Contributi nella categoria 'Comunità missionaria'

Per quelli di voi che hanno buona memoria, Floirán è il professore al quale ear morto in giugno scorso uno studente in una gita al parco Mirador Norte.

Passati già sei mesi, ho voluto sedermi con lui per considerare le mancanze che sono state all’origine di questa tragedia: soprattutto l’essere andato al parco senza nessun altro adulto con lui. Da ciò è dipesa la morte di Álvaro, nel senso che i ragazzini che erano in barca sul lago nessuno stava a vedere cosa facessero.

Floirán, al farglielo notare, ha ammesso che è stata un’incuria sua quella di partire per il parco a ‘sta maniera, senza neppure avvisare la direzione del fatto che non erano venuti gli adulti che dovevano accompagnarlo.

E poi anche il fatto che la gita aveva ben poco di didattico. Di fatto delle tre ore che avrebbero passato nel parco, solo due mezz’ore sarebbero state destinate a esaminare la natura: prima mezz’ora per le piante e poi l’altra mezz’ora per gli animali. Anche se non ho capito dove sono gli animali in quel parco…

Comunque è abbastanza confermata l’impressione di Miguel, il direttore docente, che Floirán è una persona abbastanza di testa dura e ostinato nelle sue cose. Anch’io in questa circostanza mi sarei aspettato da lui un aspetto più umile, mentre che ha difeso a spada tratta, eccetto il fatto dei genitori mancanti, il suo operato.

Oggi in tutte le parrocchie della diocesi abbiamo fatto l’adorazione eucaristica in preparazione al lancio del nuovo piano pastorale diocesano.

Noi l’abbiamo organizzata per settore, e di qualche settore sono venute una quarantina di persone.

I più carenti: i giovani, solo una decina, e i ministri, per i quali c’era un turno ma sembra che non se n’erano resi conto.

L’adorazione è durata dalle 7 e mezza di mattina fino alle 7 di sera, senza interruzione.

Mi ha dato gran conforto vedere la bella partecipazione!

Stamattina abbiamo iniziato un piccolo lavoretto nella cappella superiore: una parete di divisione.

In pratica è già da un po’ di tempo che la cappella di sopra non si usa, a parte qualche momento di adorazione in cui non si riempie mai.

E, dall’altra parte, non abbiamo attualmente un salone per riunioni.

Così dividiamo in due la cappella: la stessa rimarrà grande la metà, e il resto sarà usabile come salone. Soprattutto i giovani sono stati entusiasti dell’idea, perché ultimamente dovevano riunirsi in chiesa, con molti inconvenienti.

In due settimane si dovrebbe finire.

Ciao a tutti!

Dopo la pausa delle vacanze in Italia, sono ormai di nuovo nella mischia, insieme alla mia gente.

Intanto una prima cosa: durante la mia assenza hanno lavorato sodo! Sotto la guida di Marcial, uno dei due candidati diaconi, hanno fatto la novena della Madonna della Altagrazia, e celebrato la sua festa, in una maniera eccezionale: a Messa il giorno della festa c’era il doppio del numero che avevamo gli anni precedenti!

Ha influito e aiutato il fatto che tra qualche giorno avremo il lancio del nuovo piano pastorale diocesano, il terzo da quando si è iniziato a farli. Questo piano pastorale è stato lavorato abbastanza anche nelle parrocchie. È da tre anni che se ne parla, e la gente ha voglia di vedere cosa è. C’è molta aspettativa!

Giovedì in tutte le parrocchie si farà una giornata di adorazione eucaristica. Noi cominceremo con la messa alle 7 di mattina, e poi ci saranno i turni di adorazione, che impegneranno i vari settori della parrocchia, più i ministri e i giovani. Alle 7 di sera concluderemo con la Messa, chiedendo la partecipazione soprattutto di quelli che non hanno potuto partecipare di mattina.

Oggi invece, nella riunione degli animatori di comunità, abbiamo trattato un tema per motivare la partecipazione all’attività di domenica. Ne è venuto fuori un momento molto bello, nel quale tra l’altro abbiamo fatto l’esercizio di sognare come sarà la chiesa e la vita della nostra parrocchia con il nuovo piano pastorale. L’esercizio è durato solo mezzo minuto, ma quando ho detto agli animatori di smettere, quasi tutti in coro mi hanno detto, mezzo sottovoce: “Nooo”. E di fatto poi nella condivisione di questi sogni sono venute fuori situazioni molto belle. Ho approfittato quindi per spiegare la importanza di sognare l’azione di Dio in mezzo a noi e le sue opere, ciò che equivale a guardare al futuro con ottimismo e speranza.

In questi giorni gli animatori riproporranno l’attività alle loro Comunità Ecclesiali di Base (CEB). Chiedo al Signore che anche lì possano toccare con mano che il nuovo piano pastorale può darci qualcosa di veramente bello, se lo accogliamo con amore e fiducia.

Oggi pomeriggio mi sono messo a dare una scorsa al programma delle lezioni fatte ai candidati ministri, e ho tirato giù una cinquantina di temi che possono essere domande di esame.

Penso di dare ad ognuno due o tre domande aperte, da sviluppare per lo meno in mezza pagina, per iscritto.

Dopodomani, se riesco, voglio fare un incontro di ripasso, che gli serva anche per avere un’idea di come si svolge l’esame.

Poi la prova vera e propria sarà giovedì della settimana prossima.

So benissimo che riusciranno a scrivere ben poco, e non so quanto potrò basarmi sui risultati per una valutazione di idoenità.

Mi interessa però che facciano lo sforzo e cerchino di studiare qualcosa.

2:28 pm

Due messe

Stamattina ho detto le due messe.

Alla messa delle 7 ho notato che la gente arrivava molto tardi. Quando abbiamo cominciato la messa alle 7.05 c’era la metà della gente del solito. Poi sono arrivati.

