9:27 pm

Giornata piena

Oggi, nonostante il lunedì sia il “giorno libero” dei preti, ho avuto abbastanza da fare:

  • pagare la tredicesima ai dipendenti del liceo
  • mi è venuta a parlare una ragazza che è stata anche responsabile di un gruppo di giovani e che qualche mese fa è andata a convivere, “per fare un’esperienza nuova” (sic!), e con la quale abbiamo parlato della possibilità di rimettersi in careggiata e tornare a ricevere l’Eucaristia
  • ho “ricevuto” un lavoro fatto dal nostro fabbro
  • sono andato a prendermi due files dal server del nuovo laboratorio di informatica, per mandarli al bug system di ubuntu e vedere se qualcuno mi suggerisce la soluzione al problema delle “no free leases” del server dhcp
  • sono andato in città a far riparare due dei computerini che funzionano come clienti nello stesso laboratorio di informatica, e me li hanno aggiustati perché erano ancora in garanzia
  • sono andato dal cardinal López Rodríguez a portargli una cosa che si era dimenticato in parrocchia domenica
  • ho comprato una scatola di bibbie nella libreria della curia
  • sono arrivato a casa, ahimé, alle 2 e mezza del pomeriggio
  • dopo pranzo, in parrocchia, ho dovuto preparare dei documenti che mi sarebbero serviti di lì a poco
  • alle sei abbiamo avuto la celebrazione penitenziale d’Avvento di Santa Margarita, e ho confessato fino alle otto e un quarto, accompagnato da don Lorenzo e altri tre preti.

Alla fine mi sento mezzo stanco…

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Oggi abbiamo avuto il Ritiro d’Avvento per tutta la comunità. O meglio, per tutt’e due le comunità. Per la prima volta l’abbiamo fatto separatamente Santa Margarita e la Divina Misericordia.

Sono stato di più in quello di Santa Margarita, che non è stato tanto frequentato. Però le meditazioni sono state belle ed efficaci.

Marcial, che ha accompagnato il ritiro della Divina Misericordia, mi ha parlato di una presenza abbastanza consistente nel pomeriggio, mentre di mattina il livello era come a Santa Margarita, sulla sessantina di persone.

La parte del mattino me la sono persa perché avevo la Messa dei Giovani. Invece la parte del pomeriggio non me la sono goduta perché non avevo digerito bene. Ma nonostante questo ho potuto confessare varie persone e parlare una mezz’oretta con un uomo che è mezzo lì lì per venire a Messa, e che spero che dopo questo dialogo il Signore lo aiuti a prendere una decisione. E la Messa della sera, nonostante la mezza indisposizione, l’ho vissuta meglio e mi sembra che ho dato di più che quella dei giovani.

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Stamattina il cardinal López Rodríguez ha inaugurato la parrocchia Divina Misericordia. Alle 7 di mattina ha celebrato l’eucaristia, e si è preso una visione del lavoro fatto: la cappella provvisoria, l’ufficio parrocchiale, la piccola canonica.

La gente ha partecipato numerosa, e più numerosa ancora perché per l’occasione abbiamo sospeso la correspondente messa di Betania, cosicché c’erano le due comunità parrocchiali.

Il cardinale come sempre è stato molto caldo e vivo nella celebrazione, e la gente semplice gli vuole molto bene perché ama stare in mezzo ad essi.

Mi ha fatto i complimenti per quello che si è potuto fare, e spero che il lavoro possa andare avanti di bene in meglio!

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Oggi è la giornata della programmazione pastorale zonale.

Stiamo facendo un incontro dei consigli pastorali di tutte le parrocchie della zona per una verifica dei primi mesi del piano pastorale nuovo e per mettere le basi delle attività dell’anno prossimo.

Delle nostre parrocchie c’era un 70/80% dei membri dei consigli pastorali. Altre parrocchie avevano rappresentanze simili, qualcuna uno o due gatti, e varie nessuno.

L’ho lasciati a mezzogiorno per venire a mangiare a casa con Lorenzo e le suore, e tra poco torno in là per continuare a lavorare con loro.

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Ieri e giovedì abbiamo avuto altri due bei momenti alla Settimana Giovanile.

Giovedì è stata con noi una giovane della Pastorale Giovanile Diocesana, parlando di come un giovane può essere costruttore di pace.

Ieri, un giovane uomo, sposato, ha parlato dei valori della sessualità. È riuscito a presentare la cosa in maniera molto interessante, e i giovani sono rimasti entusiasti. Ha parlato con abbondanza del fatto che è controproducente avere relazioni sessuali prima del matrimonio, e ha insistito sul matrimonio come fedeltà per tutta la vita.

C’è stato un piccolo inconveniente alla fine, perché non mi aveva detto che non aveva mezzo di trasporto per tornare a casa, e quando è stata l’ora di chiamargli un taxi non ce n’erano disponibili. Alla fine Aneuris, un giovane del gruppo, gli ha dato uno strappo con la moto. Grazie, Aneuris.

La serata si è conclusa con l’invito a tutti i giovani presenti a unirsi a uno dei gruppi esistenti: Ciempiés, a Betania; Jóvenes con Cristo, nel settore Arca di Noè; Talento Juvenil, nel settore San Ramón; un gruppo nel Chimbú e un altro a Los Cazabes. Partirà con l’occasione anche un nuovo gruppo nella parrocchia Divina Misericordia.

Alla fine di tutto mi sono fermato fin quando è andato via l’ultimo giovane, per controllare che lasciassero ben pulito l’ambiente. Di fatto i giorni precedenti nonostante le raccomandazioni era rimasto sporchetto… E la cosa bella che a fermarsi a pulire sono state varie giovani non troppo impegnate, nelle quali ho scoperto una servizialitpà che non conoscevo!

Con l’aiuto di Dio questa pastorale giovanile cresce!

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Domani dovevamo avere il ritiro di Avvento del personale della scuola.

Dico dovevamo perché ho preferito spostarlo al giorno 20.

Pensavamo di terminare la scuola il 21, ma i professori non lo accettano, e così ho cercato una soluzione che non ci facesse perdere più giorni di scuola.

Così domani facciamo lezione e il ritiro va più avanti!

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Stasera alla Settimana Giovanile toccava al tema sull’aborto.

È intervenuta Mercedes Núñez, che ormai è di casa nella nostra parrocchia.

Doveva portare il video “L’urlo silenzioso”, dove si vede l’ecografia di un aborto, ma non ha potuto. Con l’aiuto di Dio ce lo farà vedere mercoledì prossimo.

Anche stasera la presenza dei giovani, per lo più adolescenti, è stata ben forte! Arrivano a tutte le ore, ma vengono!

Grazie, Signore!

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Non so cosa sta passando con il nuovo laboratorio di informatica, ci sono dei ritardi pesanti nel caricamento dei clienti.

Sto chiedendo sul canale IRC di edubuntu ma non ho ricevuto ancora indicazioni precise sulla causa e come risolvere il problema.

Forse è che non l’ho chiesto al Signore?

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10:32 pm

Il batterista

Da due o tre mesi abbiamo un batterista, un ragazzo di 17 anni che sembra in gamba, Samuel.

La sua famiglia è evangelica pentecostale, ed anche lui ha frequentato quella chiesa per un certo tempo, portatovi dai genitori, ma poi si è stufato, a sua detta per i pettegolezzi dell’ambiente giovanile.

Ha iniziato a venire a Messa per suonare la batteria, invitato da Gregory, un suo compagno di scuola ben inserito nel gruppo giovani.

La batteria la suona divinamente, e l’impressione è che giorno dopo giorno si stia integrando sempre di più nella vita della parrocchia. Stasera e anche ieri sera era alla settimana giovanile.

Francisca mi dice che sta per diventare formalmente cattolico, che già a livello giovanile ci si trova molto bene.

Personalmente ho parlato con lui varie volte, e lo trovo abbastanza maturo per la sua età.

Mi piacerebbe che continuasse e si battezzasse, è un ragazzo molto in gamba.

E ci toccherebbe anche, perché in questi anni ho visto vari ragazzi cattolici diventare evangelici. Almeno uno che da evangelico diventi cattolico, non ci starebbe male!

Che ne pensi, Signore?

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SPIEGAZIONE

La seconda serata della Settimana Giovanile è stata resa preziosa dalla presenza del cardinale Nicolás López Rodríguez, arcivescovo di Santo Domingo.

E la prima cosa che colpisce in lui è il piacere che ha di parlare ai giovani e con i giovani. Si sente a suo agio. Ci sta bene. Quando gli ho fatto l’invito ha accettato subito!

Ha parlato del fidanzamento e delle relazioni prematrimoniali, in maniera schietta e franca. A me colpisce il fatto che non cerca di dire cose accettabili. Dice quello che deve dire e basta, e ha un bel dono per dirlo in maniera che si ascolti volentieri.

Ha parlato per quasi un’ora, mantenendo l’attenzione dei giovani quasi senza nessun segno di stanchezza. E poi c’è stato un fuoco di fila di domande, spaziando dalla possibilità di una ragazza violentata di farsi suora, fino ai consigli per vivere un buon fidanzamento.

La serata si è conclusa in bellezza con una recita del gruppo di teatro, che ha divertito molto anche il cardinale.

E la presenza del cardinale ha fatto anche da catalizzatore: c’erano quattro volte tanto i giovani di ieri! Al meno 300! (nella foto se ne vedono solo una piccola parte). E chiedo al Signore che li faccia tornare tutti i restanti giorni di questa settimana.

Nel frattempo: Grazie, Signore!

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Stasera è iniziata la seconda Settimana Giovanile, la prima è stata l’anno scorso.

Era la serata di presentazione e ambientazione, ma non c’erano troppi giovani: forse un 60/70. Sono stato contento per la presenza di un certo numero di giovani di Jacagua.

Domani verrà il cardinale López Rodríguez a parlare del fidanzamento e delle relazioni prematrimoniali. Spero che arrivino i giovani, perché così come era oggi sarebbe una mezza brutta figura con lui.

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Santiago è un giovane ingegnere di una trentina d’anni che vive a Jacagua. Sposato, o meglio, convivente, si sposeranno tra due domeniche.

Stamattina ha ricevuto il battesimo. Si era già preparato al battesimo in quaresima, ma non avevamo potuto farlo a causa della convivenza. Adesso, in prossimità del matrimonio, si sono impegnati a stare “separati” fino al matrimonio, e ha potuto ricevere il battesimo.

È stato un momento molto bello, anche perché è stato nella messa parrocchiale delle sette di mattina. E Santiago è una persona molto semplice, si è conquistato la simpatia di tutti.

E in più sono sicuro che accetterà di impegnarsi nella vita parrocchiale. È e sarà ancora di più un dono per la chiesa del Guaricano!

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Stamattina alla messa dei giovani l’ha presieduta il padre Manuel Segura, dei Missionari del Sacro Cuore. È l’incaricato vocazionale della congregazione, e l’ho invitato perché desidero che i giovani della parrocchia si sensibilizzino di più alla vocazione missionaria.

Sto chiedendo al Signore nella preghiera che mi faccia vedere vocazioni missionarie prima di andare via di qui.

Il padre Manuel ha fatto una bell’omelia, l’unica cosa è che mi sono addormentato, e qualche giovane se n’è anche reso conto… che vergogna!

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Oggi mi sono fatto un bel po’ di dialoghi prematrimoniali.

La cosa che mi colpisce di più tutte le volte è vedere la gioia che hanno di sposarsi, in confronto con gli anni che ci hanno messo per prendere questa decisione.

Per molti sono 10 o 15 o 20 anni di convivenza prima di capire che vale la pena celebrare il sacramente.

E davvero quando si sposano si sentono di dire a tutti che è la cosa più bella. Ma quanta fatica per arrivarci! e quanti pochi ci arrivano! La maggioranza della gente qui non arriva mai a sposarsi!

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Oggi pomeriggio la marcia per la vita ha chiuso la settimana dedicata all’aborto e alla delinquenza.

