Contributi del mese di Febbraio 2006

Nelle nostre parrocchie abbiamo sempre invitato i conviventi a partecipare alle celebrazioni penitenziali, in quanto il dialogo con il sacerdote, anche se non poteva arrivare all’assoluzione, è comunque un fatto positivo per la crescita spirituale della persona, e molte volte per aiutarla ad uscire dalla sua situazione di peccato.

Nell’ultima riunione del clero della zona, però, l’arciprete (=il vicario zonale) ci ha comunicato che il vescovo non vuole che si invitino a queste celebrazioni quelli che non possono completare il processo penitenziale, c’è il rischio di una confusione sul sacramento e sulle sue esigenze.

Così ho fatto oggi una riunione con i responsabili di settore per vedere come fare. Non mi va infatti di lasciare i conviventi fuori dall’attenzione pastorale del sacramento della riconciliazione, e al tempo stesso non voglio disobbedire al vescovo.

Così abbiamo organizzato che per i conviventi ci saranno momenti apposta dedicati al dialogo con loro nei vari settori, una specie di direzione spirituale, e sarà nelle settimane precedenti le celebrazioni penitenziali. Poi, il giorno delle Celebrazioni, li inviteremo a realizzare un servizio di intercessione per i loro fratelli che possono confessarsi. Ci sembra che in questa maniera si sentiranno chiesa, e con l’impegno di arrivare anche loro a ricevere il perdono dei loro peccati.

Oggi pomeriggio, essendo festa nazionale, l’arcivescovo di Santo Domingo ha ordinato quattro diaconi transeunti. Juan, Faustino, Manuel e Robert hanno ricevuto il diaconato in una cattedrale bella piena.

Dei quattro conosco un po’ il primo e l’ultimo. Juan è venuto una volta al Guaricano a fare la settimana di pastorale vocazionale. Mi sembra di ricordare che ha mangiato e dormito con noi. Dev’essere stato quattro o cinque anni fa. Invece Roberto lo conosco di vista, per averlo visto varie volte in seminario. È una faccia di persona semplice, mi ha sempre suscitato simpatia, e forse è per questo che ricordo il suo nome.

La celebrazione è stata la occasione per ricordare anch’io il giorno in cui sono stato consacrato per il servizio!

1:26 pm

Festa nazionale

Oggi qui in Repubblica Dominicana è festa nazionale: il 27 febbraio 1844 il paese si liberava dalla dominazione haitiana.

Questa celebrazione conclude il mese della patria, che si apre un mese prima, il 26 gennaio, giorno natalizio di Juan Pablo Duarte, il padre della patria.

Mi sono passato la mattinata riorganizzando fisicamente il laboratorio di informatica del liceo.

Il laboratorio di informatica del liceo non lo stiamo usando più per il liceo: è piccolo (solo 12 pc), e il nuovo laboratorio della primaria serve anche per la secondaria.

Ora, grazie alla connessione via cavo UTP che ho fatto tra i due laboratori, abbiamo internet anche nel laboratorio vecchio. Lo faccio diventare quindi un centro di accesso a internet, diretto prima di tutto ai nostri studenti, e poi probabilmente anche al pubblico.

Il lavoro che ho fatto stamattina è stato di pulizia e di riorganizzazione. Ho cambiato due clienti che non funzionavano bene, e ho messo in ordine la miriade di cavi cavetti cavettini della corrente, di rete, dei mouse e delle tastiere.

Manca solo controllare che siano a posto i dischetti di avvio dei clienti e poi si può cominciare.

Il rito di Entrata al Catecumenato s’è svolto stamattina nelle due parrocchie.

Abbastanza buona la presenza dei bambini, meno quella dei giovani: ne mancavano parecchi!

Da domenica prossima i due gruppi cominceranno la catechesi specifica sui sacramenti.

Oggi pomeriggio abbiamo avuto un momento di incontro, quasi di ritiro, di tutte le Comunità Apostoliche delle due parrocchie.

È stato un pomeriggio molto piacevole, per vari motivi.

  • In primo luogo perché la partecipazione è stata alta, superiore al 60% dei membri delle Comunità. Trovarsi tante persone dà sempre una grande gioia!
  • Poi perché sono stati con noi Wendy e Danielito, la coppia giovane che ci ha aiutato a fare i primi passi con il SINE.
  • E ancora perché le meditazioni fatte, una fatta da me sull’amore, l’altra da Wendy sul dare tutto di noi stessi al Signore per la chiesa, sono arrivate al cuore di tutti.
  • E non bisogna trascurare la bella cornice della parrocchia di Santiago el Menor, che ci è stata messa a disposizione e che si è dimostrata ambiente adatto per quello che dovevamo fare.

Che posso aggiungere? Soltanto dire: Grazie, Signore!