Dopo la messa ho chiesto a Marcial se si immaginava come mai. Lui mi ha risposto con due cose:

  • il buio: alle 6 e mezza non ci si vedeva ancora nulla, e non c’era di luce (black-out);
  • la paura: succedono troppi atti di delinquenza, e la gente ha paura ad uscire di casa quando non ci si vede

Invece alla messa dei giovani c’era un bel pienone (di sotto, non di sopra). Il coro come sempre ha cantato molto bene, anche se dovrò dirgli di nuovo di non fare tanto baccano con le percussioni.

2:23 pm

Baci e abbracci

Accoglienza molto bella stamattina dopo la messa.

Mi sono messo in fondo alla chiesa per salutare la gente, ed è stato un momento molto bello, per loro e per me.

Mi ha colpito una signora che mi ha detto: “Grazie per essere tornato”, e il tono faceva pensare che avesse il dubbio che non sarei tornato.

Ieri sera sono ritornato a casa! Nessun problema con il viaggio solo un po’ di ritardo.

E il risveglio non è stato difficile, anche se la giornata la prenderò con calma. Farò un salto a una riunione dei consigli pastorali della zona per preparare il nuovo piano pastorale diocesano, e dovrò mettermi a posto quello che ho portato in qua da Genova.

Approfitto di qualche settimana di vacanza a Genova, dalla mia famiglia, per scrivervi con più calma questa lettera, che vuole essere innanzitutto un ringraziamento al Signore per tutto quello che la Missione Diocesana di Santo Domingo ha potuto essere in quest’anno, e quindi un ringraziamento anche a ciascuno di voi, che, ognuno da casa sua, con l’attenzione amorosa, l’offerta del lavoro, del sacrificio e della preghiera, ci siete stati vicini.

È stato un anno intenso, e anche un anno molto particolare. Provo a scrivere le cose principali, perché aiutino me e voi ad amare sempre più quel Signore che ha reso possibile tutto questo.

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Una cosa molto bella che abbiamo vissuto è stata la presenza con noi di Paola Longhi, una sorella di Quinto che per la seconda volta è venuta a passare qualche mese con noi. Paola è stata per noi un dono grande, con la sua femminilità laica, che si è integrata molto bene nella comunità della Missione.

Paola si è integrata nel lavoro della nostra scuola, aiutando la direzione e lo psicologo a trattare un caso abbastanza difficile: una bambina che subiva violenze sessuali in casa da parte del patrigno. La mamma dipendeva economicamente dal marito, e per questo non aveva il coraggio di far uscire alla luce la situazione. Il problema si è manifestato perché la bambina ha cominciato a rinchiudersi in un mutismo preoccupante, e a scuola se ne sono resi conto. Lo psicologo ha parlato con la bambina, ma senza troppi risultati. Così del caso si sono fatti carico Paola, lo stesso psicologo, e la vice direttrice. Hanno portato avanti una serie di riunioni, prima con la madre, poi con il marito della donna. Per Paola è stata un’esperienza significativa, che le ha permesso di entrare in contatto con la vita concreta di una famiglia, e di dare il suo contributo di esperienza.

Ma l’esperienza di Paola si è vista soprattutto nel lancio del gruppo di auto-aiuto. Il lavoro ormai decennale che Paola realizza a Genova con genitori di tossicodipendenti, con malati di cancro e altre persone che vivono situazioni difficili si è concretizzato anche nel tessuto della Missione. Riunendo una decina di uomini e donne, Paola li ha accompagnati in modo che possano a loro volta aiutare altri con questo tipo di cammino. L’esiguità del tempo a disposizione ha lasciato il discorso aperto, e chiediamo al Signore che Paola possa tornare e portare avanti questo lavoro.

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Nella scuola e nella parrocchia Santa Margarita abbiamo invece vissuto una situazione di prova. Una maestra che lavorava come direttrice docente della scuola serale già da tempo aveva difficoltà a vivere una collaborazione serena con il sottoscritto e con il resto dei collaboratori. La cosa si manifestava periodicamente in atti di disobbedienza su cose importanti, in conflitti con membri della Associazione di Genitori, in parole violente verso gli studenti e altre persone.

La situazione, analizzata in ripetute occasioni con il Consiglio Pastorale della Parrocchia, era arrivata a un punto tale che si è dovuto decidere l’allontanamento della direttrice. Pur avendo cercato i momenti e le forme migliori per comunicarle la decisione, il risultato è stato che ella si è risentita fortemente. In presenza del sottoscritto, e anche in presenza dei maestri che lavoravano con lei si è espressa varie volte con foga e anche con rabbia, lamentandosi di essere stata calpestata e trattata a pesci in faccia. La cosa è uscita pure in una riunione di direttori della zona didattica. La situazione è evoluta in maniera peggiore del dovuto per il marito, che era del gruppo dei maestri della scuola serale, e che naturalmente le ha dato man forte. Inoltre tutti i maestri della scuola serale si sono schierati con lei, e tre di essi, tutti evangelici, se ne sono voluti andare dalla scuola. La prova è continuata quando si è scelto il sostituto, perché al non scegliere uno dei maestri suoi collaboratori, gli stessi si sono ulteriormente risentiti. La nuova direttrice, che fa la maestra nel turno del pomeriggio, si è trovata a dover gestire una situazione incandescente, che solo adesso, dopo quattro mesi, sta cominciando ad assumere i toni della normalità.

Questa situazione si è potuta gestire grazie alla compattezza della Parrocchia e dell’Associazione dei Genitori della Scuola, che condividevano e vedevano chiaramente la necessità del cambio. E per me è stato importante anche sapere della preghiera di tanti fratelli e sorelle, al di là dell’Oceano, nella Chiesa che mi ha inviato.