Le quattro parrocchie di Guaricano hanno partecipato, ognuna di esse ha fatto la marcia per i suoi settori, e poi abbiamo concluso con la Messa in un luogo comune.

La marcia di Santa Margarita è stata bene per un aspetto e meno bene per un altro.

Bene perché i giovani hanno coinvolto due bastón ballet, che per la giovane età delle ballerine e le minigonne astronomiche attira sempre tantissima gente.

Bene anche perché durante la marcia i tamburi del bastón ballet si sono alternati con slogan vari, il più comune “Sì a la vida, no al aborto“, gridati con convinzione da giovani e meno giovani.

Meno bene perché la gente della parrocchia non ha partecipato tanto. Se non fosse stato per il bastón ballet sarebbe stato una vergogna tanto poca era la gente.

E di fatto la presenza del bastón ballet ha suscitato un interesse spropositato.

Nella Messa ho scoperto con piacere che delle altre parrocchie c’erano gruppi ben folti, forse più che di Santa Margarita. Bene! È stato un momento bello, di comunione tra le parrocchie in vista di un bene comune molto importante.

Alla fine della messa ho chiamato i giovani che hanno organizzato il tutto, e li abbiamo ringraziati pubblicamente. Ci siamo sentiti orgogliosi di questi giovani!

Per tutto questo: grazie, Signore!

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Stasera abbiamo definito chi e quando si sposa in dicembre.

Ci saranno 5 matrimoni alla Divina Misericordia tra il 17 e il 18 dicembre, e 7 matrimoni in Santa Margarita il 18.

Alla fine, si sposano!

Qualcuno di loro ha fatto il corso di preparazione 4 o 5 anni fa, e solo adesso si sono decisi. Apparentemente, il motivo del ritardo era economico.

Dell’ultimo corso fatto ci sono la maggioranza!

Grazie, Signore!

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È praticamente organizzata la Settimana Giovanile. Dall’anno scorso abbiamo cominciato a farla, come una maniera per invitare i giovani e dar loro momenti di formazione che possano aiutarli a districarsi nella realtà in cui vivono. Così per una settimana, a partire dalle 6 del pomeriggio, si riuniranno a Betania fin verso le 8 di sera.

Lunedì 5 sarà il giorno di ambientazione: giochi, bans, canti, e presentare loro quello che è la settimana.

Martedì sarà con noi il cardinal López Rodríguez, arcivescovo di Santo Domingo. Vuole molto bene alla nostra parrocchia, tutte le volte che lo chiamo fa di tutto per partecipare. Parlerà ai giovani del fidanzamento e delle relazioni prematrimoniali.

Mercoledì toccarà a Mercedes Núñez, la signora che fa parte del Movimento per la Vita. Farà vedere il cortometraggio “L’urlo silenzioso” (The silent scream), che è praticamente la testimonianza di un medico abortista statunitense che ha cambiato vita da quando ha visto un’ecografia di un aborto che stava realizzando.

Giovedì ci accompagnerà una giovane della Pastorale Giovanile Diocesana, parlando del giovane come costruttore di pace.

E venerdì concluderemo con una coppia giovane della città, che spiegarà ai giovani qualcosa sulla sessualità.

Il carnet è ben ricco, e sono sicuro che i giovani risponderanno, perché lo hanno fatto l’anno scorso e quest’anno i momenti della settimana dedicata alla vita e all’aborto hanno motivato ancora di più.

Ringrazio il Signore per questi giovani che sentono il desiderio di trasmettere agli altri la loro fede!

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Mercedes Núñez è venuta oggi due volte, mattina e pomeriggio, per fare una conferenza sull’aborto ai ragazzi delle scuole del Guaricano.

Per ogni scuola primaria abbiamo invitato 5 studenti per classe, con il compito poi di moltiplicare quello che avrebbero imparato nella loro classe.

In generale i ragazzi sono molto sensibili al tema della vita. E credo che con questa chiaccherata si chiariscono molte cose.

La società dominicana sarà più forte e solida!

Domani si continua con i raggazzi dei licei.

Grazie, Signore!, e grazie Mercedes per la tua disponibilità!

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il nuovo Laboratorio di Informatica della scuola primaria

Stasera ho terminato di mettere a posto il laboratorio di informatica.

Ho avuto un po’ da fare con i cavi di rete, ce n’era qualcuno che non funzionava bene e ho dovuto ripiazzare il connettore RJ-45. E poi c’erano dei clienti che avevano problemini all’alimentatore o alla scheda di rete, o altre bazzeccole. Ho dovuto fare vari viaggi da quello che me li aveva venduti per riuscire ad avere tutto in ordine.

Alla fine, è una soddisfazione! Ci sono 40 computers disponibili per imparare a usarli, a un prezzo totale di 150,000 pesos, cioè € 4,000, una media di € 100 per computer.

Economico, no? e senza pagare licenze di windows né usando software piratato. Tutto in regola e a basso costo.

Potenza di linux!

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Oggi a mezzogiorno Marcial ci ha deliziato con la sua gentile presenza alla nostra tavola.

È che ieri Lorenzo aveva fatto troppe lasagne al forno, ed era un peccato non condividerle con qualcuno!

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6:38 am

Freddo polare

Stamattina siamo a 20 ºC.

È un freddo boia!

Anche perché sono con una mezza influenza e quindi lo senti di più. Non ho quasi di voce, spero che nei prossimi giorni migliori!

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Stamattina abbiamo avuto un piccolo ritiro “per fidanzati”, che in realtà era aperto a tutti, e di fatto hanno partecipato una settantina di giovani ed adolescenti.

Il ritiro l’ha dato una coppia non proprio giovane (19 anni di matrimonio) ma con una bella esperienza da raccontare, e con una comunicativa molto buona. Jhonny e Sandra.

Quello che ha colpito di più i ragazzi è stato il racconto delle fasi della loro vita di coppia: lei è figlia di un padre ubriacone, ma è cresciuta con il proposito di arrivare vergine al matrimonio; sono stati fidanzati per 8 anni, e hanno saputo mantenere il proposito; poi hanno vissuto 5 anni sposati lontani dal Signore, e lui era un donnaiolo; finché non si sono incontrati (tutti e due) con il Signore e da quell’istante la loro vita è diventata diversa: lui ha lasciato le donne, hanno imparato a dialogare e ad avere fiducia l’uno nell’altro.

Jhonny e Sandra hanno coinvolto le coppie di fidanzatini presenti (7 o 8), e quasi a tutte hanno fatto raccontare qualcosa di come hanno cominciato.

Nel complesso hanno dato un messaggio molto positivo, che sono sicure che è arrivato a destinazione!

Grazie, Signore!

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Oggi pomeriggio abbiamo iniziato la settimana all’insegna del “Sì alla vita, no all’aborto e contro la delinquenza”.

Entusiasmante la partecipazione della cittadinanza: circa 400 persone. Non credo sia facile che tante persone partecipino a un evento culturale.

Le autorità che hanno presenziato sono state:

  • il deputato Pelegrín Castillo
  • Mercedes Núñez, del Movimento per la Vita dominicano
  • Félix Martínez, direttore del distretto educativo
  • un rappresentante del vicepresidente della repubblica
  • un rappresentante del capo della polizia
  • il responsabile della polizia del Guaricano
  • Il rappresentante del ministero pubblico del municipio.

Tutti si sono espressi chiaramente sul fatto che l’aborto è un delitto e un crimine, e sul versante delinquenza hanno messo in evidenza il fatto che la radice di molte situazioni delinquenziali sta nella famiglia.

Tra gli altri, Pelegrín Castillo ha spiegato dei vari tentativi, grazie a Dio non riusciti, di introdurre legislazioni più permissive sull’aborto nel paese: la prima volta nel 1992 e la seconda volta all’inizio di quest’anno. Entrambe le volte la chiesa cattolica ha parlato chiaramente, e ha potuto fermare un progetto che la cultura dominicana rigetta fortemente, anche se nella pratica i dominicani possono a volte o spesso cadere.

Pelegrín Castillo e anche Mercedes Núñez hanno enfatizzato il fatto che la “battaglia” dell’aborto è portata avanti da organizzazioni statunitensi, che investono capitali cospiqui per “allineare” la Repubblica Dominicana con gli altri paesi “evoluti”.

L’atteggiamento di rifiuto dell’aborto da parte dei dominicani me li fa amare ancora di più, e mi fa riflettere se veramente sono sottosviluppati loro o piuttosto noi in Italia, dove nessuno può dire che l’aborto è l’assassinio di un essere umano innocente perché subito viene “linciato” da tutta l’opinione pubblica. E perché? perché si pretende il rispetto dell’altro, cioè della donna o di chi vuole farla abortire. Invece del bambino nessuno si preoccupa, anzi, come succedeva ai conquistadores spagnoli che non consideravano persone gli indios o i negri, così stanno facendo adesso i paesi “illuminati”: non sono capaci di vedere la persona umana nel bambino nel ventre di sua madre. Al punto che lo si può ammazzare raccontandosi che è qualcosa come togliersi un’appendicite. Che tristezza!

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11:03 pm

Visite in vista

In gennaio dovrebbero venire Erika Sirianni e suo marito Alessandro. Sono una coppia giovane della parrocchia di Sant’Eusebio, e hanno una gran voglia di coinvolgersi nella missione.

Dovrebbe venire, a Dio piacendo, anche don Giulio con varia gente delle sue vallate. Li aspettiamo anche loro a braccia aperte!

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Stasera abbiamo celebrato il primo consiglio pastorale della nuova parrocchia Divina Misericordia.

La metà dei membri vengono dal consiglio pastorale di Santa Margarita, l’altra metà è nuova, però con molto entusiasmo!

Abbiamo valutato il cammino fatto finora dalla neonata parrocchia, e pensato ad alcune cose pratiche, come la maniera di iniziare l’ufficio parrocchiale, il guardiano da mettere di notte, gli orari di apertura dell’ufficio, lo sviluppo della vita liturgica della parrocchia.

La programmazione di dicembre è stata molto simile a quella di Santa Margarita, e alcune cose si faranno ancora insieme, mentre altre, come gli aguinaldos e il ritiro di avvento, saranno a parte.

Abbiamo parlato anche di come cercare di coprire il forte debito di 350,000 pesos (circa 10,000 euro) che abbiamo per le spese di costruzione degli uffici parrocchiali e della prima cappella sul terreno che ospiterà la nuova chiesa.

Con le sole entrate delle due parrocchie si dovrebbe pagare in un anno e mezzo, stringendo su tutti i fronti dove si può stringere. Abbiamo messo in cantiere varie attività per cercare di saldare il debito più alla svelta. Speriamo di riuscirci in un annetto!

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Sono andato a comprare i clienti mancanti, e mi sono trovato con un problema strano: i clienti devono fare il boot dal dischetto, ma la cosa strana è che ci sono dei clienti che fanno il boot dal dischetto solo se gli si apre il “coperchio”.

Sono dei desktop Dell Pentium II 350MHz, e neanche quello che me li ha venduti mi ha saputo spiegare il perché. È ben strano, e il fatto è che oggi ho scoperto che altri clienti, che ieri facevano il boot bene, oggi non lo fanno più. Mannaggia!

Devo provare a chiedere su irc, potrebbe esserci qualcuno che mi sa dire qualcosa.

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9:00 pm

Influenza

Sono mezzo influenzato, un po’ per il freddo – anche adesso tira un’arietta che da fastidio a stare solo in camicia – un po’ perché ce l’hanno quasi tutti.

Stamattina mi ha detto messa Lorenzo, contando con il fatto che avevo un’altra messa di pomeriggio. Domani mattina me la dice di nuovo lui, a meno io che non stia decisamente meglio.

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Le prime reazioni per il laboratorio di informatica sono stati di alcuni studenti a cui ho chiesto di aiutare a portare nell’apposito locale le macchine comprate ieri e quelle comprate oggi.

Ieri erano gli studenti della scuola serale. Chiedevano quanto c’è da pagare per ricevere le lezioni di informatica. Ho spiegato loro che la quota mensile di 50 pesos che pagano copre anche questo.

