialogo e l’approfondimento in gruppo, e se si può l’adorazione eucaristica.

L’oretta del pomeriggio che sono stato lì, alla fine l’ho passata confessando: uno dopo l’altro sono arrivati moltissimi, e se il ritiro fosse continuato avrei continuato anch’io a confessare.

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10:28 pm

Maney e Yuly

Maney, Yuly e SandyManey e Yuly sono una coppietta giovane che io stesso ho sposato circa tre anni fa.

Nel secondo anno di matrimonio hanno avuto una crisi, sono stati separati per qualche mese, ma grazie a Dio poi la cosa è rientrata, e ora si sentono una coppia più sicura e più unita.

Sono stato a trovarli stasera perché era veramente da tanto che non li vedevo. E soprattutto dovevo scusarmi perché nel periodo della loro crisi non sono mai stato da loro a incoraggiarli e a aiutarli a uscire dalla crisi stessa. L’ho fatto, e ho ricevuto un perdono bello e sereno.

Tra l’altro ho potuto conoscere anche loro figlio, Sandy, il quale mi ha già dato confidenza, soprattutto quando si è reso conto che ero io il prete nelle foto del matrimonio di suo papà e sua mamma.

Maney e Yuly mi hanno anche promesso che ci saranna mercoledì sera alla Celebrazione Penitenziale. Se il signore ci aiuta, sarà anche il giorno del loro ritorno alla vita di chiesa dopo un periodo di allontanamento di più di un anno.

Sono nelle tue mani, Signore!

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10:40 pm

Assemblea zonale

Il dono splendido del padre Lorenzo Vargas è la capacità di dare entusiasmo alla gente. La qual cosa si è vista anche stamattina nell’annuale Assemblea Zonale.

Eravamo presenti diciassette parrocchie di venti che ci sono nella nostra Zona Pastorale, ognuna di esse rappresentate da un minimo di una a un massimo di quindici persone.

Santa Margarita ha partecipato più numerosa (tredici!) della Divina Misericordia (sette), ma in tutti ho visto l’entusiasmo. E anche a me l’Assemblea ha dato gioia e voglia di continuare il lavoro.

In particolare l’Assemblea è stata fruttuosa (per me) perché ho potuto dialogare con il padre Ricardo Arias circa i battesimi degli adulti. In confronto a lui io ho criteri molto rigidi, e lui in confronto a me ha criteri molto laschi. Concretamente ciò significa che c’è gente delle mie parrocchie che va a battezzarsi da lui perché non indaga più di tanto sulla vita che fanno… Speriamo che a partire da questo dialogo si possano evitare queste “fughe”.

E poi l’Assemblea è stata fruttuosa perché ha rinvigorito la ancora fragile tessitura della giovane Commissione di Pastorale Educativa Zonale, che per l’appunto è stata affidata a me. Non siamo ancora in fase operativa, ma ci siamo avvicinati abbastanza, e il giorno 25 presenterò ai preti della zona una prima bozza di programma di lavoro.

Una soddisfazione, quindi.

Grazie, Signore!

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In una scuola pubblica a mezzo km da noi un maestro di quinta sta facendo proposte sessuali alle adolescenti della classe.

Sono venuto in contatto con una ragazzina che ha avuto il coraggio di dire a sua madre le frasi sconce che il maestro le sussurra da un mese a questa parte.

Ho provveduto ad ascoltarla insieme a sua madre, e l’ho portate dalla direttrice della scuola.

Parlando con la direttrice è risultato che quello stesso maestro ha messo incinta una studente vent’anni fa. E che quattro anni fa ci aveva provato con la sorella di quella di adesso.

Abbiamo elaborato un piano che ci dovrebbe permettere di smascherare e far avere una condanna esemplare al maestro in questione. L’idea è quella di mettere insieme almeno quattro o cinque testimonianze (in teoria dovrebbero essere molte di più), in maniera che il maestro sia messo con le spalle al muro.

La settimana prossima potrebbe risolversi già qualcosa!

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9:55 pm

Vía Crucis

Seconda Vía Crucis di questa quaresima, oggi pomeriggio. Ben partecipata!

Facevo caso che nei dettagli pratici c’è un miglioramento notevole: l’ordine della camminata, la bontà della lettura dei testi, il percorso, la Messa finale.

Il settore Nueva Alianza ha lavorato e preparato bene questa Vía Crucis. Bravissimi!

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Pomeriggio con gli amancebados del settore Nueva Jerusalén, del barrio La Mina.

Sono arrivati tardi, ma erano un certo numero, e mi sembra che i dialoghi siano stati fruttuosi. Merito anche degli animatori che hanno mantenuto in preghiera il gruppo intero mentre io parlavo con i singoli.

Grazie, Signore!

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L’ultima mattinata del corso d’aggiornamento è stata ben interessante, con alcune conclusioni riguardo all’Iniziazione Cristiana. L’impressione è che tutti i sessanta/settanta preti presenti ci siamo resi conto della bellezza e dell’importanza del cammino catecumenale per arrivare ai sacramenti dell’Iniziazione.