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Continuando a parlare della scuola, nel Liceo questo è stato l’anno dell’informatica. Già si impartiva la materia, prevista dai programmi ministeriali, ma solo in maniera teorica, per la mancanza di un laboratorio. Grazie al Signore, abbiamo avuto questo e altro. Come?

  • Un locale che prima usavo come mio ufficio si è ampliato ed ha potuto alloggiare 13 computer. Sfruttando una tecnologia server-cliente su piattaforma Linux si è potuto realizzare un laboratorio economico ma tecnologicamente all’avanguardia. L’uso di Linux invece di Windows ci ha evitato i costi esorbitanti delle licenze software. E per le macchine clienti non ci sarà bisogno di aggiornarne l’hardware periodicamente, perché si collegano al server, e i programmi girano su quello.
    La presenza di questo laboratorio, anche se limitato (le classi sono di 30 alunni), ha permesso di dare il complemento pratico necessario. Anzi, durante l’estate si è cominciato a tutta birra con un corso accelerato, che hanno frequentato una trentina di ragazzi.
  • La seconda realizzazione è stato il corso di amministratore di sistema. Il Signore mi ha fatto incontrare un ex professore universitario che ha messo su una fondazione per la promozione del software libero. Costui ci ha offerto la possibilità di un corso base di informatica avanzata per trenta studenti della scuola. La cosa bella è che gli studenti hanno accolto con entusiasmo la cosa, soprattutto perché dal dialogo con il professore è emerso che saranno concrete le possibilità di lavoro. I genitori, dal canto loro, sono più che contenti, considerando anche che il corso costerà alle famiglie 150 pesos settimanali (quattro euro) compresi gli spostamenti, quando altri corsi che si trovano in giro costano qualcosa come 500 pesos mensili solo per il corso.

Tutto questo mi riempie di gioia, perché significa opportunità per i nostri ragazzi di inserirsi meglio nel mondo del lavoro e nell’università. Al tempo stesso, ci spinge a mettere ancora più impegno nel dare spessore umano e cristiano al cammino formativo del Centro Educativo.

A questo riguardo, tutti gli anni, in Quaresima facciamo dei momenti di ritiro spirituale per gli studenti: a gruppi di 60, andiamo in una casa molto adatta, e lì cerchiamo di far scoprire ai ragazzi la bellezza del cammino di fede nella chiesa. Non è facile, perché solo una piccola parte dei nostri studenti vengono a Messa. Al tempo stesso è meno difficile di quello che sarebbe qui, perché nella cultura dominicana la religiosità è vista con interesse e non con sospetto come in Italia. E in questi ritiri si risolvono anche tanti conflitti tra studenti della stessa classe, alcuni ragazzi cominciano ad avvicinarsi ai gruppi giovanili della parrocchia, e a giudizio unanime dei professori l’impegno nelle lezioni diventa maggiore.

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Per finire con la scuola, in quest’estate che è passata abbiamo potuto realizzare la terminazione di un pezzo di edificio che era rimasto inconcluso: mancava una parte di intonaco, e il tetto era rimasto indeterminato, nel senso che bisognava decidere se si lasciava come era o si aggiungeva un altro piano. Alla fine abbiamo optato per la seconda soluzione, ma realizzando una struttura leggera in travi di acciaio perché il cemento armato non offriva le adeguate garanzie per la sicurezza dell’edificio.

Ne è venuto fuori una terminazione inconsueta, forse, ma funzionale. Il costo: attorno ai 100.000 dollari. Qui sono venute bene le varie offerte, che, silenziosamente ma in maniera costante, molti di voi hanno inviato. Quando l’ingegnere mi aveva dato il preventivo, con tutti i dettagli dei costi, all’inizio mi ero spaventato, ma alla fine mi sono detto: valeva la pena. Adesso, a lavoro concluso, con spazi in più a disposizione, e con un’aula in più che ci ha permesso di iscrivere più bambini, il mio cuore ringrazia solo il Signore. E, naturalmente, anche ognuno di voi, che siete stati suo strumento per quest’opera meravigliosa.

Adesso, se il Signore ci aiuta, per l’estate prossima si pensa di aggiungere un piano all’altro edificio. Lì alloggeremo il Laboratorio di Informatica della scuola primaria, in maniera che già dalla quinta possano cominciare a prendere dimestichezza con i computer. Oltre a ciò, alloggerà un’aula per l’educazione artistica ed una sala per la biblioteca. Il preventivo dovrebbe essere sui 90.000 dollari, una parte dei quali speriamo di riceverli dalla Regione Liguria. E sono sicuro che la Provvidenza non ci farà mancare il resto.

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La Parrocchia di Santiago el Menor ha vissuto un momento speciale quando sono stati inaugurati i lavori di rimodellazione della chiesa. Don Franco si è fatto in quattro perché tutto rimanesse perfetto, e bisogna dire che c’è riuscito. Il cardinale di Santo Domingo, venuto per l’inaugurazione, ha detto di trovarsi nella “Basilica del Guaricano”. I lavori hanno compreso la costruzione del nuovo presbiterio, l’allargamento della navata, l’intonacatura di una parete mezza nascosta, e la plafoniera che ha finalmente nascosto il tetto in lamiera. Oltre a questo, la parte esterna è stata rimodellata completamente, e resa bella dallo studio architettonico realizzato da una sorella architetta.

La gente è orgogliosa, e finalmente sente di avere una vera chiesa. Un locale più accogliente è segno di una chiesa-comunità più aperta. La domenica seguente all’inaugurazione, don Franco pensava di vedere spazi vuoti in chiesa. Invece, il nuovo spazio in più ha subito trovato chi lo riempisse. Ed è vero che a volte la gente non viene a Messa perché non sa dove sedersi! A don Franco vanno i complimenti di tutti noi!