E poi oggi gli studenti di ottava della scuola primaria. Erano visibilmente emozionati, non vedono l’ora di cominciare le lezioni.

Come vi dicevo ieri, devo trovare chi mi ispiri abbastanza fiducia da dargli l’incarico di queste lezioni.

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E tranquilli, non si tratta di schiavi, ma di computer.

Il laboratorio di informatica della scuola dovrebbe partire tra qualche giorno.

Oggi pomeriggio dovrei riuscire a comprare l’altra metà dei clienti, e qualche piccolo accessorio.

Devo solo trovare l’insegnante di informatica, cosa che è più difficile delle precendenti, perché non solo deve sapere l’informatica, ma essere anche una persona di fiducia.

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Oggi pomeriggio ho trovato i clienti leggeri da mettere nel laboratorio di informatica.

È dove ero già andato, abbiamo trovato una soluzione, quello che me li vende cambierà le schede di rete da tutta una serie di pc per metterle in quelli che mi vende.

Così domani, con l’aiuto di Dio, andrò a comprarli, e nel giro di qualche giorno dovrei riuscire a mettere su il laboratorio.

Ti dico già da adesso: grazie, Signore Gesù!

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Oggi pomeriggio (è domenica) la nostra parrocchia ha vissuto un bel ritiro per le famiglie.

Il predicatore è venuto accompagnato da due fratelli musici e cantori, e tra tutti e tre hanno fatto passare all’assemblea quasi quattro ore senza neanche accorgersene.

I partecipanti sono stati più di 350, in maggioranza coppie, molte sposate, molte ancora non sposate.

Il ritiro ce lo siamo godutio tutti, perché i musici, il due “Antony y Jesús”, sono stati veramente bravi.

Il predicatore ha toccato il tema della guarigione della famiglia, e della coppia in particolare, dai mali che più l’affliggono: gelosia, risentimenti, non perdono.

Alla fine del ritiro ha fatto una preghiera di guarigione che è stata ricevuta dall’assemblea con unzione grande.

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Stamattina abbiamo celebrato la prima riunione del consiglio pastorale della Santa Margarita in versione ridotta, cioè senza i settori della Divina Misericordia.

Abbiamo accolto alcuni rappresentanti nuovi: Joselín, per i giovani, Jacinta, per la liturgia, Félix e María per la pastorale familiare.

L’interesse è sempre vivo, e il lavoro ben dinamico.

Grazie, Signore!

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Sono arrivati alla fine gli studenti del liceo che hanno cominciato con noi quando il nostro liceo è nato.

Erano due classi, e hanno concluso in bellezza. Tra di loro c’erano vari ragazzi dei gruppi giovanili della parrocchia, alcuni molto in gamba!

È stato un piacere partecipare a questa celebrazione. Dopo vari anni sento come qualcosa di mio questi riti con toghe e berretti, cambiare il verso dello spaghetto che scende dal berretto, tirarsi un sacco di foto.

Per i ragazzi è un momento eccezionalmente bello, e anche per tutti quelli che partecipano.

Oggi pomeriggio me lo sono proprio goduto!

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È andato in onda poco fa il servizio (penso) di Tarcisio Mazzeo sulla missione del Guaricano.

Non l’ho visto, ovviamente, ma me ne aveva avvisato don Francesco Di Comite, e ne ho avuto un riscontro su wikipedia.

Se qualcuno l’ha visto ci dica qualcosa!

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9:46 pm

Lavoro manuale

Insieme a Lorenzo abbiamo finito di installare una canaletta di plastica che alloggerà i cavi di rete del nuovo laboratorio di informatica della scuola.

Il lavoro era stato iniziato da mio fratello Francesco insieme a mio papà, quando erano qui all’inizio del mese.

Tra ieri e oggi Lorenzo me l’ha finito, e io gli ho dato una mano per due mezz’orette in tutto.

Lavorare con Lorenzo fa piacere: si imparano tanti bei “trucchetti”, e offre una compagnia molto piacevole.

E poi fare questi lavori distende, direi che è più facile che fare il parroco!

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Stasera nella riunione di formazione dei ministri abbiamo riflettuto insieme sulla famiglia, prendendo come traccia una lettera che Benedetto XVI aveva inviato in giugno ai membri di un congresso della diocesi di Roma sulla famiglia.

Ne sono venute fuori riflessioni interessanti.

Siamo finiti a parlare dell’aborto, che qui non è permesso ma che è praticato clandestinamente, molte volte bevendosi (e funziona!) preparati artigianali che si acquistano con estrema facilità. Dany ha parlato di una sua nipote che ha in casa sua, e che doveva essere abortita. Così come Jacinta, che si è fatta carico dell’educazione della figlia di sua cognata, e che già durante la gravidanza l’ha accompagnata in lungo e in largo a tutte le visite ecc., e dopo che la bambina è nata se l’è presa in casa e adesso ha 20 anni e anch’io la conosco benissimo.

Siamo finiti anche a parlare della convivenza, e delle coppie che si preparano al matrimonio. Lì ha dato la sua testimonianza Toca, il quale si è preparato al matrimonio vivendo separato in casa dalla sua convivente per 11 mesi, e raccontava di come in vari momenti gli ha pesato, e del fatto che a volte l’ha sentito un castigo che gli è stato inflitto. E che però adesso (s’è sposato già due anni fa) lo vede come un momento di grazia.

Insomma, una serata che si è fatta profonda grazie alla comunicazione dell’esperienza di tante persone.

Le settimane prossime voglio fare le preparazioni specifiche per i ministri dell’Eucaristia e gli Animatori di Asemblea (o Ministri della Parola).

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La causa dello sciopero dei maestri è stata il fatto che l’altro ieri, lunedì, una delegazione del sindacato dei maestri ha fatto una manifestazione davanti al ministero dell’educazione, e ha chiesto di essere ricevuta per presentare le loro richieste.

La risposta del ministero è stata di cattivo gusto: li hanno lasciati fuori, e hanno detto loro che se volevano consegnare un documento lo passassero attraverso le sbarre della cancellata.

Immediatamente è partito il tam-tam: due giorni di sciopero in tutte le scuole.

Chi ha sperato fino all’ultimo che questo non succedesse è rimasto deluso. Il primo giorno di sciopero è passato, e domani ce ne sarà un altro.

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Domani e dopodomani i maestri fanno due giorni di sciopero.

Sembra che ci siano stati lincenziamenti arbitrari, e che a qualcuno hanno diminuito lo stipendio senza ragione.

I maestri non sanno se guadagneranno qualcosa. Gli studenti sanno (o forse ignorano) che perdono due giorni di scuola.

Secondo me quello dei maestri è un perfetto abuso in questa situazione!

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Una fondazione dipendente dal presidente della repubblica di qui ha invitato tutti i preti ad assistere ad una videoconferenza con il vaticano sui temi della fecondazione artificiale, e sono andato volentieri.

Un cardinale e il decano della facoltà di bioetica di non so che università hanno trattato il tema in maniera chiara, e poi c’è stata una breve sessione di domande. Il tutto è durato poco più di un’ora.

Oltre al tema, mi ha fatto piacere vedere delle persone con cui avevamo degli impegni in sospeso, e lì abbiamo potuto metterci d’accordo.

Quello che non mi è andato giù sono stati i tramezzini che ci hanno offerto dopo la conferenza, e che ho mangiato volentieri perché era l’una e avevo programmato di rimanere in città per altre commissioni.

Così ho passato tutto il pomeriggio mezzo pesante, senza peraltro che la cosa mi impedisse di svolgere il lavoro che avevo in parrocchia.

Quando sono arrivato a casa stasera alle otto ero (e sono ancora) abbastanza stravolto.

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A mo’ di retrospettiva, condivido con voi il lavoro che sono venuti a fare qui Carlo Mosci e Massimo Corazza, i due oculisti attraverso i quali ci sono arrivate le apparecchiature (nuove, per un valore totale di varie decine di migliaia di euro!) per la visita oculistica.

Non contenti di farci arrivare questi strumenti, sono venuti qui una settimana per montare il tutto.

Così sono arrivati i 27 ottobre, in men che non si dica hanno installato tutto, e due giorni dopo hanno cominciato a vare visite a tutto spiano. In totale, in quattro giorni che hanno avuto a disposizione, hanno visitato ben 350 persone! Alcune di esse avevano problemi significativi, la maggioranza se l’è cavata con la prescrizione degli occhiali. Sono stati trovati vari bambini con l’occhio pigro, con i quali è stata avviata la classica procedura del bendaggio dell’occhio sano.

Carlo e Massimo avevano tre buoni aiutanti: Marta e Lucia (figlie di Carlo) e Paolo (figlio di Massimo), tutti e tre sui vent’anni, con molto entusiasmo e generosissimi nel servizio!

La cosa bella è stata che non sono venuti solo a fare un servizio medico, ma si sono integrati bene anche alla vita della comunità cristiana, partecipando alla Messa tutti i giorni con noi e dando la loro testimonianza di fede ai fratelli domenicani.

Per dare continuità al lavoro abbiamo cercato un’oculista dominicana, e dobbiamo vedere se è possibile che si integri all’equipe del dispensario medico. Sembrava che fosse molto facile, e al momento di concretizzare sono usciti alcuni problemi. Vi chiediamo anche a voi una preghiera per riuscire a risolverli. Nel frattempo continuiamo a cercare altri oculisti che possano essere diponibili per il lavoro.

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Oggi i catechisti di tutte le parrocchie della diocesi si sono riuniti nell’auditorium di un collegio del centro per la tradizionale giornata di tutti gli autunni.

Quest’anno è stata significativa la presenza del cardinal López Rodríguez tutto il giorno: in mattinata ha fatto una relazione sui tema “Catechista valorizza te stesso”, e nel pomeriggio ha presieduto l’Eucaristia finale. La predica è stata ben animata, e ascoltata con molto interesse da tutti i catechisti.

Delle mie due parrocchie hanno partecipato una trentina di catechisti. Pochi, considerando che in tutto sono un centinaio. Ma c’è da dire che quelli che hanno partecipato l’hanno fatto con amore e anche con un po’ di sacrificio. Quando li rivedrò glielo dirò, facendogli i complimenti. Così come chiederò spiegazione a quelli che non hanno partecipato. Di fatto alcuni catechisti giovani mi danno l’idea che non sono andati perché sono del coro, e la cosa non mi piace molto, devo chiarire con loro che questi momenti di formazione sono prioritari su tutte le forme di vita parrocchiale.

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Giovedì sera sono tornato un momento in parrocchia dal ritiro perché avevo in programma una conferenza alle coppie.

Il tema era il ciclo della “illusione – delusione – reillusione” nella relazione di coppia. Credo che ha aiutiato molti a pensare che un problema non è per far cadere una relazione, ma per farla maturare.

C’erano una ventina di coppie, più molti “vedovi” e “vedove”. E anche Marcial, nella Cappella del Barrio, aveva circa venticinque coppie.

Questa conferenza era parte del Mese della famiglia, che qui si sente abbastanza.

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Con Lorenzo siamo stati al ritiro annuale dei preti della diocesi di Santo Domingo.

Sono stati 5 giorni sereni, anche se un po’ appesantiti, ahimé, dal predicatore, il cui tono di voce era l’ideale per conciliare il sonno. E quindi il risultato sono state sonore dormite!

Non che dicesse cose senza senso, ma era un po’ pesante.

Giovedì grazie a Dio non ha parlato perché abbiamo fatto una giornata di deserto, e quella sì me la sono goduta!

E poi è sempre bello ritrovare tante persone e conoscerne altre. I preti presenti erano una cinquantina – il numero non è facile da definire per l’andirivieni continuo -. Colpiva il fatto che più vecchi di me c’erano praticamente solo alcuni missionari spagnoli. Tutti gli altri erano più giovani, a testimoniare il fatto solo che da qualche anno a questa parte si è scommesso sul serio sul clero locale e si è avviata una pastorale vocazionale mirata e che, sembra, sta dando i suoi frutti.

Da questa pastorale vocazionale sono scaturite anche le vocazioni dei sei seminaristi della nostra parrocchia!