Adesso la sfida è quella di sensibilizzare tutto il presbiterio di ogni diocesi: se i preti non capiscono i termini della questione non si farà niente.

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Anche la giornata di oggi me l’ho passata al corso di aggiornamento del clero, alla Escuela de Evangelización, a pochi km da casa nostra.

La presidenza di una concelebrazioneIn mattinata toccava ancora al padre Alexis Mejía, che parlava di Discepolato e Missione, che è il tema della prossima Quinta Assemblea dei Vescovi Americani di Aparecida, Brasile. Conferenze molto belle, accompagnata da presentazioni fatte passare in data show, molto ben curate!

Alcuni dei presbiteri presenti alla formazioneNel pomeriggio il padre Lorenzo Vargas ha iniziato a presentare il tema dell’Iniziazione Cristiana. Tale argomento viene dalla lettera dei vescovi dominicani di febbraio, che verteva sullo stesso tema. L’idea è quella che le parrocchie dominicane inizino a strutturare tutte cammini di catecumenato per amministrare i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. Penso che attualmente sono un 5 o 10% le parrocchie che già lo fanno, si tratta di vedere cosa si può fare perché la cosa diventi generale. Magari tra 10 anni comincerà ad essere realtà.

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9:35 pm

Al CEA

Stamattina presto sono stato al CEA, dove avevo appuntamento con il direttore esecutivo per la faccenda del terreno al lato della cappella della Divina Misericordia.

Già da vari mesi ho chiesto quel terreno, in maniera che si possa costruire la chiesa su un terreno più piano. Il direttore mi ha ricevuto, ma ha rinviato la decisione finale per valutare meglio la posizione del politico che dice, a mio parere in maniera truffaldina, che quella terra gliel’hanno già data a lui.
È nelle tue mani: pensaci tu, Signore!

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Questo padre Jorge è un argentino che sta facendo servizio alla Casa de la Anunciación, che è una casa di formazione, ritiro e preghiera fondata dal padre Emiliano Tardif.

Mi l’hanno segnalato come una persona che mi può aiutare a far decollare la qumran in spagnolo (vedi http://es.qumran2.net). L’ho visto stamattina, e l’ho trovato molto interessato al progetto.

Di fatto la versione spagnola di qumran2.net è praticamente pronta, però non abbiamo i collaboratori che possano incaricarsi di ricevere, controllare, caricare e organizzare i files che gli operatori pastorali manderanno a ritmo serrato appena si farà una pubblicità seria al sito. Il padre Jorge mi ha assicurato che ha sotto le mani almeno tre o quattro giovani che dovrebbero aver voglia di mettersi dietro al progetto, li convocherà a una riunione e mi avviserà.

E anche il padre Alexis Mejía, che è un professore del seminario maggiore, mi ha assicuarato che ci sono vari seminaristi che potrebbero dare una mano.

Vedere il decollo della qumran spagnola sarebbe una bella chicca da presentare al Signore prima di finire il servizio qui!

Sono sicuro che mi aiuterai a realizzare questo sogno, e già da adesso ti dico: grazie, Signore!

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Francisco in braccio al suo nuovo papà, Fabrizio GeaÈ ormai trascorsa la seconda settimana di Francisco in missione. È molto felice, come noi, di essere qui. Probabilmente è più sereno di prima perché si sente circondato non solo dal nostro affetto, ma anche di quello di tutte le persone della missione. In questa settimana il piccolo ha avuto qualche problema di raffreddore e bronchite, ma per fortuna nulla di grave. Nonostante un po’ di fastidio per la tosse e la sua faccia non proprio entusiasta per i medicinali, sta meglio.

Sono arrivate delle buone notizie sul fronte del percorso dell’adozione. Finalmente l’avvocato referente del nostro ente, dopo un nostro pressing continuo dal 16 febbraio, data in cui aveva i documenti necessari, si è deciso a presentare la richiesta di omologazione dell’adozione il 28 di febbraio.

Ora rimaniamo in attesa della sentenza da parte del giudice incaricato, e sono più concrete le speranze di rientrare nel mese di marzo.

La scorsa domenica, dopo la Santa Messa, don Paolo ci ha invitato a presentarci alla comunità parrocchale. È stato un momento molto emozionante perché erano presenti molto bambini. Spiegando la nostra storia ci ha fatto molto piacere il calore di tutte le persone presenti, specialmente nei confronti del piccolo Francisco. Alla fine della funzione il piccoletto ha avuto baci, abbracci e carezze a volontà.

Un abbraccio caloroso a Lara che ci ha scritto precedentemente. Saremo sicuramente felici di venire a conoscervi di persona a Genova, appena tornati in Italia.

Un caro saluto ed un abbraccio anche ai nostri sacerdoti, don Carlo e don Diego, che pensano sempre a noi e ci ricordano nelle loro preghiere.