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La parrocchia di Santa Margarita sta vivendo un momento molto bello, con due uomini sposati che si stanno preparando per essere ordinati diaconi. Marcial e Juan Luis hanno cominciato l’ultimo anno degli studi teologici (sono tre in tutto). Hanno ricevuto il ministero del lettorato, e in questi giorni, purtroppo me lo perdo, il ministero dell’accolitato. Tutta la parrocchia si sente con una gioia grande, perché vede l’opera di Dio nella crescita di questi fratelli.

Per loro la preparazione al diaconato significa un impegno forte per vivere la chiesa e il servizio pieno e disinteressato in essa. Per Marcial l’ordinazione sarà, a Dio piacendo, nel giugno prossimo, mentre Juan Luis farà prima un anno di più intensa pratica pastorale. Questi frutti sono la cosa più bella, più ancora che tante opere di ingegneria, perché è lo stesso Spirito Santo che suscita nei cuori la generosità e la voglia di servire.

Alla celebrazione del lettorato c’era anche suor Cristina. Cristina è un altro frutto dell’evangelizzazione che con l’aiuto del Signore si realizza nella Missione. Tre anni fa aveva iniziato la formazione religiosa nella casa madre delle nostre suore Brignoline, e il 18 Aprile, in Guaricano, ha emesso i primi voti, nelle mani della madre generale suor Daniela, e con la presenza del vescovo ausiliare di Santo Domingo, mons. Amancio Escapa. Anche questo evento è stato un dono specialissimo per la nostra comunità missionaria. L’arrivo di suor Cristina in comunità ha reso più leggera la partenza di suor Roberta, chiamata dalla congregazione ad altro servizio.

E le cose belle non sono finite, perché quest’anno abbiamo avuto l’ingresso di un nuovo giovane della parrocchia al Seminario Minore. Miguel Angel si è aggiunto a Heriberto e Willy, che già erano entrati l’anno scorso. Il Signore mi fa il regalo grande di vedere sbocciare queste vocazioni. Sono solo all’inizio, e dovranno passare molte prove, però sono comunque segno del Signore Gesù che è vivo e continua ad affascinare giovani perché si mettano al suo servizio!

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Ma l’avvenimento principale di quest’anno è stata senz’altro la visita del Cardinal Bertone. Ai primi di settembre è venuto a visitare la Missione, e si è fermato con noi dieci giorni. Sono stati giorni di grazia, anzitutto perché la nostra piccola vita comunitaria è stata arricchita dalla presenza affabile e umana del nostro pastore e di don Stefano, il suo segretario. Ma anche perché le comunità parrocchiali hanno potuto incontrare colui che ha inviato noi preti. Gli incontri nelle parrocchie sono stati momenti di sentire ecclesiale grande. La gente del Guaricano si è sentita amata dalla chiesa genovese!

Il cardinal Bertone ha potuto incontrare anche il presbiterio di Santo Domingo. Non ho potuto essere presente quel giorno a causa di un malessere: ma pochi giorni dopo vari preti dominicani, vedendomi, hanno voluto… farmi i complimenti, per la ricchezza umana e pastorale che hanno visto nel nostro vescovo. Con lui siamo anche stati a pranzo dal cardinale di Santo Domingo e dal Nunzio. Al tempo stesso il cardinal Bertone non si è tirato indietro quando si è trattato di visitare i villaggi e di andare nei settori dove le strade sono ancora di fango. Per tutti ha avuto una parola di affetto e di incoraggiamento.

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La visita del nostro arcivescovo è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione. Dal dialogo è emersa la realtà dell’opera della Missione, che ormai ha “dissodato” bene il terreno. Se quando la Missione è arrivata al Guaricano le cose erano agli inizi, adesso ci sono tre parrocchie, un Centro Educativo e un Dispensario Medico che funzionano a pieno ritmo.

Il cardinale ha visto che è ormai il tempo di lasciare camminare il bambino senza sorreggerlo per le braccia. Così le due parrocchie di Santiago el Menor e di Nuestra Señora del Amparo sono state consegnate all’Arcivescovo di Santo Domingo per essere portate avanti dal clero secolare. È stato un momento non facile, per don Franco che ha passato le consegne, e anche per le due parrocchie, che non possono dimenticare i dodici anni camminati con al fianco la chiesa genovese. Ciononostante, la serenità del trapasso ha reso meno pesante il cambio, e il nuovo parroco, il padre dominicano Federico Marcial, che tra le altre cose parla perfettamente l’italiano perché ha studiato per tre anni a Roma, ha iniziato con gioia il suo ministero.

Don Franco, da parte sua, ha effettuato un forte lavoro di programmazione e preparazione delle attività dei prossimi mesi, in maniera che la transizione fosse la più delicata possibile. E il padre Federico, riconoscente, ha potuto rendersi conto di questo ultimo gesto di generosità ricevuto da Genova. A fine novembre don Franco è partito per Genova. I suoi tre anni sono stati fruttuosi: un giovane è entrato in seminario, è stata fatta nascere l’esperienza dei Ritiri di Evangelizzazione già ben collaudata in Santa Margarita, ed è stato notevole l’impulso dato a tutte le attività parrocchiali, soprattutto a quelle giovanili.

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La visita del card. Bertone ha permesso di delineare anche i progetti futuri: come far fruttare al meglio le offerte che da tante persone generose arrivano alla missione, in maniera libera o come adozioni a distanza?

Oltre al lavoro che già si sta portando avanti, con il Consultorio Medico e il Centro di Nutrizione per Bambini Poveri e Denutriti, il card. ci ha indicato un’altra direttrice importante: cominciare a costruire la nuova chiesa di Santa Margarita. Questa parrocchia ha già una tettoia, peraltro abbastanza funzionale. Però c’è un terreno nuovo, donato già due anni fa da una banca dominicana, con la finalità di costruire una chiesa nella parte più bassa della parrocchia. Per la gente la notizia di questo nuovo e forte impegno della chiesa genovese è stata accolta con l’entusiasmo più grande, perché la presenza di una chiesa, con i suoi locali parrocchiali, significa possibilità nuova per la pastorale e per la carità.