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Da domani mattina fino a venerdì siamo (io e Lorenzo) al ritiro annuale dei preti diocesani.

Grazie a Dio è qui vicino, nella Escuela de Evangelización, per cui qualunque emergenza si fa un salto a casa e si risolve.

Non scriverò sul diario in tutti questi giorni.

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Trecentocinquanta pazienti è il numero di persone visitate nei quattro giorni in cui con Massimo e i nostri figli siamo stati in ambulatorio della misssione del Guaricano.

Il grande numero è stato determinato dalla realtà nuova dell’ambulatorio stesso, dalla necessità delle persone e dalla disponibilità di tutti coloro che hanno dato una mano tra cui Suor Blessila, le ragazze del Guaricano che hanno fatto da segretarie e dalle persone stesse che pazientemente hanno aspettato il loro turno a volte con attese lunghe.

Il grande numero di persone visitate è stato anche importante per inquadrare al meglio le necessità e il tipo di messaggio medico da lasciare alla Dott.ssa Álida Snchez che continuerà il lavoro.

Sicuramente la prima cosa è venire incontro alle necessità delle persone anche le più banali, ma l’ascolto è sempre la cosa più importante. Poi la parte della prescrizione di occhiali cosi importanti per una popolazione spinta alla lettura della parola di Dio; l’aver potuto dare per pochi pesos di spesa un occhiale che risolvesse il problema è stato molto bello (l’impegno futuro sarà quello di rifornire sempre l’ambulatorio di occhiali usati che possano essere dati a chi ne ha bisogno).

Infine le indicazioni chirurgiche per i due problemi principali che sono la cataratta e lo pterigio così diffuso in queste popolazioni.

Insomma lavoro da fare ce ne sarà. manterremo il nostro impegno da Genova con l’impegno di tornare.

Buon lavoro Dott.ssa Álida!

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Questa è stata la mia terza volta a Santo Domingo, nella missione genovese del Guaricano.

La prima volta è stata nel 1992, con il cardinal Canestri, come responsabili delle aggregazioni genovesi per conoscere e far conoscere la missione.

La seconda nel 2000, per incontrare mio fratello e portare i miei genitori a conoscere la parrocchia di don Paolo.

La terza questa settimana, per poter ri-incontrare don Paolo, assieme ai miei, e per rivedere questa realtà di chiesa ben diversa dalla nostra.

Il primo bilancio a caldo è largamente positivo, per diversi motivi: l’affetto di tutti, l’accoglienza calorosa dei dominicani, l’incontro con la comunità parrocchiale, la freschezza e gioventù delle espressioni di fede, il sorriso dei bambini e le treccine delle bambine.

Ma questa esperienza, come tutte le esperienze forti, va lasciata decantare qualche giorno, per poter cogliere, in trasparenza, tutta la realtà, fatta di cose positive e di qualche fatica. Avrò quindi occasione di scrivere ancora.

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12:47 pm

Messa di saluto

Questa mattina, alle 7.00, nella chiesa provvisoria della nuova parrocchia della Divina Misericordia, abbiamo salutato la comunità parrocchiale del Guaricano. La messa, come sempre, è stata una gran festa; la gente era molto partecipe ed attenta nell’ascolto della parola, nella preghiera d’intenzione, nella preghiera di ringraziamento, nell’accostrarsi all’eucaristia. Sono stati portati all’offertorio insieme al pane e al vino cinque ceri accesi, segno delle cinque vergini sagge, un cesto di viveri per i più poveri, tre bimbi appena nati. Alla fine della messa sono state presentate alla comunità le persone che hanno scelto di iniziare il catechismo, giovani e adulti che vogliono conoscere di più il Signore e crescere nella fede.

È stato poi il nostro turno. La prima a salutare e ringraziare la comunità è stata la mamma, poi il papà, ed infine io e la zia. Tanta emozione nelle nostre parole, ma anche in quelle dei parrocchiani del Guaricano. Ovviamente noi abbiamo avuto bisogno del traduttore, mentre è successo un piccolo miracolo: siamo riusciti a comprendere quanto ci hanno detto senza alcuna traduzione. È proprio vero che il linguaggio dell’amore è universale.

Dopo i saluti, un abbraccio grande, con ognuna delle persone presenti e un arrivederci, augurato da entrambe le parti, come promessa di sostegno a vicenda nella preghiera e nel ricordo continuo.

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Durante la settimana ho partecipato a due incontri di formazione degli animatori pastorali (una trentina in tutto). Sono stato molto contento perché stata per me una esperienza di chiesa molto intensa, anche se il mio poco spagnolo non mi permette di comunicare.

Due annotazioni opposte che mi vengono dal cuore:

  1. Lo slancio, la passione, l’entusiasmo degli animatori erano veramente incomiabili e sono stati un grande esempio per me. Se mettono la stessa passione, come credo, nel loro servizio pastorale, il loro annuncio e il loro servizio certamente trascinano altre persone nell’incontro con Gesù.
  2. Per contro, ho notato una certa povertà culturale, probabilmente dovuta alla poca istruzione, ma forse dovuta anche ad un atteggiamento mentale, quello di vivere tutto emozionalmente prima che con la testa (esattamente l’opposto di noi europei).

Questa comunque è la comunità, e gli animatori sono sicuramente un dono grande nel servizio pastorale per poter arrivare a quante più persone possibili dei quarantamila parrocchiani.

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Oggi i miei mi hanno aiutato a portare avanti la preparazione del Laboratorio di Informatica.

C’erano da preparare 40 cavi ethernet di varie lunghezze, e tra Francesco (parte tecnica) e la mamma e la zia (forbici) il lavoro è quasi finito.

Poi nel pomeriggio Francesco e papà hanno cominciato a mettere le canalette in cui correranno qui cavi. Il lavoro è solo all’inizio, ma è ben impostato e praticamente il grosso che c’è da fare sono tanti bei buci nelle pareti.

È un piacere ricevere quest’aiuto. Lo devo al Signore, e anche alla servizialità di tutti i miei! Grazie!!!!

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Massimo e Carlo, con i loro figli rispettivamente Paolo e Marta e Lucia, sono partiti oggi pomeriggio per Genova.

Nei pochi giorni che sono stati con noi hanno lavorato sodo! In particolare da lunedì a giovedì hanno lavorato dalle otto del mattino alle 12.45, e poi dalle due alle sei e mezza / sette.

L’hanno fatto con amore, e questa è stata la cosa più bella!

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Oggi ho dedicato la giornata a una gita con i miei nell’interno del paese: La Vega, Santo Cerro, Monte de Oración.

Con noi c’era anche Carmen, e siamo passati da Hogar Crea a prendere suo marito che è in quella comunità di recupero per drogati e alcolizzati.

Abbiamo passato una giornata serena, anche se un po’ faticosa a causa del cattivo stato di molte strade.

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Continuano a ritmo serrato le nostre consultas (visite) oftalmologiche.

Grazie all’aiuto dei nosrti figli Paolo Marta e Lucia, io e Carlo riusciamo a visitare quasi 100 persne al giorno. E’ sicuramente unesperienza emozionante e gratificante venire a contato con una realtà di estrema povertà ma allo stesso tempo per noi di forte arricchimento per lo spirito e per affrontare megio la realtà quotidiana al nostro ritorno in Italia.

Le nostre giornate iniziano presto al mattino con la Messa e poi continuano quasi senza pausa fino alle sera: però lo spirito è quello giusto, positivo, e la stanchezza non si sente.

Ringrazo il Signore per avermi concesso questa opportunità.

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Oggi pomeriggio sono arrivati i due seminaristi per la settimana vocazionale.

Sono due tipi ben svegli, rispettivamente di primo e terzo anno di filosofia.

Nel breve incontro che hanno fatto con i giovani mi ha colpito la testimonianza di uno dei due, che ha parlato del fatto che aveva un lavoro che guadagnava bene, e una ragazza con cui stava insieme da cinque anni ed erano prossimi al matrimonio, e al sentirsi chiamato al servizio della chiesa non gli è importato niente lasciare tutto questo.

Mi ha fatto pensare alla generosità del mio inizio, e al rischio di sedermi che vivo tutti i giorni.

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Ieri abbiamo incontrato la dottoressa Álida.

È molto simpatica e disponibie. È stato molto importante lavorare con lei tutto il pomerggio, sia per verificare insieme gli strumenti sia per “verificare” il suo modo di lavorare con i pazienti. È molto disponibile e gentile e ciò è importante per la gente.

Ad oggi Massimo e io le abbiamo lasciato molto lavoro, in particolare pazienti da operare (cataratte soprattutto e la cosi detta uña, cioè lo pterigio, che è la pellicina che cresce sulla superficie dell’occhio e che determina la riduzione della vista.

Sono sicuro che grazie a lei ci sarà un buon proseguimento dell’assistenza oftalmologica alla missione.

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Novembre è qui il mese della famiglia.

L’abbiamo cominciato oggi con un incontro per le coppie vicine al matrimonio. Sono varie coppie, conviventi da anni, che recentemente hanno fatto il corso di preparazione al matrimonio ma hanno avuto difficoltà per sposarsi. Quelli che sono venuti sembra abbiano idea di sposarsi in dicembre. Qualche coppia deve trovare i soldi per la celebrazione, gli anelli, i vestiti, ecc.

Gli altri momenti di questo mese della famiglia comprendono:

  • I temi per le Comunità Ecclesiali di Base, che per tutto il mese sono attorno a temi familiari.
    Una conferenza per tutte le coppie (giovedì 10 alle 18).
  • Un ritiro di guarigione familiare per le coppie, diretto in particolare a quelle coppie che uno è ben inserito nella chiesa e l’altro no (domenica 20).
  • Una settimana dal titolo “Sì alla vita, no all’aborto e contro la delinquenza”, preparata da un gruppo di teatro giovanile (comincia sabato 26).
  • Un ritiro per findanzati(ni), domenica 27.

L’aspettativa è che tutti i parrocchiani, idealmente, possano ricevere qualcosa in questo mese, e che le famiglie possano crescere dal punto di vista spirituale e umano.

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Il primo di novembre, a S. Domingo, pur essendo la solennità di Tutti i Santi, non è anche festa civile. E la celebrazione di questa festa è risultata un po’ sotto tono. La messa comunitaria è stata quella delle 7.00 del mattino, celebrata nella parrocchia di Santa Margherita e in una cappella vicino alla parrocchia della Divina Misericordia.

Quello che mi ha meravigliato è stato il numero dei fedeli che ha partecipato alla messa. Pochi sicuramente rispetto alla domenica, ma pochi quasi anche rispetto alla messa feriale, sempre invece molto partecipata. Segno che l’adesione al Signore, sempre viva e gioiosa, deve maturare e necessita di una formazione costante che riesca a coniugare amore al Signore e scelte di vita personali. Segno che questa chiesa è una chiesa giovane, – lo si vede anche dalle espressioni – che deve ancora crescere e diventare cultura, che incide sulla vita.

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Ieri lunedi ultimo di ottobre, abbiamo finalmente iniziato l’ambulatorio di oculsitca; così io, Massimo, e i nostri figli Marta, Lucia e Paolo alle otto del mattino eravamo belli e pronti e ci siamo presentati in ambulatorio.

Le persone erano già molte e dopo un iniziale “confusione”, grazie all’aiuto di due validissime segretarie del luogo abbiamo iniziato le visite. In considrazone del grande numero di persone si è deciso di prenotare 6 pazienti per ora, per quatro ore al mattino e quatto ore al pomeriggio; poi se ne vengono di più o qualche urgenza di certo non vengono mandate via.

In poco tempo l’agenda si è riempita fino a tutto giovedì mattina.

I ragazi sono stati molto bravi e di grande aiuto; loro si occupavano inizialmente di far leggere la persone e di fare il cosidetto esame all’autorefrattometro (uno degli strmenti nuovi dell’ambulatorio che permette un verifica automatica della vista della persona).