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Abbiamo cominciato oggi il corso annuale di formazione permanente, finirà giovedì a mezzogiorno.

Sono in pratica tre giorni, dedicati ognuno a un tema: prima il discepolato, poi un ampliamento di orizzonti su discipolato e apostolato, quindi l’iniziazione cristiana.

La prima parte è toccata al padre Víctor Massalle, ex rettore del seminario maggiore, che ha un dottorato in Sacra Scrittura a Roma (o in Germania?), e ha lavorato sul discepolato nei vangeli. Molto interessante!

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La giornata di oggi è stata per me piena di soddisfazioni.

Prima di tutto il ritiro parrocchiale di quaresima, cominciato ieri pomeriggio, è continuato molto bene. L’équipe che l’ha portato avanti ha fatto un bel lavoro, con una predicazione molto viva ed esperienziale. Quando è finito una giovane signora mi ha commentato: “È stato il mio primo ritiro, non pensavo che fosse così bello!”

A mezzogiorno abbiamo avuto a pranzo il padre Ricardo Santelise con alcuni suoi amici italiani, più precisamente riminesi: momento bello, aria di casa.

Nel primo pomeriggio sono stato a casa di una catechista a cui è morto il marito. Ho potuto parlare un po’ con lei, ma soprattutto è stato un momento molto bello con la figlia che si è confessata dopo molto tempo, e una nipote, un’adolescente che mi raccontava di sentirsi vuota, con cui abbiamo potuto parlare dei valori grandi della vita e di come la vita diventa bella quando la poniamo al servizio del Signore e degli altri.

Tornato poi in parrocchia, il ritiro era già iniziato, ma io ho approfittato per fare alcuni dialoghi personali con persone che avevano bisogno di un’attenzione personale, e anche lì ho visto la mano del Signore che ha lavorato.

La Messa delle sette di sera è stata diversa dalle altre domeniche: sentivo una certa stanchezza ma non mi pesava, e ho sentito la gioia di presiedere la celebrazione.

Come molte volte ho sperimentato: stanco ma felice!

Grazie, Signore!

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La celebrazione della prima Riconciliazione alla Divina Misericordia è stata molto bella. Un bel numero di bambini (una quarantina), e mi sembravano in generale ben preparati.

Ce ne sono almeno altrettanti in attesa perché i genitori non hanno potuto venire all’incontro per loro. Spero di recuperarli in questo mese.

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Il primo ritiro con gli studenti del liceo è venuto molto bene.

Grazie alle raccomandazioni preventive di Nidia e suor Modesta, i ragazzi di prima si sono comportati in maniera eccellente.

Vari di loro sono venuti a confessarsi, la metà non avevano fatto la prima comunione, vari non erano neppure battezzati.

La cosa bella che mi è piaciuta è che sono venuti anche un Testimone di Geova e una evangelica, entrambi molto sereni nel dialogo con me (in genere queste chiese sono molto ostili alla chiesa cattolica e predicano contro la confessione).

Le due istruzioni riguardavano la prima la quaresima in relazione alla riscoperta del proprio battesimo, e la seconda la messa domenicale. I ragazzi le hanno ascoltate con attenzione, e poi nei gruppi hanno approfondito in chiave personale.

Grazie, Signore Gesù!

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Domani abbiamo il primo ritiro delle classi di liceo. Tocca alle due prime, e lo faremo alla Escuela de Evangelización che abbiamo vicino a noi.

Ho dedicato la mattinata a due cose: a coordinare con Nidia, Marcial e Jacinta lo svolgimento del ritiro e i suoi vari momenti; e poi a definire il contenuto delle due istruzioni, che verteranno la prima sulla Quaresima in relazione al battesimo e al catecumenato, e la seconda sul significato e sull’importanza dell’Eucaristia.

Il mio lavoro sarà quello di confessare i ragazzi. Per alcuni di loro è una delle tante confessioni, per altri è un momento che non si ripeterà tanto facilmente.

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La “puntata” odierna del corso di preparazione al matrimonio è stata segnata da una testimonianza toccante.

Dal momento che si diceva che la coppia diventa “una sola carne” attraverso l’esperienza del perdono reciproco, un uomo ha confessato pubblicamente di non essere ancora capace di perdonare. Ha ammesso che in passato ha tagliato fuori dalla sua vita molte persone che gli avevano fatto sgarbi o torti, e che ancora adesso mantiene a distanza un figlio, senza riuscire a intenerirsi neppure di fronte alle richieste di perdono dello stesso. La “confessione” esprimeva un bisogno forte di cambiare, e di fatto l’uomo l’ha detto: vorrebbe essere diverso.

La cosa è stata tanto significativa che quando ha finito di parlare, un altro ha detto molto spontaneamente: “Si merita un applauso per questa sincerità”, e gliel’abbiamo fatto. Gli abbiamo assicurato anche il sostegno della nostra preghiera, cosa in cui vi chiediamo di aiutarci anche voi lettori.