I lavori della chiesa nuova saranno affiancati dall’ampliamento della zona dove si trova l’attuale centro parrocchiale: un terreno al lato della tettoia che vi dicevo è estremamente necessario perché la vita parrocchiale continui ad avere un respiro, e stiamo cercando di comprarlo. Per questo vi chiedo soprattutto una preghiera, in modo che le trattative ci conducano a condizioni che ci permettano di realizzare l’acquisto.

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La visita del card. Bertone ha visto anche l’inaugurazione consultorio nuovo. I lavori di costruzione della nuova struttura sono durati quasi un anno. Abbiamo abbandonato i vecchi locali attigui alla parrocchia di Santa Margarita, e sono stati costruiti i nuovi nel giardino della casa. Chi è stato ed ha visto si è reso conto che la nuova struttura è funzionale, ampia ed aperta a progetti futuri.

Ebbene, il 9 Settembre ha visto, oltre al nostro arcivescovo, anche la presenza del card. López Rodríguez, arcivescovo di Santo Domingo, e dell’Ambasciatore Italiano, dott. Giorgio Sfara. Molta gente è intervenuta al solenne atto di inaugurazione, per la gioia di noi preti e delle nostre suore, che lavorano in prima persona nel dispensario.

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Ma il 2004 era anche l’Anno dell’Acqua. Già dalla metà del 2003 in diocesi si era pensato di celebrarlo con la realizzazione di varie opere legate all’acqua nei vari continenti. Per l’America, sarebbe stato portare l’acqua a un piccolo villaggio di 250 famiglie, Duquesa, situato sul limite della parrocchia Santa Margarita.

Don Lorenzo si è messo con molto amore dietro alla realizzazione di questo progetto. Una prima idea di realizzare un pozzo profondo con una pompa per tirare su l’acqua è stato abbandonato per la concomitanza del deposito della spazzatura della capitale. Così si è valorizzato un acquedotto che fino a qualche anno fa portava l’acqua alla piccola comunità, ma che da parecchio tempo non è più in funzione per la rottura dei tubi.

Così, sotto la guida di don Lorenzo, si è realizzata una cisterna di più di 20 metri cubici, nella quale si accumula l’acqua che, intermittentemente, arriva dai vecchi tubi. Da lì, una potente pompa elettrica manda l’acqua verso Duquesa, che è situata su un piccolo altopiano, e che risulta circa 20 metri più in alto del punto dove arrivavano i tubi. Arrivando dentro al villaggio, alcuni rubinetti posti in punti strategici consentono alla gente di rifornirsi dell’acqua necessaria per bere, lavare e lavarsi. La gente della comunità ha aiutato negli scavi, nella messa in posa dei tubi, nella costruzione della cisterna. Cosicché all’impegno della chiesa genovese è corrisposto un impegno anche della comunità locale. Varie persone hanno lavorato vari giorni gratuitamente. Sono gli aspetti belli, che la vostra carità, e le offerte che moltissimi hanno mandato per questo scopo, rende possibili!

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Manca solo una cosa di cui parlare: la nuova ambulanza! Qualche anno fa, una generosa benefattrice ha mandato una somma ingente, perché la Missione si dotasse di un’ambulanza. La cosa è stata realizzata adagio adagio. Non è stato facile individuare il veicolo adatto, comprarlo, adattarlo. Don Lorenzo ha sudato sangue perché tutto fosse fatto bene. Purtroppo non ho foto, ma posso dirvi solo una cosa. L’ambulanza, non ancora inaugurata, ha fatto già due servizi, e Lorenzo ne è stato l’autista.

I prossimi passi da fare sono quelli per formare la comunità dei volontari: autisti, semi-infermieri, telefonisti, ecc. Grazie a Dio si è fatta avanti una associazione che raggruppa vari giovani del Guaricano, con desiderio di dare una mano. Le cose sono in via di definizione, e con l’aiuto di Dio e la vostra preghiera presto l’ambulanza sarà un servizio disponibile per tutti!

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Vi ho parlato poco delle suore. Attualmente sono in quattro.

Suor Modesta è adessa la più vecchia di permanenza nella missione: è arrivata sei anni fa insieme a me e a don Lorenzo. Svolge il suo lavoro nella scuola, insegnando religione nel turno del mattino. Lavora parecchio anche in casa, soprattutto facendo la grande spesa settimanale per la comunità. Inoltre porta avanti il Circolo Vocazionale della Parrocchia, e accompagna vari gruppi di giovani. Suor Modesta è così un punto di riferimento bello della vita di Santa Margarita.

Suor Blessila, in missione da tre anni, è arrivata insieme a Franco. Infermiera professionale, svolge la sua attività nel Dispensario Medico, dove passa le mattinate nella Farmacia e a contatto con il personale medico e paramedico. Silenziosa, lavoratrice, con i suoi scherzi rallegra la vita di casa.

Suor Cristina: di lei già vi ho detto che in aprile è arrivata e ha fatto la sua prima professione religiosa. I tre anni di formazione in Italia l’hanno irrobustita nella preparazione teologica, e la giovane età le rende facile dare la sua testimonianza di amore al Signore e di consacrazione a lui. Attualmente si dedica soprattutto allo studio della pedagogia nell’Università Cattolica di Santo Domingo, dove si prepara per il futuro lavoro nella nostra scuola.