Dopo questa valutazione i pazienti venivano avviati a me o da Massimo per una iniziale previsita, durante la quale in paticolare si valuta la pressione oculare dopodichè i ragazzi, su nostra indicazione, mettevano le gocce per la dialatazione della pupilla. Il paziente aspettava 30 minuti (a volte anche piu..!!!) nella sala d’aspetto, quindi terminavamo la visita per poi spiegare se e quale problema aveva la persona, quale cura e la eventuale necessità di occhiali. Per questi abbiamo a disposizione un bel mucchio di occhiali usati donati a Genova da molte persone. Li avevamo catalogati le sere precedenti.

In questa fase di grande utilità è stata in particolare la Marta grazie al fatto che parlando spagnolo ci faceva da tramite con i pazienti, cosi come Suora Blessila della Farmacia.

Ora si riprende per l’ambulatorio del pomeriggio con la particolarità importante che ci sarà anche la Dottoressa Álida, che sarà poi colei che continuerà il lavoro tutte le settimane avvenire. Sarà importante la collaborazione tra noi due e Lei per arrivare a determnare le migliori modalità di lavoro e determinare anche quali sono le altre necessità per l’ambulatorio. Domani vi saprò dire.

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Grazie a Edubuntu, ho potuto tra ieri e oggi installare il software server del laboratorio di informatica. È predisposto in maniera da permettere il collegamento di un massimo di circa 250 terminali. In realtà ne metterò “solo” 40, perché tanti sono le postazioni che posso far uscire nel nuovo laboratorio di informatica.

Per i terminali comprerò dei pc Pentium II o III, senza disco rigido, senza cd, solo con il floppy, la scheda video e la scheda di rete. Quest’ultima, in particolare, deve essere tra quelle riconosciute dai dischetti di boot in rete.

La ditta da cui compro i terminali mi ha “prestato” l’altro giorno uno di questi computerini, e nel fine settimana abbiamo fatto le prove ma non siamo riusciti a capire come usare quella scheda di rete, così gliel’ho portato indietro e adesso mi devono dire qualcosa.

Se tutto va bene con 2,500 (63 euro) pesos mi danno un terminale, per cui i 40 terminali mi vengono a costare solo 2,520 euro!!!

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Oggi Domenica abbiamo partecipato alla messa comunitaria, alle ore 7.00 del mattino. Si, proprio le 7.00 del mattino, in quanto qui in Santo Domingo la giornata comincia presto.

Ed è stata subito una gioia grande. Per diversi motivi.

  • Prima di tutto per l’incontro con il Signore. È proprio vero che, in qualunque parte del mondo e qualunque lingua si parli, la celebrazione eucaristica ci fa gustare l’incontro con il Signore e ci fa sentire in un qualche modo a casa.
  • La seconda annotazione è l’incontro con la comunità. Mi meraviglia, ogni volta che vengo in Guaricano, – è la terza volta ormai – il senso di comunità parrocchiale che si riesce a cogliere guardando come la gente partecipa e vive il mistero della chiesa. È una festa grande di gente che si incontra e si vuole bene ed esprime in maniera corporale questi suoi sentimenti.
  • Il terzo motivo è l’incontro con la gente. Che emozione nel sentirti accolto e in un qualche modo a casa. Tanti benvenuto e benedizioni e strette di mano e soprattutto abbracci, perché questo è il modo più caloroso con cui ci hanno accolto. E ci è “toccato” presentarci, tutti, mamma, papà, zia, i due oculisti e i loro tre figli, in un’attenzione veramente grande da parte della gente.
  • Non ultimo la vivacità e l’allegria della messa. In una partecipazione veramente corale, nell’ascolto della parola, nei canti sempre allegri e animati, nella preghiera che sgorga dal cuore, nell’accostarsi alla mensa eucaristica, nella preghiera per comunià ecclesiale genovese. Quanto avremmo da imparare per poter rendere più umane le nostre celebrazioni eucaristiche e la nostra partecipazione alla vita parrocchiale.

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Oggi, domenica, in occasione della Santa Messa io e le mie figlie Marta e Lucia siamo stati presentati alla comunità parrocchiale della Divina Misericordia.

Così anche questa mattina sveglia di buon ora (qui fa caldo, la giornata è meglio cominciarla dalle ore più fresche) per partire alle 6,20 destinazione parrocchia della Divina Misericordia. Arrivati là, come al solito ci siamo stupiti della partecipazione della gente così di buon ora in una chiesa tutta da inventare (di fatto una costruzione precaria allestita in modo assolunamente dignitoso tale da poter ospitare quante più persone possibli). E in realta le persone erano veramente tante (circa 400) che senza problemi accettavano il disagio di stare in piedi o su scomede panche tutti accalcati ma pronti a dare gloria al Signore con canti festosi e preghiere partecipate.

Alla fine della Messa, prima della benedizione finale, don Lorenzo che ha officiato la Messa mi ha presentato alla comunità per spiegare perché siamo venuti, dire chi ero e cosa faccio nella vita, parlare della mia famiglia e del nostro impegno-partecipazione alle attività parrocchiali.

In realtà la sera prima con l’aiuto di mia figlia Marta che parla lo spagnolo avevamo preparato un piccolo discorso di 2 minuti che poi ho letto dall’altare (e pare che mi abbiano anche capito !!!!). A mia volta ho presentato le mie figlie Marta e Lucia e ho parlato dell’ambulatorio di oculistica che da domani lunedì 31 ottobre, sarà a disposizione della popolazione locale.

Come al solito (peraltro non ci si abitua mai a tanta disponbilità e gentilezza ) siamo stati accolti da un applauso e da manifestazioni di gratitudine da parte della gente.

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Ieri mattina di buon ora siamo partiti tutti insieme dalla casa della missione per recarci alla parrocchia dove ci siamo riuniti asieme ai porrocchiani di don Paolo per recarci nella sede dove veniva svolta la chisura dell’anno Eucaristico. Tanti bus e tante persone tutti festanti e ansiosi di partecipare.

Arrivati sul luogo il primo impatto è stato molto bello perchè ci siamo ritrovati in mezzo ad una vera moltitudine di persone (circa 10.000) già in piena atmosfera di preghiera che cantavano per prepararsi alla giornata.

La giornata era divisa in due parti: la prima prevedeva l’adorazione Eucaristica mentre la seconda prevedeva la Santa Messa.

Quello che però vi volglio raccontare è come ho vissuto io la giornata. Armato di macchina fotografica e cinepresa sono andato in giro pe riprendere tutto ciò che ritenevo rappresentare i momenti più belli e significativi della giornata stessa. Volti di singoli fedeli o dei gruppi, dei sacerdoti o delle religiose, delle personalità o di coloro che lavoravano per la giornata, tutti lì per lo stesso motivo: l’adorazione del mistero dell’Eucaristia.

È difficile poter comunicare quello che ho visto e ho vissuto proprio per la dimensione e il modo diverso di vivere questi momenti da parte di questa popolazione della Repubblica Dominica. Fondamentalmente la gioa, la consapevolezza di vivere e di essere partecipi di un momento particolare di preghiera e soprattutto il desiderio di comunicarlo agli altri nel modo più festoso.

In barba al servizio d’ordine passavo da un settore all’altro tra la folla e fin sopra all’altare e ciò mi ha permesso di scattare tanta fotografie che nei prossimi giorni inserirò nel diaro per cercare di fare partecipe oltre che con le parole anche con le immagini anche a coloro che non c’erano quello che ho potuto vedere e vivere ieri mattina.

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Sono Francesco, il fratello di don Paolo e sono qui a S. Domingo assieme ai miei genitori e alla zia.

Sono ormai passati due giorni completi della nostra esperienza e ci sembra di essere già a casa.

Ci sorprende l’accoglienza, l’amicizia, il calore che le persone della comunità parrocchiale hanno nei nostri confronti. Sempre un sorriso, una buona parola, un abbraccio caloroso, con l’ottimismo di chi prende la vita per il verso giusto nonostante la povertà e le difficoltà.

È un po’ come se la fede diventasse vita vissuta che traspare da ogni incontro. Per contro, il malessere di queste persone è quello di non far diventare morali le scelte che hanno fatto con il cuore. In poche parole, la famiglia e la famiglia regolare sono una fatica grande, concausa anche la grossa povertà.

L’esperienza è sicuramente positiva e coinvolgente, anche se i ritmi che ci vengono dati sono intensi e a volte la stanchezza affiora.

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Papà e mamma oggi sono riusciti a conquistare i parrocchiani.

Oggi pomeriggio abbiamo fatto un incontro fraterno in cui loro hanno parlato della nostra vita di famiglia, del loro fidanzamento, di come hanno avuto i loro figli, di come hanno preso la notizia delle due entrate in seminario, ecc.

La gente ha ascoltato con molta attenzione (erano presenti un centinaio di persone), e alla fine hanno fatto un po’ di domande.

I miei hanno parlato in maniera molto semplice, e lasciando trasparire la fede con cui hanno vissuto sempre e continuano a vivere. E questo è quello che è arrivato al cuore della gente più di tutto il resto.

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Oggi 9.30 abbiamo partecipato alla messa dei giovani, dove partecipano soprattutto bambini e giovani – anche se si sono visti parecchi adulti.

La prima nota è stata quella dell’allegria. Una festa di gioia per aver incontrato il Signore e per essersi incontrati come comunità. Ma poi anche una festa per la possibilità di esprimere in modo corporale questa allegria. Nel canto, nei movimenti accennati di danza, nel battimano a tempo di musica, negli strumenti musicali (chitarra amplificata e batteria). Guardando i volti della gente e sentendo le loro parole, traspare che quella gioia viene dal cuore e tocca in qualche modo la vita.

Alla fine della messa, la nostra presentazione ai giovani della comunità: mamma e papà con la loro testimonianza di famiglia, io e i figli degli oculisti con la testimonianza della nostra vita e del nostro servizio in parrocchia, gli oculisti con la testimonianza del loro lavoro e delle loro famiglie. È stato proprio bello perché c’è stata una attenzione da parte di tutti. E poi i due oculisti hanno invitato a venire all’ambulatorio per una visita oculistica durante la settimana.

Alla fine della messa abbracci e saluti con tutti.

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Stamattina abbiamo vissuto la chiusura dell’Anno Eucaristico insieme a tutte le diocesi del paese.

Lo scenario è stato il Faro a Colón (Colombo), il mausoleo dove i dominicani sostengono di avere le ossa dell’illustre genovese. È una gran costruzione a forma di croce, che insieme ai resti di Colombo ospita un museo con reperti (la maggior parte in copia) di tutte le parti del mondo. Attorno alla costruzione c’è un immenso parco, che si è popolato con circa dieci/ventimila persone.

Ogni diocesi aveva assegnato un colore, rosso per Santo Domingo. Era il colore prevalente, e si capisce perché.

Della nostra parrocchia sono venute circa 250 persone, attratte anche dal fatto che abbiamo tenuto volutamente il costo a un livello molto basso per cercare di aiutare tutti a partecipare. La parrocchia ha dovuto integrare con una somma quasi pari a quello che ha dato la gente. Un mese fa, quando dovevamo decidere la cosa, ero un po’ indeciso, dal momento che la parrocchia aveva 300,000 pesos (oggi saliti a 400,000, quasi 10,000 euro) di debiti. Alla fine mi sono lanciato, facendo l’atto di fede che la cosa era del Signore, non mia, e che se era lui a chiedermelo lui si sarebbe incaricato di far entrare questi soldi.

Sono venuti anche i miei e gli oculisti con i figli.

Il tempo è stato bizzarro. Quattro volte se messo a piovere, l’ultima è stata durante la distribuzione della comunione. Fortunatamente la gente aveva l’ombrello, con cui si è riparata alternativamente dal sole e dall’acqua.

Mons. de la Rosa, arcivescovo di Santiago de lo Caballeros, ha fatto l’omelia spiegando la messa, in uno stile immediato e al tempo stesso profondo. Non ha fatto rimpiangere le omelie del cardinal López Rodríguez.

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Sono arrivato al Guaricano due giorni fa cono le mie due figlie maggiori Marta e Lucia e il mio collega – amico Massimo Corazza e suo figlio maggiore Paolo.