Finalmente abbiamo ripulito il filtrante che era tappato. Gli scarichi delle acque nere dell’edificio di tre piani non avevano sbocco, con cattivi odori in molti posti e inconvenienti vari.

Sono venuti la ditta che l’avevano fatto, e lavorandoci tre ore l’hanno riattivato. Speravo che me lo facessero gratis (di fatto mi avevano dato una garanzia) ma non c’è stato verso, ho dovuto pagare i due uomini che ci hanno lavorato.

Stasera abbiamo avuto l’incontro dei genitori a Santa Margarita. Era con i genitori dei bambini che riceveranno il battesimo e quelli che faranno la prima riconciliazione.

Mancavano parecchi, soprattutto nell’elenco della prima riconciliazione.

Dopodomani i candidati al battesimo faranno la solenne Entrata al Catecumenato in presenza della comunità parrocchiale.

Stasera abbiamo fatto con loro la prima parte di un seminario sulla maniera di portare avanti queste comunità.

Stasera si è parlato dei prime due momenti in cui si articola l’incontro settimanale della comunità: la preghiera di lode e lo studio della catechesi.

Il padre Alfonso Navarro, fondatore del SINE, ha lasciato una riflessione molto bella e profonda su come portare avanti questa esperienza, e io sono molto contento di portarla avanti nelle nostre parrocchie.

Stasera abbiamo avuto la riunione con i genitori dei bambini che saranno battezzati a Pasqua.

Nella Divina Misericordia sono una settantina. Hanno fatto per lo meno due anni di catechismo, e ora entrano nella preparazione più immediata, che coincide con la quaresima.

Tutti gli anni iniziamo vedendo i genitori, perché si sa che la famiglia deve farsi protagonista del cammino di fede dei suoi figli.

Insieme ai genitori dei bambini che saranno battezzati c’erano anche i genitori di quelli che faranno la prima riconciliazione. I bambini che faranno questo passo sono un centinaio. L’anno prossimo riceveranno la prima comunione.

Una cosa che forse non sono ancora riuscito ad accettare qui è il fatto che la maggioranza di questi bambini vengono al catechismo all’età che gli pare, poi si allontanano, ritornano… In maniera che nel gruppo che si battezza sono rappresentate tutte le età da otto anni fino a 12/13. E poi ci saranno anche i più grandi, ma quelli li prepariamo in un gruppo a parte.

Adesso i bambini che si preparano al battesimo cominciano un cammino più intenso di catechesi e di partecipazione attiva alla Messa. Tutte le domeniche avranno la catechesi specifica sul battesimo, una domenica avremo una convivenza di un giorno intero, e i loro genitori sono invitati al ritiro di quaresima che sarà tra un mesetto.

Vi chiedo una preghiera perché possano prepararsi bene ed essere pietre vive della chiesa!

Oggi mi sono passato tutta la giornata a mettere in ordine gli elenchi dei bambini che riceveranno i sacramenti.

I catechisti li hanno iscritti a inizio anno, e hanno passato le schede di iscrizione, che la segretaria ha digitato al computer della parrocchia. Adesso, con la lista stampata, ogni catechista ha segnalato chi è pronto per il battesimo, la prima riconciliazione, al prima comunione.

Da parte mia detto i criteri con cui selezionare i bambini, in base all’età, alla classe della scuola, e al tempo che frequentano il catechismo.

Sono riuscito a mettere in ordine tutto, in maniera che domani per la prima riunione dei genitori saprò chi riceve e quale sacramento riceve.

Stamattina sono stato vicino a Juan Dolio (è un posto famoso per il mare), a passare alcune ore in compagnia dei preti della diocesi di qua.

Il vicario episcopale per il clero sta organizzando questi incontri bimestrali, incontri non per sentire conferenze o discutere problemi, ma per stare insieme serenamente.

E di fatto mi sono passato quelle ore giocando a domino e a scacchi, e chiaccherando con vari preti.

Un clima bello, in un ambiente bellessimo!

L’aereo di suor Blessila è arrivato ieri, in perfetto orario.

Ci ha portato una giovane suora, entusiasta, dinamica, scherzosa. Mi ha colpito il fatto che nonostante fosse in viaggio da almeno 18 ore non le mancava il sorriso e la voglia di scherzare.

Oggi suor Blessila riprende il suo lavoro nel consultorio. Buon lavoro, Blessila.

Ieri avevamo l’attività di settore del giorno dell’amicizia (san Valentino). In ogni settore si sono organizzate due, tre, quattro attività distinte, in vari punti.

Purtroppo la maggior parte di queste attività sono state, almeno umanamente parlando, un mezzo fiasco: poca gente, poca gente nuova. E la cosa che mi ha fatto tristezza è che in strada c’erano tantissime persone, ma occupate in tutt’altra cosa: giocare a domino, bere in qualche bar, ecc.

L’impressione è che l’attività nostra non interessasse più di tanto alla gente. O è che i messaggeri non l’hanno saputa presentare in maniera convincente?