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Stamattina alle 11 tutti i preti della nostra zona ci siamo dati appuntamento dal cardinal López Rodríguez, che è convalescente di un bypass al cuore. L’operazione è stata fatta nella prima metà di gennaio, e piano piano si sta ristabilendo. La cosa più fastidiosa che ha è la ricomposizione dell’apertura dello sterno: al tossire e allo starnutire gli fa abbastanza male.

Abbiamo concelebrato l’Eucaristia, alla quale il cardinale ha assistito senza né presiedere né concelebrare.

Nonostante la salute ancora malferma ci ha accolti con molta affabilità e ci ha fatti sentire a nostro pieno agio. L’ho vissuta, e credo don Lorenzo e gli altri preti pure, come un momento bello di fraternità presbiterale e di vicinanza spirituale con il nostro pastore.

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Oggi, festa dell’Indipendenza, la circostanza del giorno festivo mi ha permesso prendere le cose con più calma.

In particolare, in mattinata ho potuto parlare con Miguel Ángel e Willy, i nostri due seminaristi maggiori. Posso dire che stanno facendo dei bei progressi a livello di maturazione personale.

Nel pomeriggio, poi, la riunione degli animatori di Comunità di Base, come tutti i martedì, e poi la riunione della Commissione di Pastorale Giovanile.

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Il piccolo Francisco con Fabrizio, il suo nuovo papà

Da una settimana ci troviamo in missione, con il il piccolo Francisco.

Prima di arrivare qui, eravamo molto preoccupati per il continuo prolungarsi della nostra permanenza a causa di problemi burocratici e lungaggini relative all’adozione del nostro Angelito de Dios. Purtroppo il percorso adottivo è lungo e complicato. Le nostre preoccupazioni erano aggravate anche dal fatto di sentirci soli in un paese straniero, con nostalgia di casa.

Abbiamo accolto l’invito di don Paolo e don Lorenzo a vivere con loro in missione con grande gioia. La divina provvidenza sembra averci guidato fino a loro.

Il piccolo Francisco con Tutti qui, Paolo e Lorenzo, Carmen e Francesco, tutte le suore, ci hanno fatto capire il significato di accoglienza, di ospitalità, conforto, accogliendoci a braccia aperte e con amore. Ci sentiamo veramente in famiglia ed anche il nostro piccoletto ha trovato tanti zii e zie che lo accudiscono e lo fanno giocare.

Grazie Signore!

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Cari Fabrizio e Sabrina,

che bella testimonianza la vostra, GRAZIE!!!

Sono Lara, ero presente in centro missionario a Genova quando ha chiamato un prete della diocesi di Torino per raccontare la vostra storia. La cosa che abbiamo pensato subito è stata di lasciarvi il recapito della missione, poi però non ne avevamo più saputo nulla… Domani la prima cosa che faccio vado là e spiego k è finita bene…

Per quanto riguarda l’ospitalità della casa della missione, beh… sono troppo dei grandi!

Volevo farvi sapere che quando tornerete sarete benvenuti anche qui, kissà mai k non ci si possa incontrare anche con i giovani del Movimento Giovanile Missionario e il vostro piccolo Francisco!!!

Un abbraccio grande da Genova
Lara

Ciao Fabrizio e Sabrina! Che bello avere vostre notizie da internet. Spero torniate presto. Avrete molte cose da raccontarci e potremo vedere il vostro bellissimo bambino da vicino. Davide

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Il compleanno di suor CristinaOggi era il compleanno di una nostra suora, e la sua famiglia ha pensato bene di farle una sorpresa: nel primo pomeriggio sono arrivati mamma, sorelle, nipoti, e anche altra gente della comunità.

Io mi sono unito al ritorno da Higüey, e ho trovato molto amore e molta gioia.

Grazie, Signore, per questa sorella così preziosa!

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Alcuni dei giovani presenti alla convivenzaI giovani dei vari gruppi giovanili delle due parrocchie hanno vissuto oggi una giornata insieme a Jacagua.

La mattinata è stata dedicata soprattutto alla conoscenza reciproca. Si tratta infatti di almeno sette gruppi distinti, e non sono molti i momenti come questi in cui possono incontrarsi e farsi amici al di là del loro gruppo.

Nel pomeriggio invece un giovane della Pastorale Giovanile Diocesana ha fatto una catechesi su matrimonio, fidanzamento e sessualità, che i ragazzi hanno trovato molto interessante.

Suor Serafina, suor Modesta, Taína, Yúdith e Raquel hanno passato la giornata con loro. Io sono arrivato là alle quattro e mezza per la Messa, reduce dal pellegrinaggio a Higüey. Ho trovato tanto entusiasmo, e ho percepito una bella soddisfazione nei giovani per l’andamento della giornata. E alla Messa si è unita anche la comunità del settore di San Ramón, dando ancor più vivacità e amore alla cosa.