Il giorno dopo ci siamo messi a lavorare per installare l’ambulatorio di oculistica; per fortuna tutto è andato bene tutto e tutto è funzionanate. Abbiamo organizzato l’ambulatorio su due stanze in modo tale da poter visitare in contemporanea io e Massimo e sfruttare al meglio le giornate.

Il pomeriggio ci siamo dedicati allo smistamento delle medicine, sia quelle che erano già arrivate con il container assieme agli strumenti, sia quelle che abbiamo portato dall’Italia dirattemente nelle valigie (eravamo in 5 e abbiamo portato con noi 9 valigie pesantissime tutte cariche di medicine e altre cose utili!!!!).

Tutto questo non nasce dal caso ma dalla collaborazione di tanti che hanno lavorato nell’ombra: Stefano S. che ha di fatto regalato l’apparecchiatura, Alessandro F. che si è preoccupato della spedizione, Santo M. che ha collaborato nella preparazione degli strumenti.

Adesso siamo pronti: nelle messa domenicale verrà avvisata la popolazione locale della possibilità di avere la visita oculistica. Ci auguriamo di poter visitare tanti bambini anche in età prescolare per poter soprattutto fare prevenzione sui difetti della vista così importanti a questa età.

Lasceremo tutto questo in mano ad una dottoressa locale di nome Alida, che abbiamo avuto il piacere di conoscere ieri e che già nella settimana prossima verrà a lavorare qualche ora con noi e prendere pratica delle apparechiature.

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Ieri sera siamo stati tutti alla cena benefica del Seminario Minore.

Punto dolente: come anche gli anni scorsi arriviamo tardi, finiamo in qualche tavolino ai lati, e alla fine quasi non ci arriva la cena. Di fatto poi i miei e anche gli amici oculisti + figli non hanno apprezzato la cucina dominicana. Ma sembra che neanche molti dominicani, a giudicare dai piatti rimasti mezzi pieni in tavola.

Comunque la serata è stata bella, con musica allegra e anche qualche balletto.

Per me è sempre un’occasione bella: per stare al fianco dei nostri seminaristi (sono sei!) e anche per rivedere persone che non vedo tutti i giorni.

Tra le altre cose ho potuto parlare con Pelegrín Castillo, che è un deputato (sembra) cattolico, al quale ho fatto presente un’invito che gli abbiamo fatto a partecipare a un’attività organizzata dai giovani sul tema dell’aborto. Mi ha detto che parteciparà di sicuro! Vedremo.

C’è stato qualche problema con i mezzi di trasporto: per andare in là abbiamo stentato a trovare, chiedevano tutti troppo. E per tornare indietro ancora di più, ma per il motivo che dal centro della città nessuno si sente di andare al Guaricano di notte. È che il Guaricano ha una fama un po’ brutta…

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Con mio fratello Francesco siamo andati a comprare i pezzi per il server del laboratorio di informatica.

Visto che deve reggere 40 terminali abbiamo comprato il non plus ultra, e ce la siamo cavata con 44,000 pesos (circa 1,200 euro), compresi due switch da 4,000 pesos ognuno.

In definitiva il computerone Pentium 4 Intel con 2 GB di ram e HD da 120 GB ci è costato meno di 1,000 euro!

Potenza del fatto che qui le parti di computer non pagano tasse.

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Oggi pomeriggio sono arrivati Massimo Corazza e Carlo Mosci.

A partire da domani monteranno le apparecchiature per la visita oculistica e addestreranno un’oculista dominicana.

L’idea è di fare l’addestramento con campioni reali di popolazione, sostanzialmente con i bambini della scuola.

Carlo è accompagnato da due figlie, Lucia e Marta, e Massimo è venuto con suo figlio Paolo, mio omonimo.

Soprattutto le due ragazze sono arrivate abbastanza fuse del viaggio, ma sono sicuro che domani staranno meglio!

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10:36 pm

Arrivati i miei

Sono appena arrivati i miei. Abbastanza stanchi, visto che sono in piedi da 24 ore.

Scommetto che domani mattina sono in piedi per l’ora di andare a Messa.

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Oggi pomeriggio ho chiesto vari preventivi per il nuovo laboratorio di informatica: il server, i regolatori di tensione, le sedie.

Il server si aggirerà, comprendendo il switch, sui 37,000 pesos, circa 1,000 euro.

I regolatori di tensione, da mettere ad ogni terminale, dovrebbero costare una media di 550 pesos (15 euro) per terminale.

La settimana scorsa mi ero informato sui terminali: con 2,300 pesos (62 euro) compro dei Pentium II con monitor da 14 pollici. I 40 terminali mi costeranno quasi 100,000 pesos (2,700 euro).

Nei giorni prossimi spero di riuscire a comprare il tutto, anche perché nel frattempo il locale è quasi a punto: la settimana prossima me lo dovrebbero consegnare.

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La gente del campo ha risposto bene alla chiamata all’adorazione di oggi pomeriggio. La cappella di San Ramón era abbastanza piena.

Io ho mischiato l’adorazione con il ministero della reconciliazione, che è sempre molto bello.

Ho anche conosciuto una donna che vive a Jacagua da tre mesi, e che sembra una persona ben attiva nella chiesa.

Il Signore ci sa sempre fare dei bei regali!

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I lavori del tetto del terzo piano (quarto secondo le convenzioni di qui) della scuola l’hanno lasciato con una decina di gocciolature fastidiose e anche pericolose.

Stamattina ci siamo visti con gli ingegneri dell’opera e con l’altro ingegnere a cui hanno subappaltato il tetto di ferro e lamiera.

Il tipo, che sembrava non volesse assumersi le sue responsabilità, ha detto che a partire da domani aggiusta tutti i gocciolamenti.

Vedremo.

Commenti

Assolutamente un bell’post. Leggo con interesse il sito internet
https://guaricano.chiesamissionaria.it. Proseguite con questo piglio!

maggiori dettagli sono disponibili a codesto indirizzo web

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Ho messo in alto a destra sul diario un banner per invitare a sottoscrivere la richiesta di supportare il formato OpenDocument da parte di Microsoft.

Per firmare la petizione bisogna andare a http://opendocumentfellowship.org/petition/?lang=it

Cito dal sito di Paolo Attivissimo (http://attivissimo.blogspot.com), che è un riferimento sempre utile per essere aggiornati su quello che bolle nella pentola dell’informatica:

Perché è così importante questa cosa, e perché la meno tanto con OpenDocument? Perché è la soluzione semplice e pacifica a un problema che abbiamo tutti, in un modo o nell’altro, e promette di essere una vera rivoluzione nell’informatica, restituendo libertà a un mercato reso stantio dal monopolio.

Faccio un esempio banale. Microsoft Word è diffusissimo, per cui molta gente genera documenti usando il formato Word. Ma in pratica il formato Word è leggibile e modificabile soltanto con Word.

Siccome Word costa, e anche caruccio (niente di male in questo, è un prodotto commerciale, Microsoft è libera di stabilire il prezzo che le pare), c’è tanta gente che non se lo può comperare. Quindi o se lo pirata, commettendo un crimine, oppure rinuncia a leggere e modificare i documenti Word.

Sembra una rinuncia facile, finché nasce il problema del lavoro, delle scuole e delle pubbliche amministrazioni. Se il mio cliente o la mia PA o la mia scuola mi manda un documento Word, mi obbliga a comperare Word per interagire. Questo è favoritismo verso un prodotto specifico di un’azienda privata e contribuisce a mantenerne il monopolio.

È come se la scuola accettasse soltanto alunni che hanno uno zainetto Invicta. Tutti gli altri? A casa, pezzenti.

C’è una soluzione semplice a questa discriminazione: fare in modo che tutti i programmi di scrittura, commerciali o gratuiti, usino lo stesso formato. In questo modo, chi vuole pagare di più e usare Word, usa Word; chi vuole spendere meno e usare OpenOffice.org o Koffice o AbiWord o altri, li usa; nessuno è obbligato, e nessuno si accorge della differenza. Così tutti possono scambiare documenti con tutti, senza creare cittadini di serie A e di serie B.

Questo formato universale non è fantascienza: esiste già, si chiama appunto OpenDocument ed è stato creato da un’organizzazione (OASIS) di cui fa parte anche Microsoft. OpenOffice.org 2.0 lo supporta già, e non è il solo programma a farlo. Microsoft, invece, finora ha rifiutato di supportarlo, facendo anzi campagne di protesta contro l’adozione di OpenDocument:

http://it.wikipedia.org/wiki/OpenDocument

Ma l’adozione di un formato universale non è una pratica anticommerciale. Tutti i settori dell’industria e della tecnologia vivono di “formati universali”: si chiamano standard. È grazie agli standard che potete montare un’autoradio di una marca a vostra scelta nella plancia della vostra auto invece di sorbirvi quella imposta dal fabbricante dell’auto. È grazie agli standard che potete comperare il telefonino della marca che vi pare, senza essere obbligati a comperare quello di TIM o Vodafone o Wind. È grazie agli standard che potete comperare un CD musicale di qualsiasi casa discografica e suonarlo su un lettore di qualsiasi marca.

In altre parole, gli standard favoriscono il libero mercato e la concorrenza. E allora perché Microsoft punta i piedi e non supporta uno standard emergente? Perché teme di perdere mercato se la gente non è più obbligata a usare i suoi prodotti. È una paura che però non tiene conto dell’inerzia della gente, che non ha voglia di imparare programmi nuovi, ed è sintomo di poca fiducia nelle qualità del proprio prodotto, che invece ci sono eccome.

Potreste chiedervi perché non possiamo adottare il formato Word come standard in tutti i programmi, visto che è già così diffuso. Semplice: perché Microsoft non lo concede. OpenDocument, invece, è usabile liberamente da chiunque (Microsoft compresa) in eterno, senza limitazioni, senza dazi e senza vincoli di alcun genere.

La soluzione semplice e indolore a questa discriminazione è che Microsoft, come gli altri, adotti (anche) il formato OpenDocument nei suoi prodotti.

Forza: diamo una mano a zio Bill a capire cosa vogliamo da lui: vogliamo essere liberi di continuare a usare Word e Office, se ci va, ma perché ci piacciono, non perché siamo obbligati; e vogliamo farlo senza dover imporre i nostri gusti agli altri.

Personalmente sono convinto che dobbiamo intraprendere questo cammino, e aiutare Microsoft a uscire dal monopolio. Firmare la petizione può aiutare tutta l’umanità.

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Il primo giorno di questa settimana di chiusura dell’Anno Eucaristico abbiamo vissuto un momento di “adorazione eucaristica” con i bambini della scuola.

Le virgolette sono dovute al fatto che, per mantenere i bambini attenti per mezz’ora, la celebrazione ha dovuto essere abbastanza fantasiosa: Vangelo, dialogo, e soprattutto scrivere una preghiera su dei foglietti che poi abbiamo distribuito sull’altare tutt’attorno all’ostensorio. Quando sono andato davanti all’altare e ne ho presi alcuni per leggerli ad alta voce ho percepito che l’attenzione dei bambini era al massimo!

Domani l’adorazione sarà nella cappella di San Ramón, nel campo.

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8:42 am

Eccovi Lorenzo!


Lorenzo, Robert e l'ambulanza

Lorenzo (a sinistra), con un volontario e con Robert, il loro coordinatore (a destra), orgogliosi del loro servizio con l’ambulanza.

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In occasione della tempesta tropicale “Alfa”, che ha attraversato stamattina il paese da sud a nord, le autorità ci hanno chiesto di mettere a disposizione l’ambulanza per qualunque evenienza.

Con molto piacere l’abbiamo mandata, naturalmente con il nostro autista di fiducia, Alejandro.

Sembra che non ci sia stato bisogno per niente di speciale, grazie a Dio.

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Oggi finalmente si è realizzata la giornata insieme a Suor Serafina ed è stata veramente splendida!