In queste ore Blessila è in viaggio per la missione, all’alba è partita da Genova. Certo che quando l’altra sera all’incontro al Quadrivium me la sono trovata davanti è stata proprio una bella sorpresa (pensavo fosse ancora in India) e così ieri sono stata a trovarla nella casa delle suore Brignoline.

Sinceramente quando ero alla missione non abbiamo avuto modo di parlare tanto essendo lei impegnata in ambulatorio, io a scuola tutto il tempo, diciamo che tra le suore era quella che conoscevo meno. Finalmente dunque abbiamo trascorso insieme una bella mattinata, mi ha parlato della visita alla sua famiglia in India, le ho mostrato le foto che avevo scattato a novembre con Suor Serafina a Genova e quelle della missione. Non vede l’ora di tornare là, di riabbracciare tutti, quando parla del servizio che svolge alla “farmacia” le si illumina lo sguardo e chissà in queste ore come sarà contenta…

Non ci resta che augurarle di portare il suo sorriso oltre oceano

Buon viaggio, Suor Blessila!

Stamattina non avevo voglia di andare all’incontro dei preti e diaconi della zona, ma per non dare cattiva testimonianza a Marcial sono andato. È venuto anche Lorenzo.

Di fatto il Signore mi ha fatto capire che ne valeva la pena, perché si sono trattate varie cose importanti:

  • Si è fatto il calendario delle celebrazioni penitenziali di quaresima. Mi sono impegnato ad andare praticamente a tutte, la vedo come una cosa prioritaria del mio ministero.
  • Abbiamo toccato il tema del battesimo dei conviventi, che di fatto ho visto che è scottante anche per gli altri.
  • Si è cominciata a programmare la Via Crucis del Venerdì Santo.
  • Abbiamo mangiato insieme (un po’ spartano, a dire il vero!).
  • Dulcis in fundo, ho bevuto della bella acqua di cocco, e anche un buon cocco fresco.

Ieri sera l’incontro sulle missioni genovesi di Cuba e Santo Domingo con la proiezione del documentario girato da Tarcisio Mazzeo sul Guaricano è stato bellissimo! Proverò a raccontarvelo perché ci tengo tantissimo.

La prima cosa cosa positiva è stata l’affluenza delle persone : la sala era piena e la gente continuava ad arrivare… Ho rivisto tutti gli “affezionati” della missione che da anni la sostengono e ringrazio tanto i ragazzi di Pegli che hanno voluto accompagnarmi. C’erano anche Fiammetta e le volontarie di quest’estate (scusate se non vi cito tutte, ma non mi ricordo ancora bene i vostri nomi!), le suore brignoline e soprattutto, con mia grande sorpresa perché credevo fosse in India, suor Blessila!!!

Insomma ancora prima che la riunione cominciasse si respirava un bel clima, felici di esser tutti parte di un’unica grande famiglia.

L’incontro, introdotto da don Giandomenico Torre e don Francesco Di Comite, è stato seguito dalla proiezione di un primo filmato su Cuba girato proprio da Don Francesco. Sono stata contenta penso come tutti di vedere finalmente qualche immagine della nuova missione, è certamente una situazione molto diversa da quella di Santo Domingo anche perché ancora agli inizi, sono sicura però che l’impegno di don Marino, don Federico e tutti i loro sostenitori darà presto buoni frutti.

Veniamo ora al momento tanto atteso, la proiezione del documentario girato quest’estate da Tarcisio Mazzeo e qui mi devo fermare un momento per dire: cavolo che bravi, lui e la sua troupe sono riusciti a rendere l’idea in 28 minuti di filmato dell’aria che si respira in Guaricano, dedicandosi a vari aspetti della vita nel barrio e in Repubblica Dominicana. Come dice il giornalista, sarebbe bello promuovere la diffusione di questo documentario in DVD nelle Parrocchie, in modo da diffondere più possibile la testimonianza missionaria. Non vi sembra un’idea grandiosa?

Al termine è seguito l’intervento del Cardinale Tarcisio Bertone, sempre attento e impegnato sul fronte delle missioni, e i commenti di don Francesco e Tarcisio Mazzeo. Concludo ricordando alcune loro frasi:

  • “La Chiesa” che con la forza e l’entusiasmo della missione vive “in mezzo al popolo” (Bertone)
  • “Il Vangelo che cammina per le strade” grazie allo spirito missionario (don Francesco)
  • L’importanza della testimonianza: “è come se fossimo orecchie, occhi e braccia di chi in missione non c’è potuto andare” (Tarcisio Mazzeo)

Un caro saluto a tutti!

Lara

Oggi pomeriggio ho terminato la catechesi sulla cresima ai maestri, bidelle, direttori ecc. della scuola.

Sono riuscito a finire 15 minuti prima della fine dell’ora, ed è stato bello condividere le risonanze delle cose dette da me oggi e venti giorni fa.