Ultima arrivata, suor Serafina è una donna matura. Indiana, del Kerala (India) come Modesta e Blessila, porta la sua esperienza e la sua preparazione come infermiera. Svolge la funzione di superiora della comunità, e lavora nel Consultorio insieme a suor Blessila. Finora ha un po’ di difficoltà con la lingua (da pochi mesi è arrivata direttamente dall’India), ma la buona volontà è tanta e non tarderà a capire e farsi capire dai dominicani.

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Volevo fare un piccolo resoconto, mi è venuto più lungo del previsto. Ve ne chiedo scusa. Ma sento che in questa maniera mi comincio a “sdebitare” con tanti fratelli e sorelle che hanno sentito come propria, perché di tutta la comunità diocesana genovese, la Missione del Guaricano.

Come avete potuto leggere, l’amore di Dio mette le ali alla carità. Dove dei cuori amano insieme a Cristo, sbocciano i fiori e nascono i miracoli. Quando l’evangelizzazione accompagna la promozione umana, i cuori si aprono a Cristo e le famiglie e le persone guariscono da cancrene pericolose. Gesù è l’unica salvezza, e con il vostro aiuto ci sforziamo di portarlo a tutti. Sappiamo che anche voi, nella nostra amata Genova, vi sentite impegnati per realizzare questo compito meraviglioso. Con l’aiuto di Dio, tutti cerchiamo di portare avanti quest’opera, certi delle parole di Gesù: “Andate e annunciate il Vangelo a ogni creatura. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28,16).

Grazie! Grazie di cuore, a tutti!

…e mi sto riposando troppo.

Per almeno due settimane non voglio fare niente!!!!

Alla messa delle 7 abbiamo festeggiato un bel numero di famiglie che avevano 1 anno, 5, 10, 25 e 50 di matrimonio. Erano una ventina di coppie, molte con i loro figli.

Hanno fatto le letture, hanno portato i doni all’altare.

Alla fine, prima della benedizione, li ho fatti venire davanti a tutti, anno per anno. Il gruppo più numeroso era quello dei 10 anni: 12 coppie!!!

A ogni gruppo, un’altra coppia festeggiata ha detto parole di augurio, e anche uno dei loro bambini ha augurato loro lunga vita e un amore grande.

Naturalmente, dopo la messa “tutti i salmi finiscono in gloria”: torta per tutti i festeggiati!

Stasera ho l’aereo per Parigi-Genova.

Starò in Italia fino al 21 Gennaio.

Spero di riposarmi un po’, e anche di rivedere tanti vecchi amici.

Primi tra tutti, naturalmente, la mia famiglia!

A presto!

Ieri e l’altro ieri i tre seminaristi della nostra parrocchia sono diventati pittori: Willy, Heriberto (mio figlioccio e primo seminarista della parrocchia) e Miguel Ángel hanno passato tre mezze giornate pulendo prima e pitturando dopo le sbarre di ferro esterne della parrocchia, e poi si sono dedicati a dare la pittura a qualche parete che era in cattivo stato.

Hanno lavorato veramente tanto, con passione, anche se non sono mancati i difettucci – tipo che per pitturare il tetto hanno sporcato il pavimento.

Complimenti, ragazzi!

P.S.: Insieme a loro c’erano anche Elvis, un ragazzo di 14 anni che vuole entrare in seminario anche lui, e Jesús, un giovane, sposato, che molte volte da una mano gratuitamente e con impegno.

7:22 am

Laisa

Ieri sera c’era con noi alla Messa di mezzanotte Laisa, una ragazza di 23 anni che ha fatto un’esperienza vocazionale con le nostre suore.

È sempre stata una ragazza eccezionale, e ha dato molto nella pastorale giovanile della parrocchia, con un carattere definito e molta voglia di lavorare.

Da due anni e mezzo ha emigrato agli Stati Uniti con tutta la sua famiglia. Ora è venuta a farsi le vacanze a casa.

Ho potuto parlare con lei abbastanza diffusamente, e vedere che ha ancora nel cuore il desiderio di consacrarsi al Signore. Bene. C’è da pregare per lei.

12:05 am

Recite di Natale

Anche quest’anno i giovani hanno sbulaccato con delle belle recite prima della messa di mezzanotte.

I soggetti, prettamente natalizi, erano presentati in maniera scherzosa. La gente si è divertita moltissimo, e però ha anche ricevuto il messaggio dell’aprire il cuore a Maria e Giuseppe che cercano un posto per il bambino (prima recita) e dell’accoglienza dei poveri alla propria tavola (seconda recita).

È stato addirittura montato un rudimentale telone per assicurare un minimo di effetti scenici.

La preparazione era stata accompagnata da un piccolo “incidente”: giovedì sera, all’ora della Celebrazione Penitenziale, invece di partecipare, confessarsi e unirsi alla comunità parrocchiale, i giovani sono andati da un’altra parte a continuare le prove delle loro recite. Ho dovuto prendere posizione e dire loro chiaramente che avevano fatto male.

Comunque posso dire che il Signore sta accompagnando i passi di questi giovani, perché gli si vede un amore alla chiesa, e una ricerca di Dio che non è solo superficiale. Al diventare adulti credo che saranno bei protagonisti della vita della chiesa.

Abbiamo finito la Messa di Mezzanotte. Le recite dei giovani hanno creato un clima di attenzione e di attesa.

A qualcuno ogni tanto si chiudevano gli occhi, soprattutto a vari bambini piccoli. In generale però si percepiva attenzione e desiderio di incontrarsi con questo Signore che si fa povero tra i poveri.

Il coro ha cantato molto bene. Unico neo: gloria e alleluia mezzi mosci, sembrava di essere in quaresima. Ma dopo si sono ripresi, e l’assemblea ha cantato insieme a loro con entusiasmo.

Il bacio di Gesù Bambino, alla fine, è sempre un gesto che commuove per il desiderio di tutti di toccare con mano il Figlio di Dio.