Stamattina sono andata a prenderla a Genova per portarla a Pegli nella mia Parrocchia alla Messa delle 10 (quella dei bambini che ci aspettavano numerosi). Durante il tragitto la suora non ha mai smesso di sorridere, era come catturata da tutto quello che vedeva: il mare avvicinarsi all’orizzonte, le case tutte attaccate del centro storico con i suoi vicoli e poi sulla sopraelevata quando si vede il Porto Antico c’è scappato un WOW che mi è preso un colpo!

In Parrocchia c’era Don Mario ad aspettarci e dopo le dovute presentazioni ci siamo messi subito al lavoro per praparare una predica adatta alla “Giornata mondiale delle missioni”. Intanto la Suora è una grande perché si era già preparata un discorso da leggere ai parrocchiani sulla missione di Santo Domingo e in particolare sul ruolo da lei svolto al centro nutrizionale; l’abbiamo corretto insieme (dice di non sapere l’italiano, ma vi assicuro che il suo linguaggio era davvero appropriato) e dopo è cominciata la Messa.

Quando è venuto il momento della predica Don Mario l’ha cominciata prendendo spunto da un orsetto di gommapiuma che mi aveva regalato un ragazzino del liceo e che ho portato proprio per mostrare come sono diversi i giocattoli di Guaricano dai nostri… l’effetto è stato quello che volevo e i bambini l’hanno osservato con attenzione, pensando forse che una cosa può esser bella anche nella sua semplicità.

Poi è arrivato il momento di Suor Serafina, dedicato soprattutto agli adulti. Mentre la suora leggeva, i loro sguardi non si sono mai distolti da lei e regnava un silenzio davvero d’eccezione. Penso che sia stata una bella testimonianza e averla condivisa assieme alla mia gente mi ha fatto sentire parte di un’unica grande famiglia. Credo che questa sensazione sia stata recepita anche da coloro che al termine della Celebrazione sono venuti a salutare Suor Serafina e a volerne sapere di più sulla missione. Volevo anche dire che erano mesi che aspettavo di poter scambiare un abbraccio con la suora al segno di pace e così è stato!

Dopo la Messa io e la suora siamo state nelle aule del catechismo a mostrare le foto del barrio e a rispondere alle numerose domande sorte: ammetto che non mi aspettavo un entusiasmo così da parte proprio dei ragazzi…

A mezzogiorno già mi sembrava pomeriggio inoltrato dall’intensità con la quale avevamo vissuto solo la mattinata! Per fortuna ci aspettava a casa un pranzetto molto genovese, durante il quale la suora ha scoperto l’esistenza dei PINOLI (ne ha trovato un pezzetto nel pesto, ma non sapeva esistessero!).

Dopopranzo le ho fatto un riassunto di tutto il diario della missione che si è persa e tornando verso casa, abbiamo visitato il Porto Antico che tanto le piaceva, un po dei vicoli, Piazza De Ferrari e San Lorenzo. Alla fine eravamo stanchine ma contentissime… e mi viene da concludere citando don Paolo:

“Grazie Signore, grazie di cuore!”

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La messa dei giovani era appena cominciata quando è cominciata una tempesta tremenda.

Si tratta di “Alfa”, che è una tempesta tropicale che ha attraversato il paese da sud a nord, e fortunatamente in maniera veloce: è piovuto dall’una del mattino fino a mezzogiorno, con il picco di violenza e intensità dalle nove e quaranta alle dieci e dieci, esattamente il tempo del vangelo e della predica.

Poca gente alla messa, il dominicano quando piove non si muove!

E bagnarella per molti di quelli che sono arrivati in ritardo, ma anche per quelli che erano già lì: infatto la struttura della nostra “chiesa”, che in realtà è una tettoia, è ideale per bagnarsi quando piove con un po’ di vento.

Anche sull’altare dovevo cercare i punti dove non pioveva, per evitare che mi si bagnasse il Corpo di Cristo. Seduto alla sede, un gocciolamento si ostinava a raggiungermi un braccio.

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10:01 pm

Cuba e Wilma

Il ciclone Wilma si sta avvicinando pericolosamente a Cuba, e in particolare alla costa occidentale dell’isola, dove si trova Santa Clara e in essa la nuova missione della diocesi di Genova.

Don Marino Poggi è là insieme a don Federico Tavella, un prete della diocesi di Chiavari.

http://www.nhc.noaa.gov/storm_graphics/AT24/refresh/AL2405W+gif/210955W_sm.gif dà la situazione al momento presente. Si vede la minaccia di uragano per la costa occidentale di Cuba.

Rimaniamo in preghiera. I giornali di qui dicono che il governo cubano ha già evacuato mezzo milione di persone.

P.S.: Non chiedetemi l’indirizzo e-mail di don Marino: a parte che non so se aveva la posta elettronica in Italia, in più c’è da dire che a Cuba la libertà è un fantoccio, e internet è controllata dal regime. Invece ho il loro telefono della casa, che potete chiedermi se volete.

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Oggi pomeriggio c’è stato il Rosario Vivente. Si è fatto in ogni settore, anzi, ne sono stati fatti due o tre per ogni settore.

L’idea di questa atomizzazione è quella di poter stare il più vicino possibile alla gente. E difatti ho ricevuto feedback significativi di persone che si sono lasciate coinvolgere proprio perché il Rosario Vivente è passato davanti alla loro casa!

Avevo intenzione di muovermi e di vedere come andavano tutti (o quelli che riuscivo).

Purtroppo il fango del filtrante mi ha impedito totalmente la partecipazione. Ho solo visto la partenza del Rosario Vivente di Betania. C’era un discreto numero di gente ed era ben animato!

Domani a Messa faccio raccontare da vari settori come è andata!

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Oggi ci hanno fatto il filtrante per la scuola.

Tutto bene, prezzo abbastanza modico (5,000 pesos), terreno buono quello che hanno trovato lì sotto.

L’unico inconveniente è stato il fatto che quando hanno finito ci è rimasto da pulire da tutto il fango che hanno lasciato.

Ci sarebbe una soluzione facile, quella di buttarci una camionata d’acqua e far scorrere via tutto.

Non ho voluto farlo, un po’ perché le finanze della scuola non stanno tanto bene adesso, e un po’ perché il fango si sarebbe diffuso abbastanza tutto intorno.

Così mi sono messo con una canna e una scopa a smuovere qualcosa. Non avrei mai potuto finire se non ci fossero stati dei vicini gentilissimi che si sono messi a darmi una mano, senza che io dicessi loro niente.

Di fatto abbiamo lavorato due ore in otto persone, e c’è voluta tutta. Alla fine non ero per niente pentito di non aver scelto la soluzione del camion d’acqua, perché c’è stata questa gara di generosità che non mi ha fatto sentire niente la stanchezza.

Domani voglio andare a casa di queste persone, per ringraziarle più diffusamente una per una. Mi hanno fatto un favore grandissimo!

P.S.: Ho dovuto lottare con me stesso per non arrabbiarmi! Tutte le volte che c’è un lavoro straordinario lo vengono a fare di sabato o di domenica, con il risultato che rimane sul groppone a me. Il principio di arrabbiatura che avevo l’ho superato a) grazie alla recente festa di Santa Margherita, in cui avevo potuto meditare delle frasi della santa attinenti appunto a queste situazioni, e b) grazie al miracolo di solidarietà e attenzione umana che ho visto nei vicini.

Grazie, Signore!

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Oggi pomeriggio ho potuto chiamare per telefono don Marino Poggi, che da qualche settimana è a Cuba nella nuova missione che la Diocesi ha aperto in questo stesso mese.

Mi ha detto che possono ricevere chiamate dall’estero, ma che, ahimé, non possono farne.

Sono due: lui e don Federico, un prete di Chiavari che ha più o meno la mia età o qualche anno di meno.

Il vescovo locale gli ha affidato due parrocchie con varie cappelle in campagna.

Che dire? Buon lavoro, don Marino!

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La ADP, Associazione Dominicana di Professori, ha indetto per oggi un’assemblea di tutti i maestri.

Sembra che ci sia una perdita di una grande somma di denaro nella cooperativa dei maestri.

E poi c’è la faccenda dell’orario scolastico: il ministero dell’educazione ha chiesto di applicare quello che i regolamenti dispongono: dalle 8 alle 12 e mezza il turno del mattino, dalle 2 alle 6 il turno del pomeriggio.

Di fatto questo è sempre stato l’orario stabilito, ma i maestri non l’hanno mai voluto applicare, limitandosi a terminare a mezzogiorno al mattino, e alle 5 al pomeriggio.

Soprattutto il caso del pomeriggio è secondo me grave, perché di fatto priva quegli studenti di un’ora di lezione al giorno!

Invece la situazione del mattino è di difficile soluzione, perché la gran maggioranza dei maestri lavorarano anche nel turno del pomeriggio, e con l’orario ufficiale non hanno il tempo neanche di mangiare.

Così nell’assemblea di oggi discutevano la cosa. Speriamo che sia per migliorarla!

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La settimana prossima arrivano visite.

Il 26 arriva una parte della mia famiglia: papà, mamma, Francesco, ziina.

Il giorno dopo arrivano Carlo Mosci e Massimo Corazza con tra i due tre figli più o meno diciottenni.

La vita della missione si arricchisce. Vi spiegherò i dettagli i giorni prossimi.

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Sabato l’altro in mattinata avremo la solenne chiusura dell’anno eucaristico, nel Faro a Colón.

Per prepararla avevamo una riunione stasera, in cui abbiamo coordinato queste e altre cose. Per facilitare la partecipazione della gente assumiamo parte del gasto delle guagüe con la parrocchia. Non è un momento facile, perché a causa dei lavori degli uffici della parrocchia nuova abbiamo in tasca solo 300,000 pesos (8,000 euro) di debiti, che stiamo pagando poco a poco.

Abbiamo anche coordinato varie altre cose, tra cui un ritiro per coppie per la metà di novembre.

E c’era un’aria molto bella, molto partecipativa. Di cui ho ringraziato il Signore, e continuo a farlo anche adesso: sei forte, Gesù!

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Sto “lottando” (in senso figurato, ovviamente) perché le autorità mi realizzino una sostituzione di personale che gli ho chiesto.

Laidy, la segretaria della scuola serale, ha dovuto lasciare il lavoro della scuola perché ha cambiato l’altro lavoro che aveva e gli orari dell’università.

Così ho cercato una ragazza preparata e decente, e l’ho trovata in Ana, una nipote di Reny, figliastra di sua sorella.

Il problema è che adesso il distretto scolastico mi fa problemi. Félix, il direttore del distretto, mi ha detto che tocca a lui scegliere la sostituta.

Così abbiamo cercato la maniera di fare il cambio in modo più diretto, andando direttamente al ministero per mezzo di relazioni della madrasta di Ana.

Purtroppo oggi questa impegata che ci dovrebbe aiutare mi ha detto che ha bisogno della firma di Félix, che, appunto, sembra non la voglia mettere.

Così domani mattina vado a vedere cosa mi dice Félix e in caso negativo andró al ministero a vedere cosa si può muovere tramite l’impiegata.

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Stamattina, al ministero dell’educazione, mi hanno confermato che sono in cammino le nomine di quattro maestre.

Il punto interrogativo nel titolo significa “non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco”, potrebbe passare qualunque cosa.

Però sono contento perché alla fine, dopo tre anni, qualcosa si sta muovendo su questo fronte!

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Stasera ho visitato una comunità apostolica del settore Nueva Jerusalén (La Mina).

Sono tutti persone abbastanza giovani, molte donne con un solo uomo. L’entusiasmo che ho visto in loro mi ha ricaricato, e mi ha dato voglia di visitare altre comunità.

Mi ha colpito in particolare il racconto di Pedro, al quale ho chiesto come è arrivato alla fede. La sua risposta è stata la seguente: era una persona tranquilla, ma non gli piaceva la vita di chiesa; diceva che sarebbe andato in chiesa quando il Signore lo avesse toccato; al partecipare un giorno in un culto evangelico, ha sentito la presenza dello Spirito Santo, il pastore se ne è accorto e glielo ha fatto notare, e l’ha invitato a impegnarsi di più in quella chiesa; lui ha risposto che non l’avrebbe fatto, perché non gli piaceva quella chiesa evangelica, così ha cominciato a rifrequentare la sua chiesa cattolica che frequentava da piccolo, e poco a poco ha continuato il cammino facendo il Ritiro di Evangelizzazione e arrivando alla comunità apostolica.