Vedo nei maestri un interesse che cresce per la vita nel Signore e nella chiesa, e sono sempre più fiducioso che il Signore stesso li chiamerà tutti all’impegno della vita in grazia di Dio e all’apostolato!

Sto dedicando un po’ di tempo a lasciare preparati gli incontri del catecumenato. Mettere insieme catechesi, scrutini, ecc. e bilanciarli con le altre attività quaresimali della parrocchia, anzi, delle parrocchie, mi richiede un po’ di sforzo.

Le catechesi sono pronte dall’anno scorso, spererei anche di pubblicarle in maniera che altri possano usarle, sono frutto di un raffinamento di vari anni e credo che possano fare un bel servizio a tutti quelli che fanno preparazione al battesimo qui in Repubblica Dominicana.

Ci siamo visti stasera con i catechisti dei giovani e degli adulti, per preparare il periodo del catecumenato e la preparazione della prima comunione e della confermazione.

La cosa più difficoltosa è stata realizzare il calendario della preparazione al battesimo: ci sono infatti incontri di catechesi (vari di essi raggruppati in una convivenza) e momenti liturgici (entrada al catecumenato, scrutini, consegna del credo e del Padre Nostro), e non è facile mettere insieme tutto, tenendo presente tra l’altro che continuano ad esserci altre attività nelle parrocchie.

Dal punto di vista concettuale invece quello che ci ha preso più tempo è stato il discorso del battesimo dei conviventi. La chiesa non lo fa, a meno che sia insieme o prossimo al matrimonio, per il semplice motivo che la convivenza è per un cristiano una situazione di peccato; e quindi chi si battezza e non si sposa, di per sé non si è convertito pienamente a Cristo.

La cosa non è difficile da capire, ma diventa di difficile attuazione perché cè un prete vicino a noi che battezza oves et boves, includendo i conviventi, e senza tante cose di preparazione: tre incontri e via il battesimo.

Ovviamente è una prassi deleteria, su più fronti:

  • il battesimo rimane a livello sacramentale, senza una vera e profonda catechesi
  • a parte le due o tre settimane di preparazione, non c’è l’accompagnamento della chiesa né la preoccupazione di aiutare a continuare un cammino
  • è una disobbedienza alla norma della chiesa: da parte di un prete è una cosa abbastanza grave.

Concretamente, molti adulti conviventi vanno a battezzarsi appunto da quel prete. E anche molti genitori vanno là a battezzare i bambini piccoli, “dopo tutto cosa sono tutte queste pretese di venire a messa, andare a una comunità di base, fare tanto corso di preparazione…”. E i catechisti sono lì in mezzo, a sentire le critiche della gente che vuol levarsi di lì il fastidio del battesimo proprio e dei figli, e che impreca perché in parrocchia le cose sono così difficili.

Non è la prima volta che parliamo della cosa, ma è stato utile e opportuno, perché si tratta di prender sempre più coscienza che i sacramenti sono sacramenti della fede e di una vita santa, e non cose da fare per mettersi la coscienza a posto.

Rieccomi qui e stavolta per invitare tutti gli “affezionati” genovesi della missione che ancora non ne fossero al corrente all’incontro di venerdì 17 febbraio alle 18,00, presso la sala Quadrivium in centro.

In tale occasione verrà proiettato il documentario sulle Missioni Diocesane Genovesi di Santo Domingo e Cuba.

Sicuramente avrete visto parte del documentario andato in onda qualche tempo fa su TV7 e su TGR Liguria. Venerdì è prevista la visione integrale del filmato. Interverranno S.E. il Cardinale Tarcisio Bertone, il giornalista RAI e autore del filmato Tarcisio Mazzeo, don Francesco Di Comite vice direttore dell’Ufficio della Pastorale Missionaria e dell’Ufficio Stampa Diocesano, e Massimiliano Costa in rappresentanza della Regione Liguria per la Cooperazione Internazionale.

Se volete ulteriori informazioni basta consultare il sito:
http://www.diocesi.genova.it/

Io non sto più nella pelle e non vedo l’ora che sia venerdì. Se avete modo spargete anche voi la voce, più siamo meglio è, penso sia un modo bellissimo della Chiesa di diffondere la testimonianza missionaria tra la gente di qui.

Naturalmente don Paolo don Lorenzo e suore vi terrò informati, quindi a prestissimo!

Un abbraccio di pace a tutti!

Oggi qui è il día de la amistad y del amor, cioè il giorno di San Valentino. A differenza dell’italia, dove la cosa riguarda solo gli innamorati, qui il concetto è più ampio, e tutti si scambiano auguri.

Nelle scuola il desiderio più grande degli studenti è di venire a scuola senza uniforme, per poter sfoggiare vestiti ben colorati, possibilmente rossi.