Anche quest’anno la messa di mezzanotte è stata alle 10. La gente ha paura a muoversi di notte, soprattutto per i black-out e per la delinquenza che impera.

C’è da dire però che ieri sera il governo e l’impresa distributrice dell’energia sono state clementi, perché invece di mandare la luce a mezzanotte l’hanno mandata alle 9, e questo ha reso più facile la partecipazione della gente.

Alla Messa c’erano circa 400 persone: i due terzi di quelli che vengono alla messa principale della domenica. Considerando che un bel po’ di gente va al campo (cioè al loro paese di origine), devo riconoscere che la risposta è stata buona.

Mi ha fatto piacere in particolare vedere la presenza di Juan Antonio, il marito della nostra maestra Nilda, che non viene mai a Messa e che normalmente dà l’idea di non avere interesse per le cose della chiesa.

Stasera, dall 6 alle 9 c’è stata la celebrazione penitenziale.

Nella riunione dei preti si erano dati disponibili in 8, però alla fine sono venuti solo in 5. Grazie a Dio ce la siamo cavata bene!

Don Lorenzo ha confessato tutto il tempo, e così il padre Javier. Invece il padre Lorenzo Vargas ha dovuto andarsene alle 8, e alle 8 e mezza se n’è andato il padre Orlando. Il padre Federico è andato via anche lui verso le 8 e un quarto.

Tra tutti mi hanno aiutato tantissimo! Domani gli telefono per ringraziarli!!!

10:01 pm

Un po’ stanco

Sono un po’ stanco. Da alcune sere abbiamo attività varie, o è al mattino che con l’aguinaldo non posso permettermi di dormire un po’ di più.

Gli ultimi due aguinaldi sono stati martedì e mercoledì.

In più, ieri sera c’è stata la cena della scuola, e sono andato a dormire alle 11 e mezza.

La sera prima il ritiro della scuola serale, e sono andato a dormire alle 11.

Stasera le confessioni, e andrò a dormire un po’ più tardi.

Sveglia tutte queste mattine alle 5.

Ho un po’ paura perché domani sera c’è la Messa della Natività del Signore, e la cominciamo alle 10. Finirà verso le 11 e mezza.

Il mattino seguente, però, la prima messa è alle 9 e mezza.

Che il Signore mi aiuti a non patire il sonno!!!

Oggi eravamo a pranzo in arcivescovado, con tutti i preti della diocesi.

Della nostra zona c’eravamo quasi tutti.

Prima del pranzo c’è stata una presentazione delle nuove mappe del territorio della diocesi, che sono state consengnate agli arcipreti delle zone pastorali. È stato un lavoro costoso (ogni parrocchia ha pagato 1,000 pesos), ma si spera che possa aiutare a lavorare meglio con la settorizzazione delle parrocchie.

Seduti a tavola, mi ha colpito soprattutto la gran quantità di preti neo catecumenali: sono molti di più che nel passato. E spesso nelle parrocchie non si adattano bene alla realtà di qua. Il cammino neo catecumenale sembra essere l’opposto dell’inculturazione: da tutte le parti la stessa maniera di vestirsi, la stessa maniera di suonare la chitarra, gli stessi identici canti, la stessa forma di realizzare e addobbare l’altare, le stesse pitture, con le stesse scritte. Quando un prete neo catecumenale arriva a una parrocchia la trasforma completamente secondo gli standard del cammino, e normalmente porta avanti sostanzialmente solo la pastorale delle comunità neo catecumenali. Per tutto questo è abbastanza preoccupante il fatto che siano sempre di più nella diocesi i preti neo catecumenali.

E stamattina è toccato fare l’aguinaldo ai settori della parte nord della parrocchia, attorno all’attuale centro parrocchiale.

Non si sono viste cose eccezionali, ma all’arrivo alla parrocchia, verso le 6.45, i vari gruppi di settore erano gasatissimi.

C’erano moltissime persone non di chiesa, cosa che mi ha fatto molto piacere, e nella messa ho cercato di dare un messaggio rivolgendomi soprattutto a loro.

Tanti anche i ragazzi e i giovani, alcuni dei quali avevano facce da tigre.

La messa è durata un po’, ma non è pesata: si respirava l’attesa del Natale.

È stato molto bello! Wendy e Danielito hanno presentato i loro temi in maniera molto semplice e concreta.

Il personale c’era tutto: mancava solo Victor, il maestro evangelico, che da quando è iniziato l’anno nuovo si è messo in testa che se non ne ha voglia non viene a scuola.

Un grazie grande al Signore e a tutti quelli che ci hanno accompagnato con la preghiera!!!

Avremo il ritiro della scuola serale, stasera, dalle 6 e mezza alle 9.

Vi chiedo una preghiera!

Lo daranno Wendy e Danielito, che sono la coppia che ci ha aiutato per un anno a far partire la pastorale del SINE.

Stamattina i 4 settori della parte sud della parrocchia hanno fatto il loro aguinaldo.

Alle 5 del mattino da ogni settore è partita una “carovana”, che si è concessa il lusso di passare per tutte le strade del settore a svegliare i dormiglioni.

Mi è piaciuto come si sono organizzati nel settore Arca di Noè, dove avevano vari tamburi, eppure hanno fatto una cosa ben ordinata e senza fracasso inutile.

Altri settori non hanno avuto tanto successo, soprattutto a causa della delinquenza che imperversa e dei blackout che ormai sono permanenti alle prime ore del mattino.

La messa con la quale l’aguinaldo è terminato è stata ben festosa, ed è diventata occasione di evangelizzazione per la presenza di tanti fratelli che non sono propriamente di vita di chiesa assidua, ma che si sono aggiunti volentieri per la tradizione dell’aguinaldo.

Come sempre, non è mancato il té finale aromatizzato con la radice del zenzero (che qui si chiama engibre, pronuncia enhibre.