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7:28 pm

A Higüey

A Higüey con Carmen, Fabrizio, Sabrina e FranciscoPellegrinaggio parrocchiale di Santa Margarita a Higüey, oggi. Hanno partecipato anche Carmen e Fabrizio e Sabrina, con il loro piccolo Francisco.
In fase di preparazione c’è stato uno sbaglio mio che ho tardato troppo a promozionarlo, e così la partecipazione è stata scarsa, abbiamo riempito un solo pullman.

In compenso, la Messa là è stata ben significativa. Ci siamo ritrovati nel santuario della Madonna dell’Altagrazia insieme a altre cinque parrocchie di Santo Domingo, con i rispettivi parroci. Alcuni di loro era abbastanza tempo che non li vedevo, ed è stata una cosa molto positiva. Al momento dell’omelia, poi, il primo celebrante ha posto tutti gli altri a dire un pensiero, e ne sono venute fuori riflessioni molto belle.

E poi al momento della consacrazione lo stesso primo celebrante ha fatto una preghiera di guarigione per tutti gli infermi, che è stata sentita molto da tutti.

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A Santa Margarita abbiamo avuto la prima riconciliazione.

Purtroppo assomiglia molto a un campo di battaglia: più morti che vivi. Voglio dire che sono più i bambini che non hanno potuto ricevere il sacramento che quelli che l’hanno ricevuto.

Un buon numero perché non hanno consegnato il certificato di battesimo. Altri perché i genitori non si sono visti agli incontri per loro. Altri ancora perché gli stessi bambini non hanno ricevuto la catechesi preparatoria.

Ci saranno degli incontri di recupero, spero che riescano a ricevere il sacramento tutti.

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Un bel ritiro di Quaresima quello di oggi a scuola!

Oltre a me, hanno proposto le loro riflessioni il padre Francesco, curato delle parrocchie di Santiago el Menor e Nuestra Señora del Amparo, napoletano, e il padre Isidro, parroco delle stesse parrocchie.

Oltre a toccare il significato della Quaresima come tempo forte, le riflessioni si sono centrate sulla lettera del Papa (“Guarderanno a colui che hanno trapassato”) per la quaresima, e sulla comprensione della stessa come tempo per scoprire e celebrare l’amore di Dio.

Ho visto in vari il proposito di sforzarsi di più per partecipare a Messa. Ed è stata la cosa che più mi ha dato gioia!

Grazie, Signore!

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I genitori dei bambini che faranno la prima riconciliazione hanno avuto stasera il loro secondo incontro.

Sono occasioni preziose per parlare loro di alcuni aspetti fondamentali della vita cristiana.

L’incontro è una via di mezzo tra un annuncio kerigmatico, una conferenza sull’educazione dei figli e una catechesi morale.

Partecipano soprattutto le madri, si fa esigenza ai papà di partecipare, ma non è facile, sia per il lavoro sia per il menefreghismo.

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Veniamo da cinque giorni praticamente “isolati” dal mondo, almeno per quanto riguarda internet.

Un guasto a un’apparato del Ministero dell’Educazione (che ci fornisce la connettività), avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, è stato, a quanto sembra, duro da risolvere: soltanto adesso è stato risolto.

Ho un po’ di giornali arretrati da leggere, e anche un po’ di cose arretrate da scrivere qui.

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9:30 pm

Senza internet

Siamo ancora senza internet (queste righe l’ho scritte alcuni giorni dopo e ho cambiato la data).

E comunque non è successo niente di significativo da nessuna parte. Lavori di routine.

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Da oggi abbiamo in casa tre persone in più: Fabrizio e Sabrina, giovane coppia della provincia di Torino, con il loro piccolo Francisco.

La ragione per cui sono arrivati da noi è che sono da dicembre in Repubblica Dominicana per un’adozione internazionale.

Hanno ricevuto il bambino già prima della fine dell’anno, per la convivenza di legge, che qui è prevista di sessanta giorni.

E di fatto sono felicissimi di Francisco, un moretto di nove mesi (sette quando l’hanno ricevuto), che con tutta probabilità sarà effettivamente loro figlio adottivo tra un mesetto.
Le cose poi si sono allungate più del previsto, e allora giovedì scorso ci hanno contattati per chiedere un aiuto con le pratiche di adozione. A quel livello in realtà non possiamo aiutarli, però abbiamo deciso di proporre loro di venire ad abitare da noi in maniera che sentano per lo meno l’appoggio umano e cristiano.
E così oggi hanno fatto trasloco da noi. Soprattutto con la compagnia di Francesco e di Carmen respirano un’aria più di famiglia. Prima vivevano in un residence per turisti dove erano soli tutto il giorno, e in realtà Sabrina era un po’ provata psicologicamente.

Oltre a loro, anche noi ci sentiamo una comunità più completa. I sorrisi di Francisco allietano tutti, e tutte le sere ci riuniamo per recitare insieme la preghiera della Compieta. Un elemento in più di serenità, grazie a Dio!