In molte istituzioni preparano dei cuoricini di cartoncino rosso e se li mettono tutti al petto.

E difatti stamattina sono stato accolto alla cappella dove sono stato a dire messa da una animatrice che mi ha subito messo un cuoricino con uno spillo, e così a tutti quelli che sono venuti a Messa.

Nel pomeriggio, alla riunione degli animatori di comunità hanno fatto lo stesso.

Sono giorno che non si può fare niente di fretta, perché è praticamente obbligatorio abbracciare tutte le persone conosciute che si incontrano.

10:57 pm

Taína


Taína Magallanes de la Cruz

È da un po’ che lo volevo scrivere. Le nostre suore hanno una nuova aspirante, Taína.

Il nome è quello delle popolazioni indigene che Colombo ha trovato qui: i taíni. Però Taína non è di quella razza, ma ha una carnagione scura che rivela ascendenze africane.

È una ragazza che unisce il dono della semplicità a quello della dinamicità. Nonostante i suoi 17 anni è molto matura, e sulla vocazione ha le idee ben chiare.

Viene da un’esperienza di catechista e di gruppo giovani. I genitori sono persone buone, anche se non sono ancora riusciti a inserirsi nella comunità parrocchiale.

Dopo il dono di suor Cristina, in cui ogni giorno di più vedo una bella testimonianza di vita religiosa, allegra, lavoratrice, spirituale, “se Dio vuole” Taína darà ancor più solidità al “ramo” dominicano delle nostre suore “brignoline”. A testimonianza che il carisma di santa Virginia è ancora vivo, ancora oggi.

Juan Luis, il ministro che va a fare la celebrazione della parola a Duquesa tutte le domeniche mattina, ha detto loro che una delle prossime domeniche andrò io. Mi devo organizzare con Lorenzo che mi dica la messa dei giovani alle nove e mezza.

7:46 pm

Fiasco zonale

Stamattina dovevano esserci le riunioni delle commissioni zonali. Sono andato, facendo un atto di amore al Signore, perché avevo tutto meno la voglia di andarci. Sono riunioni che potrebbero essere utili, ma che visto che noi preti non ci crediamo e non ci andiamo con i nostri laici, anche i laici si stufano e si ritrovano i soliti quattro gatti.

E difatti stamattina è successo secondo il copione. Delle nostre due parrocchie ci siamo andati in tre: io, Marcial (che ho dovuto convincere), e Tatá. Avremmo dovuto essere per lo meno 15/16.

E delle altre parrocchie? qualcuna era più rappresentata in quanto a laici, ma di preti c’eravamo in due. Purtroppo non c’era neppure il vicario zonale. E di ogni commissione dovrebbe esserci il corrispondente prete incaricato. Si capisce quindi perché i laici si demotivano!

Mi sono ripromesso di sollevare il problema alla prossima riunione zonale del credo.

Oggi era il giorno preciso della Giornata Mondiale del Malato, e nel pomeriggio abbiamo vissuto la Messa con i malati alla Divina Misericordia.

La chiesa era straripante di malati, anche qui più o meno gravi. Una cinquantina hanno ricevuto l’unzione dei malati. Nelle settimane scorse catechisti e animatori li avevano preparati per ricevere questo sacramento.

Mi edifica sempre la fede con cui questi fratelli vivono la Messa e questo sacramento. Qui poi c’è una “parola magica” che non abbiamo in italiano: estoy conforme; vuol dire “accetto dal Signore quello che lui decida”, “mi sta bene quello che vuole il Signore”. È la traduzione in linguaggio popolare del fiat di Maria. E in questo il popolo dominicano si rivela realmente mariano!

Oggi pomeriggio abbiamo avuto la messa dei malati in occasione della Giornata Mondiale del Malato. Alle tre del pomeriggio hanno cominciato ad arrivare i vari malati, chi più chi meno grave. Quelli che non potevano camminare sono stati ausiliati da un fervente gruppo di parrocchiani che hanno posto a disposizione il loro mezzo di trasporto per rendere possibile la cosa. Anche la camionetta della parrocchia e l’ambulanza hanno funzionato a tutto regime.

Mi ha colpito una cosa: che nonostante ci fosse solo la metà della parrocchia rispetto all’anno scorso, non si è vista tanta differenza nella partecipazione.

Ho dovuto insistere abbastanza sul fatto di portare i malati gravi, perché c’era chi diceva che i malati gravi non possono sopportare la messa. E la realtà è invece che queste messe dei malati si fanno in maniera che proprio i più gravi abbiano la possibilità di vivere, almeno una volta all’anno, la grazia dell’Eucaristia.

Alla fine ci sono stati timidi ringraziamenti per guarigioni avvenute. Al principio della mia permanenza qui mi facevo tante domande se era vero o se era suggestione, adesso il Signore mi ha fatto capire che anche la suggestione è liberazione. E d’altronde non è lo stesso che fanno i medici con i placebo? E c’è gente che sta meglio per un placebo! Quanto più quando invochiamo su di loro il potere guaritore del Signore Gesù!