Nel suo racconto mi ha colpito soprattutto il particolare che il pastore, al sentire che a Pedro non piaceva la chiesa evangelica, gli ha consigliato allora di andare alla cattolica. Grande pastore! Ben pochi pastori del Guaricano direbbero una cosa così. Io ho l’impressione che quel pastore sia Chico, un ex cattolico che conosco abbastanza bene, che per l’appunto pastorea una chiesa evangelica non lontano da lì. E così Pedro può vivere adesso la sua fede nella sua chiesa cattolica.

Grazie, Signore!

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9:59 pm

Malati

Oggi pomeriggio ho visitato e dato l’unzione a tre malati.

Il primo, Tomás, era in fin di vita, e la famiglia sembrava molto serena.

Il secondo, Pedro, era in letto, con il catetere, senza forza per alzarsi. Quando gli ho chiesto sul suo battesimo aveva le idee abbastanza confuse, mi continuava a dire che lo avevano battezzato nel fiume (gli evangelici), ma poi il figlio mi ha chiarito che prima era stato battezzato nella chiesa cattolica. La frase che più mi ha colpito è stata a questa: “Voglio incontrarmi con il Signore, non voglio perdere il dono della salvezza”. Mi ha colpito perché io ero lì che pensavo: stiamo chiedendo al Signore la guarigione, e magari lui non viene guarito e ci rimane male… Questo malato mi ha dato una lezione di fede.

La terza, Nereida, è una donna che ho battezzato l’anno scorso, sembrava in fin di vita, avevo capito (male?) che aveva un tumore terminale. Invece l’ho trovata viva, ed è stato uno stupore per me rendermi conto che era la stessa dell’anno precedente. Era immobile in letto, anche solo per girarsi aveva bisogno che la figlia la aiutasse. Mi dice: “Ho tutti i nervi rigidi, non riesco a muovere niente”. Con fatica muoveva un braccio. Ha fatto la sua confessione e dopo abbiamo celebrato l’unzione. Alla fine ha chiesto che gli mandassi l’ambulanza, perché da parecchio tempo non andava all’ospedale e sentiva il bisogno di andare a farsi un controllo. Domani Lorenzo la porterà, e prima porterà là il medico per verificare a quale ospedale mandarla e per farle la lettera di riferimento.

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11:14 pm

Luce record!

La luce c’è stata in maniera praticamente ininterrotta per 47 ore. Il “praticamente” si riferisce a una piccola caduta della linea di dieci minuti stamattina.

Non abbiamo avuto bisogno di accendere il generatore né ieri sera per il concerto né oggi pomeriggio per i cori.

Ringraziamo il Signore, e chiediamo alla compagnia elettrica che adesso non ce lo facciano pagare con un black-out altrettanto lungo!

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Ieri sera si è svolto il concerto del gruppo TUNA (Tutti Uniti in un Nuovo Amore), un gruppo musicale cristiano maschile della parrocchia di Santa Cruz, a poca distanza da noi.

Io non mi sentivo tanto bene, e ho preferito venire a casa.

L’accoglienza che hanno ricevuto è stata ottima, anche se la partecipazione non è stata un gran ché (circa 200) e anche la raccolta con le buste non ha lasciato quasi niente, praticamente abbiamo coperto le spese. Di fatto la maggior parte dei partecipanti erano adolescenti (senza soldi in tasca) e giovani (se hanno dei soldi in tasca sanno in cosa spenderli).

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11:08 pm

Santa Margarita

La giornata di oggi, giorno della festa di santa Margarita, è passata serenamente.

A parte le due messe del mattino (come sempre), nella messa della sera abbiamo avuto mons. Amancio Escapa, vescovo ausiliare, in rappresentanza del cardinal López che è all’estero. Mons. Amancio ha messo in evidenza il significato della devozione al Sacro Cuore.

A mezzogiorno ci siamo ritrovati con un buon numero di famiglie nel salone della scuola per mangiare insieme. È stato un momento sereno e di buona condivisione.

Ci si doveva vedere a mezzogiorno, ma in realtà la maggior parte delle persone è arrivata verso l’una, e quando abbiamo cominciato a mangiare era l’una passata.

La cosa bella del pranzo è che si sono messe tutte le varie pentole con i vari piatti su un unico tavolo bello lungo, e poi ognuno è andato a prendere quello che voleva, scoprendo così i sapori dei piatti degli altri.

È stato spazzolato tutto, anche perché c’erano i giovani del coro che non sono niente facili.


I bambini presenti al concerto

E dopo mangiato c’è stato un piccolo concerto, con tre cori presenti: Cristo Vivo (coro dei giovani), i coro degli adulti, e i Romance Latino, che sono giovani più o meno della parrocchia ma che cantano merengue e bachata. Varie persone hanno ballato, alcuni in maniera che faceva piacere vedere per la grazia e l’armoniosità dei movimenti.

C’ho provato anch’io, suscitando un buon interesse in tutti i presenti. Naturalmente ho ballato solo con persone di più di cinquant’anni!

Alla fine della Messa, ho avuto modo di chiaccherare un po’ con Heriberto e Miguel Ángel, due dei nostri seminaristi: li ho accompagnati al seminario, e durante il viaggio abbiamo dialogato gustosamente!

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Non sappiamo cosa pensare, è più di 24 ore che abbiamo la luce senza interruzioni.

Ho paura che domani non ce la daranno niente…

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Stasera abbiamo avuto il concerto della vigilia della festa di Santa Margarita.

Non mi sono fermato tutto il tempo per una mezza febbre che avevo.

La gente è arrivata poco a poco, tanti adolescenti e giovani. Musica sfrenata ma che trasmette amore al Signore. La cosa più bella è vedere tutto il “pubblico” cantare e danzare dal suo posto al ritmo di merengue. E le facce sorridenti. Per il dominicano, e forse ancora di più per la dominicana, la musica è tutto!

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Oggi abbiamo dato il primo grande uso al nuovo duplicatore digitale, stampando 9,000 copie della lettera alle famiglie che verrà consegnata la settimana prossima.

Il risultato è stato un po’ deludente, perché dopo 500 copie il master si strappava in un angolo, e la stampa si spostava verso la parte indietro del foglio (non chiedetemi perché…).

Quindi molti fogli sono stati stampati male. Ce li teniamo così, non possiamo spendere altri soldi.

Oggi pomeriggio doveva venire il tecnico a vedere cosa succedeva, speriamo che non si faccia aspettare!

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1:52 pm

Gmail

Per chi gli interessa, ho un certo numero di inviti per gmail, la posta di google. Basta che me lo diciate.

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Ê morto ieri sera Narciso, il direttore docente della scuola Guaricano Afuera.

È stato un uomo retto, nonostante il lavoro nella politica è morto in una casa molto semplice, senza nessun lusso.

Aveva una sorella deputata, ma non ha mai voluto approfittarsi della cosa per arricchirsi o arrivare a qualche posto che gli permettesse vivere meglio.

La moglie e i figli sono evangelici, e a quanto pare anche lui lo è diventato qualche mese fa.

Nel pomeriggio c’è stata una piccola cerimonia nella sua scuola. Hanno partecipato moltissime persone, e la fila di quelli che sono sfilati davanti al suo corpo è durata una mezz’oretta: professori, studenti, genitori. Moltissimi con le lacrime agli occhi.

Ho fatto una piccola celebrazione della parola, cercando di evitare tutto quello che avrebbe potuto urtare la sensibilità della moglie. Ma credo che non era necessario, perché l’impressione è che se ne sono andati quando hanno visto che ero lì con la stola indosso.

Un funzionario del ministero dell’educazione ha portato il saluto della ministro e ha fatto un elogio funebre in stile di altri tempi.

C’erano la maggior parte dei maestri della nostra scuola, e Dany e Mirella hanno aiutato a cantare.

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11:05 pm

Sbobinando (32)

Faccio una foto: giovane donna con bambini, due tre quattro cinque sei sette otto, tutti pulitissimi; ne arrivano altri, scatto ancora. Altro scatto, gruppo di famiglia in un esterno, baracca graziosa in un posto qualunque del barrio, ai margini di un acciottolato faticoso da percorrere.

Altra baracca, una giovane donna mi dice qualcosa: le sorrido, “no he comprendido”, sorride anche lei. In braccio ha una bambina biondissima, i capelli a boccoli le cadono sulle spalle. “Qui c’è passato un bastardo”, mi dice Fiammetta: il dono della sintesi è uno dei pregi della gioventù.

Le indico un giocattolo fatto con una bottiglia di latte a cui sono state messe le ruote. Le si illumina lo sguardo. Passiamo oltre. Uno sguardo pieno di luce: un altro pregio della gioventù. Eccone un altro: gli occhi incredibilmente verdi di una giovane mamma, due bambini e un terzo già a buon punto.

Sto per dire che non vedo uomini quando spunta un cappello bianco con le tese ricurve: “¿Dónde están los hombres?”. “Están trabajando”. Forse è vero. Speriamo sia vero. Lo so, sono un po’ prevenuto.

Faccio capolino in una baracca. Soggettiva sulla miseria. Interno della camera da letto: a destra un lettino con le lenzuola arrotolate e dimenticate, a sinistra un letto a castello, sul letto in alto c’è di tutto; la cucina è un disastro.

Suor Serafina e Orietta entrano a portare qualche medicina. Spunta un uomo di mezza età, sembra infilato a forza nella sua sedia a rotelle. Serafina gli misura la pressione, Benny e Fiammetta regalano fermacapelli alle bambine, una ha un’incredibile testa di capelli e si presenta quando elastici e fermagli sono finiti, quasi si mette a piangere, poi spunta un cerchietto e anche i suoi occhi si riempiono di luce.

Mi cade l’occhio sugli enormi piedi dell’uomo infilato nella sedia a rotelle. Serafina finisce di misurargli la pressione. Una delle bambine gli fa una carezza. Martina una volta mi disse: “Papà, tu non sarai mai vecchio”. È bello avere una figlia.

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Anche stasera, come ieri sera, la Messa di settore di preparazione alla Festa di Santa Margherita l’abbiamo fatta sotto la pioggia.

Come ieri, un particolare bello, un regalo del Signore: nonostante sia piovuto quasi tutto il giorno, la mezz’ora prima della Messa l’acqua si è calmata un po’, e questo ha permesso che la gente uscisse di casa e partecipasse.

Poi, ieri come oggi, durante la Messa la pioggia si è intesificata.

Ieri, però, eravamo sotto una tettoia; oggi, avevamo sopra la testa solo un telone, mal fissato, che con il vento volava su e giù, e a tratti scaricava da un lato l’acqua che accumulava: quelli che erano da quella parte dovevano improvvisamente scansarsi per non fare la doccia!

Io ho concelebrato reggendo in mano un ombrellone tutto il tempo della Messa. Ha presieduto il padre Ramón Suero, nuovo parroco della parrocchia Nuestra Señora de América Latina, assistito anche da Marcial.

Ci è andata meglio di ieri con le ostie. Ieri purtroppo una goccia che si lasciava insistemente scivolare dalla tettoia era caduta a più riprese nella patena, prima della consacrazione e forse anche dopo, per cui molti hanno fatto la comunione con il Corpo di Cristo bagnato, ma non nel Sangue di Cristo.

Oggi il provvidenziale ombrellone, manovrato da me all’indomani di ieri, ha evitato che succedesse lo stesso. Mi è costato abbastanza, le gocce dell’ombrellone in particolare riuscivano a cadere sempre sulla mia testa, ma abbiamo evitato che succedesse qualcosa di più spiacevole!

Domani mattina viene a presiedere l’Eucaristia il padre Federico, fino a pochi mesi fa parroco di Santiago el Menor e Nuestra Señora el Amparo, che adesso è stato chiamato dal vescovo a fare il formatore in seminario.

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