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E’ bellissima questa storia, in cui io e mia moglie ci immedesimiamo molto, essendo nel pieno del percorso adottivo. C’è anche la possibilita, tra l’altro, che l’ente a cui ci siamo rivolti ci abbini la Republica Dominicana! La cosa che ci allieta di più, in questo brano del diario, è l’ambiente in cui vengono a trovarsi Fabrizio, Sabrina e il piccolo Francisco, l’ambiente ideale per ringraziare il Signore ogni giorno per la grazia di un figlio in famiglia!

Ci sentiamo molto vicini a Fabrizio e Sabrina (e al piccolo Francisco), in quanto anche noi siamo “in ballo” con le pratiche di adozione. Tra le varie possibilità di destinazione che ha l’ente a cui ci siamo affidati, c’è anche Santo Domingo! Fabrizio e Sabrina, siete nel posto giusto per ringraziare il Signore ogni giorno, per il dono di vostro figlio Francisco!

Andrea e Chiara da Milano.

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Yury e Fanny il giorno del loro matrimonioOggi pomeriggio si sono sposati Yury e Fanny. Yury è il fratello di suor Cristina.

Da vari anni lo stavano pensando, ma erano sempre indecisi (a quanto hanno spiegato) per il discorso delle spese. Finché lo Spirito Santo ha fatto capire a Yury che non potevano mettere il discorso spese davanti a quello del matrimonio.

Foto di gruppo dopo il matrimonio di Yury e FannyE così, al finire il corso di preparazione a metà gennaio, hanno detto che si sarebbero sposati il mese dopo. E così è stato. Anzi, si sono trascinati dietro anche un’altra coppia, un po’ più matura di loro, Pedro e Lin.

La celebrazione è stata bellissima, se la sono goduta anche Carmen, Taína e tutte le nostre suore!!! Ovviamente c’erano anche, elegantissimi, i quattro figli di Yury e Fanny!

E non solo! Varie altre coppie si sono entusiasmate, e adesso mi stanno facendo pressione per fare alla svelta un’altro corso di preparazione! Da cosa nasce cosa!

Grazie, Signore!!!

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I partecipanti al ritiroIl secondo giorno del Ritiro di Evangelizzazione si è aperto, al solito, con la liturgia penitenziale. Una liturgia sui generis, perché si fa come divisa tra la prima e la seconda domenica. Durante la settimana i partecipanti fanno il dialogo con il loro “pastorello”, si confessano, e all’inizio della seconda domenica la celebrazione.Un’altra cosa significativa, è che questa liturgia è strutturata come un rinnovo del battesimo, con la rinuncia a Satana e tutte le sue opere e con il rinnovo della professione di fede.

Un altro elemento bello è poi la preghiera per la guarigione da tutti i rencori del passato, cominciando da quello che possono averci fatto nostro padre e nostra madre, passando per maestri ed educatori, fino ad arrivare alle relazioni adulte a livello di vita di coppia e di lavoro.

E, dopo i vari temi del giorno, incentrati sulla signoria di Gesù nella propria vita e sul dono dello Spirito, la liturgia di consacrazione alla fine della giornata: quest’ultima ha il significato di pregare su ognuno perché si rinnovi l’effusione dello Spirito Santo. È preceduta da un momento di preghiera intensa, e produce a tutti un’intensa gioia spirituale.

Nella Messa finale ognuno dei partecipanti è accolto dai suoi familiari, e riceve da essi un significativo regalo: un mazzettino di fiori, segno della vita nuova che ha iniziato a vivere. A quanti hanno espresso durante il ritiro segni significativi di cambio si chiede di dare un piccolo testimonio. A me quello che più colpisce è, più che le testimonianze, che pur sono molto belle, vedere le facce degli altri che hanno vissuto la stessa esperienza: la qualità del loro sorriso esprime una partecipazione intensa e senza parlare è come se dicessero: “Quello che sta dicendo lui (o lei) l’ho vissuto anch’io”.

Adesso ci rivedremo sabato pomeriggio con tutti i partecipanti: lì c’è spazio per testimonianze un po’ più dettagliate, e una cetechesi apposita introduce le dodici settimane della catechesi fondamentale su discipolato e vita di comunità.

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Ultimo round di confessioni dei partecipanti al ritiro di evangelizzazione, questa volta a Jacagua.

Tre ragazze giovani, e varie signore mezze giovani e di mezze età. Con abbastanza voglia di camminare con il Signore, tutte quante.

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Alcune sere di questa settimana le dedico a confessare la gente che sta facendo il Ritiro di Evangelizzazione.

È un momento veramente bello, perché tutti arrivano al sacramento (o al dialogo, quelli non pronti per ricevere la assoluzione) con una disponibilità straordinaria al Signore. Vedo una disponibilità a cambiare non comune, che è fonte di gioia per loro e anche per me.

È una delle gioie più belle del mio ministero qui! Grazie, Signore!