Ho visitato stasera una signora sui cinquant’anni, o forse meno. Ha una gastrite molto forte, e non si sente di uscire.

Mi ci ha portato Germania, la moglie di Marcial. Io avevo capito che era per darle l’unzione, ma in realtà il caso non era quello, è che Germania voleva vedere se con la mia presenza si decideva ad avvicinarsi un po’ di più alla chiesa.

E sembra che l’effetto sia stato ottenuto. C’è anche stato il marito che ha detto che è disposto a sposarsi quando la moglie lo dica, solo insisteva che lei deve decidersi a frequentare la chiesa.

È stato bello vedere un marito più di fede della moglie!!!

Stasera ho passato mezz’oretta al distaccamento della polizia. Uno studente della nostra scuola serale era uscito un momento in orario di scuola, e quando un poliziotto l’ha fermato con quello che lo portava sulla moto, si è lasciato scappare una parola del gatto.

Siamo andati quindi con Germania, la direttrice docente, per farlo liberare. Erano già le otto passate. Il poliziotto di turno ci ha detto che dovevamo aspettare il sergente. Purtroppo però questi non arrivava.

Alla fine il poliziotto di turno si è deciso di consegnarci il giovane. Mi ha dato l’idea di fare una signorata, anche se ha contravvenuto, coscientemente, alla regola di aspettare il sergente.

Sono stato edificato!

Ho dato oggi pomeriggio l’unzione a una malata terminale che sembrava in stato di coma: occhi chiusi, non reagiva, non parlava.

Due cose mi sono rimaste impresse.

La prima, che prima dell’unzione, nel parlare al suo cuore dell’amore di Dio, il suo respiro è diventato più veloce, segno che in realtà la donna sentiva benissimo quello che le dicevo.

La seconda, che quando la figlia l’ha scoperta per ungerla in varie parti del corpo, ho sentito un odore nauseabondo. Il corpo era pieno di piaghe da decubito, in molti punti del corpo. La visione, e soprattutto l’odore, mi hanno spinto a finire alla svelta.

La figlia mi ha poi detto che ha un tumore terminale.

9:48 pm

Scuola serale

Per la prima volta dopo vari mesi sono riuscito a fare un salto alla scuola serale.

Germania, la direttrice docente, mi sembra che stia portando avanti il lavoro molto bene. I professori sono sullo stanchi, arrivano tardi. Germania ha approfittato stasera per rimotivarli, e anche io ho speso le mie due parole.

Abbiamo anche accordato che da giovedì Eladio comincia a fare lezione di informatica nel nuovo laboratorio. Il giovedì lavorerà con circa la metà degli studenti, e il martedì con l’altra metà.

Tra gli studenti ci sono state varie defezioni, e c’è anche il caso di un’animatrice di CEB che sta demotivando i suoi compagni dal continuare gli studi (sic!).

10:40 pm

Un nuovo settore

La serata è stata dedicata a una riunione con tutte le persone impegnate del Chimbú per costituire un nuovo settore. Si chiamerà “Spirito Santo”, ed è smembrato dal settore Altagracia, che adesso rimane limitato a Ponce.

Ponce e il Chimbú costituiscono la parte più bassa della parrocchia Divina Misericordia. A Ponce la gente è soprattutto fatta di nativi, neri, ex tagliatori di canna da zucchero. Invece il Chimbú si è formato poco a poco in questi ultimi trent’anni. La gente di Ponce che era proprietaria di quelle terre le ha vendute, e chi ha comprato si è fatto la sua casa. Adesso nel Chimbú vivono 6/700 famiglie.

Nella riunione abbiamo dialogato insieme di cosa è e fa il responsabile di settore, e della sua relazione con la comunità. È venuto fuori il ritratto di una persona di chiesa che anima e suscita il dialogo e il discernimento comunitario, obbediente al parroco e capace di suscitare comunione e azione.

Alla fine la gente ha scelto quella che forse era l’unica candidata matura, Bernarda, la quale viene da una lunga esperienza ecclesiale, nella parrocchia di Santiago el Menor, nel Capotillo, e, da ultimo, lì dove vive adesso.

La cosa bella è che tra i candidati sono stati menzionati altri uomini e donne, alcuni con pochi anni di vita di chiesa alle spalle, ma abbastanza maturi. Il fatto poi che insieme abbiamo cercato i loro lati positivi e le loro carenze, con l’accento sui primi, credo che li abbia aiutati a sentire che il loro sforzo per maturare è visto e riconosciuto dalla comunità.

Durante la riunione ho vissuto una piccola conversione. Quando abbiamo iniziato mi dicevo: Che poca gente! Era che mi aspettavo che fossero di più le persone impegnate. E in realtà non sono molte di più delle venti che c’erano. Invece quando siamo arrivati alla fine, nel cuore e anche a voce ho ringraziato il Signore, perché ho visto una maturità comunitaria che mi ha stupito. E insieme non abbiamo potuto far altro che ringraziare il Signore a piena voce.

Per cui anche qui scrivo: Grazie, Signore, molte grazie!


il nuovo Laboratorio di Informatica della scuola primaria

Finalmente ho la foto del nuovo laboratorio di informatica della scuola.

Ci sono 40 computer, disposti lungo le quattro pareti dell’aula, che è ben grande, e ha dimensioni di 18×5 metri.


il server del Laboratorio di Informatica della scuola primaria

Il server, come si può vedere, ha al suo fianco i switch che permettono il collegamento dei cavi UTP dei clienti, C’è poi il router e gli altri apparati che servono per collegarsi a internet, in tecnologia frame relay a 128 kbit/sec. La connessione ci è stata data nell’ambito di un progetto del governo che vuol portare internet a tutte le scuole.

C’è un po’ di groviglio di cavi, spero di risolverlo prima o poi…

I vari gruppi di adolescenti e giovani delle parrocchie Santa Margarita e Divina Misericordia hanno avuto oggi un momento di incontro e conoscenza reciproca nel Parco Mirador Norte.

Buona la partecipazione, circa 120/140 ragazzi. Hanno ricevuto una piccola istruzione di carattere psico-caratteriale, e soprattutto se la sono spassata giocando. Non è mancato un gioco per conoscere di più qualcuno ancora non conosciuto.

Sono stato là solo nella parte finale, approfittando per mettere a posto qualcosa di quello che mi era rimasto indietro i giorni di Salvador, ma quell’oretta me la sono proprio goduta!

Il viaggio per tornare alla missione è un po’ tormentato. Era programmato che arrivassi ieri sera, e invece sono ancora a Panama, in un albergo gentilmente offerto dalla compagnia aerea, e qui scrivo da un centro di internet a pagamento.

Il secondo aereo, quello che ci doveva portare da São Paulo a Panama, non e partito a causa, sembra, di un ritardo che ha costretto i piloti a riposare, e quindi dalle due di pomeriggio che dovevamo partire siamo slittati a stamattina alle cinque. Dall’albergo ci hanno fatto partire a mezzanotte e mezza, e cosi mi farò 24/25 ore senza dormire. Pazienza!

Volevo scrivere gia da São Paulo, ma il costo era eccessivo, qua è più agevole, prendono solo un dollaro l’ora.

In aeroporto qui a Panama ho ritrovado don Ennio, un prete torinese che da molti anni lavora in Guatemala, e stato stupito di vedermi, pensava che me ne fossi andato in giro… Gli ho spiegato degli inconvenienti, e non ha potuto che compiangermi.

Riparto stamattina da Salvador per Santo Domingo. Ho l’aereo con Varig alle nove e venti, poi il cambio a São Paulo, e via Panama alle undici di sera dovrei atterrare a Santo Domingo.

10:22 pm

Yemanjá

Questo nome strano mi era perfettamente sconosciuto fino ad oggi. È il nome di una specie di divinità africana che qui a Salvador ancora oggi è venerata. In particolare il 2 febbraio di ogni anno fedeli devoti portano alla foce del Rio Vermelho offerte floreali, che vengono portate in alto mare e lì abbandonate alle acque.

Vi domanderete come è possibile che ancora oggi si veneri una divinità pagana in un paese “cattolico” come il Brasile. La risposta è facile da capire se si intuisce come avvenne la cristianizzazione dei negri (qui, come a Santo Domingo e negli altri paesi latino americani). Ad essi i loro padroni proponevano il cattolicesimo, e li battezzavano senza preoccuparsi di far loro una catechesi. Così le credenze africane continuavano, rivestendosi del culto dei santi cattolico. In particolare, Yemanjá, la divinita delle acque, venne rivestita dell’immagine cattolica della vergine Maria, e la festa, che era festa di offerte floreali popolari, venne celebrata nel giorno in cui la vergina portava il bambino Gesù al tempio per offrirlo al Signore.

Quello che abbiamo visto oggi pomeriggio a Salvador e stata una gran affluenza di gente alla foce del Rio Vermelho, con tantissime bancarelle e gente che vendeva qualche cosa. A partire dal primo pomeriggio si vedevano arrivare persone sole, soprattutto donne (le cosiddette Bayane, con il loro caratteristico vestito bianco), ma anche gruppi di giovani, e tutti avevano in mano o in cesti corone di fiori, a volte con in mezzo al cesto una statua della madonna o di un’altra immagine femminile. Tutti si recavano alla spiaggia, montavano in una barca, e in alto mare offrivano i fiori.