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L’elettricista mi ha fatto alcune modifiche al circuito della scuola e alle lampade esterne in maniera che la strada davanti alla scuola rimanga perennemente illuminata dall’energia fornita dagli inversori nuovi che ci ha installato l’INDOTEL.

Insieme ad alcune altre piccole modifiche, tra qualche giorno siamo in condizione di non dover più accendere il generatore elettrico per il turno serale. Con tutto beneficio dell’economia della scuola. E grazie allo stato dominicano! E, soprattutto, grazie al Signore che ci ha aiutati a pensare e a realizzare ciò!

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E grazie anche a internet k c permette di condividere in diretta con voi queste piccole grandi conquiste…

Grande Paolo!!!

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Il catecumenato dei bambini del catechismo (sono catecumeni quelli che si preparano al battesimo) è iniziato stasera con la corrispondente riunione dei genitori.

Hanno partecipato più del 60%, un dato confortante considerando che a Messa vengono solo il 5% della popolazione. Voglio dire che di tutti questi genitori che sono venuti alla riunione forse il 30% viene a Messa tutte le domeniche.

Il cammino catecumenale continua con le sue tappe di catechesi (la spiegazione dei vari aspetti del battesimo) e liturgiche (entrata al catecumenato, scrutini, unzione dei catecumeni, ecc.). Cerchiamo nel limiti del possibile di rendere partecipe tutta la comunità del cammino di questi bambini!

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Visita mattutina al Ministero dell’Educazione, per verificare con un’assistente del ministro lo stato della nostra richiesta di assunzioni.

Come sapete la nostra scuola è sostenuta dallo stato, che paga la gran maggioranza dei maestri. Ciò è voluto a livello di scuola primaria, dove il carattere pubblico della scuola (che però appartiene alla Chiesa) richiede che tutto il personale sia assunto dallo stato. Cosa che non è mai vera al 100%, perché se lo fosse oggi, probabilmente non lo sarebbe più l’anno prossimo, visto che con 80 persone che lavorano ce n’è sempre qualcuno che se ne va, che si pensiona per malattia, che ascende, ecc. E quindi tutti gli anni bisogna presentare la lista del personale ancora non assunto e chiedere che lo stato lo assuma. Se smetto di fare questa pressione mi aumenta la quota di personale non assunto – a cui diamo un mezzo stipendio da quanto si raccoglie dalle famiglie – e mi diminuiscono le risorse per la manutenzione della scuola.

A livello di liceo abbiamo scelto invece di non essere una scuola pubblica, ma semi privata. Ciò perché nel caso di assumere la modalità pubblica avremmo dovuto in ogni caso pagare una buona fetta del personale (perché lo stato normalmente assume con il contagocce), e anche per avere maggiore autonomia nei confronti dello stato e del sindacato dei professori, e poter offrire un’educazione migliore.

Mi direte: ma come, da Genova non arrivano offerte anche per la scuola? Sì, ma personalmente sono contrario a usarle per questioni di amministrazione ordinaria. E questo per evitare derive assistenzialiste. Di fatto già dal 2000 ci siamo organizzati chiedendo alle famiglie una collaborazione mensile, che è stata fino all’anno scorso un massimo di 50 pesos (equivalenti a 1,25 euro), e che adesso abbiamo portato a un massimo di 100 pesos (2,5 euro) perché l’inflazione, superiore al 100% nel complesso degli ultimi 3 anni, ci aveva reso impossibile coprire le spese. Per avere un’idea del valore dei soldi, sappiate che qui una birra costa un euro. E nessuno se la nega in un fine settimana.

Nel liceo poi le offerte concorrono a formare le borse di studio. Senza borsa di studio la retta è di 290 pesos mensili (circa 7 euro), con la borsa di studio è la metà o zero, dipendendo dai casi. Quest’anno il totale delle borse di studio è stato di 4,000 euro.

Così, vi dicevo, l’amministrazione ordinaria è tutta portata avanti con i contributi delle famiglie, che vengono in questa maniera aiutate a valorizzare il lavoro che la scuola fa per i loro figli. E non si rischia che, se Genova se ne va dal Guaricano, la scuola smetta di funzionare.

Le offerte di Genova le abbiamo usate anche, ultimamente, per potenziare la struttura. Così nel 2002 abbiamo aggiunto un salone e sette aule, nel 2004 il sotto tetto con un’altra area ampia e due aule, e nel 2005 i laboratori. In tutto sono stati spesi in questi lavori qualcosa come 300,000 euro (la Regione Liguria ha collaborato con 35,000 euro nel lotto 2005). Una bella cifra, frutto dell’amore di moltissimi di voi che ci sostenete con le adozioni a distanza. E un investimento che mantiene tutto il suo valore lungo gli anni, e di cui la comunità di Guaricano si beneficerà perpetuamente. Facendo il conto, quei 300,000 – 35,000 euro corrispondono a 1,050 adozioni a distanza annuali!

Così, per tornare al titolo, sono stato ieri a spingere sulle nomine del personale ancora non assunto. Attualmente sono una quindicina di persone su un totale di circa 80. La funzionaria mi ha assicurato il suo interessamento, la devo richiamare i primi giorni della settimana prossima.

Nel frattempo vi chiediamo di aiutarci con la preghiera!

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Ho risolto il problema del laboratorio di informatica levando da mezzo il disco SATA che ora so che è sicuramente danneggiato.

L’altro disco, che aveva prima soltanto i dati, adesso ospita anche il sistema operativo.

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10:27 pm

San Valentino

Carmen in compagnia delle suorePer l’occasione della festa di San Valentino, che qui non è solo la festa degli innamorati, ma la giornata dell’amore, una bella delegazione di Santa Margarita è venuta a farci una bella sorpresa a casa. Dopo pranzo, quatti quatti, si sono presentati con gelato e torta gelato, ci hanno “costretti” a mangiarlo con loro.

Taína e Raquel, il sorriso della vittoria (sul gelato)Naturalmente c’erano anche le aspiranti, le quali si sono unite volentieri alla “penitenza”.

È stato un momento molto carino, che a dir la verità si ripete con gran piacere nostro e delle suore tutti gli anni.

Grazie, Carmen, Bilma, Tatá, Marcial, Germania, Jacinta. E grazie anche a te, Signore!

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È da tre giorni che tento di far ripartire il server del laboratorio di informatica, ma non ci sono ancora riuscito.

Il fatto è che ho il sospetto che il problema sia nel disco SATA che si è danneggiato, ma le voglio provare tutte prima di buttarlo via (o provare a portarlo alla garanzia).

Per fare le cose meglio oggi pomeriggio ho iniziato a scaricare la ISO della versione nuova di Ubuntu, in maniera da far l’installazione più alla svelta! Domani la inciderò sul CD e vedremo se le cose mi vanno meglio.

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Il gruppo della Messa dei Malati della Divina MisericordiaL’ultima Messa dei malati è toccata oggi pomeriggio alla Divina Misericordia.

La “chiesa” era strapiena, considerando che non era domenica. Come ai tempi di Gesù, tutto quello che sa di Messa di guarigione qui tira tantissimo. Vengono sempre tante persone, anche gente che non viene a Messa la domenica, a volte anche evangelici.

Hanno ricevuto l’unzione una quarantina di persone. Tutte sono state preparate da catechisti e animatori. Vari di loro era la prima volta che si confessavano.

Ho anche fatto alcune foto, che spero di aggiungere presto. È stata una trovata bella quella della foto finale, sembravano i bambini della Prima Comunione, sempre pronti a farsi fotografare!

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Purtroppo vari inconvenienti elettrici hanno portato a una mezza catastrofe del disco rigido del server del laboratorio di informatica. Così ho dovuto passarmi la mattina a riformattare e reinstallare. E ancora adesso non ho ancora finito. Sto usando un tempo morto dell’installazione per dedicarmi al diario.

Spero di finire stasera. So che il Signore mi aiuterà!

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Questa volta il Ritiro di Evangelizzazione è in stile più familiare: una trentina di persone in tutto dalle due parrocchie. Ma meglio così, si lavora meglio e si gestisce meglio il processo.

Il settore più rappresentato è San Ramón, con otto persone, seguito dall’Arca di Noè con sette. Grande assente il settore Espíritu Santo: una mancanza di coordinazione da parte di Bernarda, la responsabile di settore, ha fatto sì che la gente non venisse preparata.

A proclamare le catechesi sono stati Marcial, Matilde e Mirella. Carmen ha tenuto insieme il tutto.

Il Ritiro continua con i dialoghi con i “pastorelli”, che verranno fatti in settimana, e con la confessione (sacramentale, per chi può): ciò prima del domingo prossimo. Infatti la prima domenica è in vista del consegnare la nostra vita al Signore in un cammino di liberazione dal peccato (Battesimo), mentre la seconda domenica è per rinnovare il dono dello Spirito Santo (Confirmazione). Tra tre mesi, poi, il Ritiro Eucaristico permetterà di rispiegare e rimotivare l’esperienza dell’Eucaristia.

Il mio lavoro, quindi, continua in settimana: ho messo tre momenti, uno a Betania, uno alla Cappella san Francisco, e uno a Jacagua. Perché tutti possano confessarsi comodamente. È il mio servizio. E lo faccio volentieri!

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Oggi abbiamo avuto la Messa per la Giornata del Malato nel settore san Ramón, futura parrocchia di Santa Virginia.

Buona la partecipazione, e come sempre c’era parecchia gente che non è granché di chiesa, ma che accorre quando sentono parlare di Messa di guarigione. Ne approfitto per spiegare che la fede in Dio non può essere soltanto questione del momento in cui si ha bisogno di una mano.

C’era anche la gente del settore, una decina, che domani inizieranno il Ritiro di Evangelizzazione.

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