Per chi capisce qualche parola di portoghese c’è una spiegazione molto piu chiara alla pagina http://pt.wikipedia.org/wiki/Iemanjá; o, in inglese, http:/en.wikipedia.org/Yemaja.

Oggi pomeriggio abbiamo visitato Salvador. È la capitale dello stato brasiliano di Bahía (turisticamente si conosce in Italia come Salvador de Bahía), ed è stata la prima capitale del Brasile, grazie soprattutto all’amplissima baia su cui si affaccia. I portoghesi degli inizi del cinquecento non avevano molti altri punti di approdo, perche la costa del Brasile è tutta una spiaggia. Qui posero quindi il loro quartier generale, commercializzando, al meno in un primo momento, lo zucchero che si estraeva dalla canna.

Abbiamo potuto vedere la parte storica della citta, il Pelourinho, ricca di chiese in stili coloniale e barocco. In particolare il barocco di qui è ricchissimo e doratissimo.

Ci hanno fatto vedere il posto dove venivano puniti pubblicamente gli schiavi. Nella stessa piazza c’è ancora la chiesa della comunità negra, in cui si osservano statue di santi negri, che non si sa se siano stati canonizzati dalla chiesa cattolica o no.

11:05 pm

Teatro popolare

La serata di stasera all’incontro dei missionari italiani è stata dedicata a incontrare un gruppo di giovani brasiliani che fanno teatro popolare. In un’oretta ci hanno presentato uno scorcio della vita quotidiana nel loro paese, con il turista derubato, la prostituta uccisa, la vita della gente che lotta per sopravvivere.

La cosa che piu mi è piaciuta e stato quando tre piccoli commercianti si vedevano minacciati dal comune che li voleva sloggiare per far posto a non so che opera pubblica. Lì hanno preso coscienza che potevano lottare insieme. E la scena si e conclusa con la canzone di Giorgio Gaber, La Libertà: i giovani si sono imparato a memoria il ritornello, in italiano, e l’hanno cantato con il sottofondo della cassetta che veniva riprodotta.

Dopo di loro, c’è stato un gruppo di ragazzi che fanno musica popolare brasiliana con strumenti fatti con materiali riciclati. C’erano almeno una decina di percussioni, con una ragazza che cantava. Il ritmo è stato trascinante per i giovani che avevano fatto teatro, i quali sono saliti sul palco e si sono messi a ballare: una maniera di ballare che sapeva di Africa, come di Africa sapevano i ritmi dei tamburi. Un missionario che lavora in Brasile mi ha spiegato che da questo punto di vista il Brasile è ancora pura Africa, cosa che, da quello che abbiamo visto, nessuno avrebbe potuto negare.

Le relazioni a questo convegno dei fidei donum latino americano sono ben interessanti.

Significativa quella del direttore del servizio della CEI per la cooperazione missionaria delle chiese, mons. Giuseppe Andreozzi, il quale ha presentato lo sviluppo della concezione del servizio dei fidei donum in questi cinquant’anni.

Si è passati dalla situazione in cui i vescovi erano invitati a permettere ai loro preti che lo volessero di andare a lavorare nelle diocesi di missione (è questa la prospettiva dell’enciclica Fidei Donum.

Si è poi iniziato a pensare che le diocesi dovevano assumere in prima persona la passione per la missione, e allora il servizio si vedeva come “una parrocchia della nostra diocesi nel terzo mondo”.

La prospettiva attuale invece è quella della “collaborazione missionaria” tra due chiese: la diocesi, italiana o di un altro paese, pone uno o più suoi sacerdoti a disposizione di un’altra chiesa con meno disponibilità di clero.

L’ampliamento ulteriore è stato degli ultimi anni, pensando ormai che non è solo questione di preti, ma che possono partecipare a questo dono tra chiese sorelle anche i laici. E la cosa mi ha fatto piacere, perché il nostro buon Francesco, Paola, e quanti altri stanno un periodo con noi esprimono questa ricchezza, ricchezza di una chiesa che collabora con vari dei suoi figli.

Di fatto il caso della nostra missione è ormai quasi atipico, perché sembra che nessuna diocesi italiana abbia una parrocchia (o più parrocchie) fissa nella diocesi che riceve la collaborazione: piuttosto, molti preti fidei donum ricevono dal vescovo la parrocchia o l’attività di cui più c’è bisogno. E per esempio il mio compagno di camera di questi giorni, don Marco, di Novara, lavora in Bolivia, come viceparroco in una parrocchia, ma la diocesi ne ha anche un’altra dall’altra parte della città, e negli ultimi anni il vescovo gliel’ha cambiata varie volte. In pratica si direbbe che, nella pratica, la situazione nostra è ancora quella di “una parrocchia di Genova a Santo Domingo”, e di fatto la prospettiva sembra quella di continuare lì o di andarcene. Invece il servizio che la nostra diocesi ha iniziato a Cuba è configurato già in maniera più moderna.