Scusate se devo correggere quello che ho scritto in un articolo precedente, parlando dell'”acquedotto” di Duquesa.

Non è vero che la gente di Duquesa ha messo la mano d’opera gratis. Hanno voluto essere pagati. Paga da uomo di fatica, 200 pesos al giorno (circa 7 dollari), più il mangiare del mezzogiorno.

Come mi ha detto l’uomo che è stato più a contatto con Lorenzo, “se fosse stato gratis, nessuno avrebbe fatto niente”.

Questo perché ci liberiamo dalle favole del tipo “i poveri sono generosi e altruisti”. Bisogna dire “tra i poveri ci sono persone generose e altruiste”, così come ci sono quelle grette ed egoiste.

È che soprattutto quando la gente di qui sa che ci sono dei soldi nascosti tira subito fuori la parte dritta della schiena fin quando non spuntano i soldi!

Oggi pomeriggio è morto il fratello di Milton, a cui ero andato a dare l’Unzione dei Malati dieci giorni fa.

Aveva l’AIDS, se l’è presa con la vita leggera che fanno i giovani di qui appena hanno in tasca qualche soldo da mettere in mano a una donna.

Il Signore l’ha portato per mano fino a incontrarsi con lui e confessarsi, aiutato da Milton.

Ha preso il volo in pace con il suo Signore.

Ieri sera ero a confessare in una parrocchia della zona, e dopo le confessioni ho scambiato due parole con Javier, un prete di Sabana Perdida.

Lavora insieme a Luis, con cui è molto amico, in due parrocchie vicine di Sabana Perdida. Ciascuno dei due si dedica in particolare a una delle due parrocchie.

Entrambi sono usciti circa 4 anni fa dai Vincenziani e si sono aggregati al clero secolare.

La cosa che mi ha sempre incuriosito è che, nonostante abbiano quasi la stessa età, di vita e di ordinazione, uno dei due, Luis per l’appunto, è parroco di tutte e due, mentre Javier è curato delle stesse.

Chi conosce un po’ la vita del prete sa che fare il curato è abbastanza faticoso, perché il 90% delle decisioni le prende il parroco. E il 95% dei curati non vedono l’ora di diventare parroci.

Così mi sono permesso di dire a Javier che lo ammiro, perché ha accettato questa posizione subalterna, e, apparentemente, non gli pesa.

Ne è nato un dialogo molto bello, dove abbiamo parlato dell’obbedienza, della fatica che costa, ma anche della serenità che da a vivirla; dell’imparare a dipendere da un confratello; del fatto che l’età non significa fare carriera.

Sono tornato a casa edificato. Grazie, Signore!

Stamattina, alle 5, i giovani hanno fatto il loro aguinaldo. L’aguinaldo è una camminata per il barrio, cantando, suonando tamburi e güire, e andando ad alcune case di membri della parrocchia per svegliarli dal loro sonno.

C’erano un centinaio di adolescenti e giovani. Per evitare il rischio connesso con uscire di casa prestissimo hanno passato la notte nella parrocchia. Non è difficile credere che non hanno dormito neanche un minuto.

L’aguinaldo è stato ben organizzato. Un particolare bello è che tutti i gruppi giovanili avevano preparato dei messaggi natalizi, che durante la camminata sono stati consegnati alla gente che si affacciava alle finestre o lasciati sotto le porte.

Si sono uniti anche una ventina di adulti. Gli altri sono arrivati verso le 7, quando l’aguinaldo è ritornato in parrocchia per la Messa. Purtroppo molti giovani si sono lasciati vincere dalla stanchezza e non si sono fermati alla Messa. Questo perché tutti sappiate che non è tutto rose e fiori.

10:21 pm

A comprare…

La giornata di oggi me l’ho passata comprando i prezzi dei pc che finanziamo ai professori della scuola.

Visto che la spesa generale si aggirava sui 250,000 pesos (circa 11,600 euro) non mi sono fidato a mandare qualcuno.

Il risultato è che ho dovuto perderci un sacco di tempo, perché dei pezzi non me li stavano dando come li chiedevo, e ho dovuto darli indietro e cambiarli, ecc.

Risultato: tre ore stamattina e due ore oggi pomeriggi.

Per lunedì mi rimane da comprare le stampanti.

Con il fondo prestiti della parrocchia abbiamo finanziato la compra di computer per i maestri della scuola.

L’occasione è venuta perché il Ministero dell’Educazione ha lanciato un’iniziativa analoga, ma ci siamo resi conto che nonostante lo stato regali 5,000 pesos (un computer costa adesso al dettaglio sui 25,000), con il finanziamento a tre anni il costo era molto superiore a quello che sarebbe costato comprando noi all’ingrosso e mettendo insieme i pezzi.

Di fatto il computer gli viene a costare a questa maniera 16,000 pesos, più quasi 1,000 di contributo spese del fondo, più 500 che gli prende un professore per metterglieli insieme, installargli il software, e stare dietro alla garanzia (se un pezzo si rompe bisogna andare da chi l’ha venduto per la riparazione o il cambio).

In tutto sui 17,500 pesos (circa 625 dollari, 480 euro), che pagheranno in 24 mesi.

Beh, sono contento che gli facciamo risparmiare un po’ di soldi. Ultimamente, gli stipendi dello stato sono letteralmente da fame. Un professore laureato che lavora mattina e pomeriggio guadagna 11,000 pesos al mese (circa 393 dollari, 303 euro).

La scoperta a cui mi riferisco qualche giorno fa nel contributo Scoperta! del 9 di questo mese è stata un abbaglio.

Ho parlato con il ferraio, e mi ha fatto vedere che non è vero che le serrature si incantano se montate al contrario.

Meglio! Avanziamo di fare un lavoraccio inutile!

Naturalmente non con le armi, ma con la forza della Parola di Dio e con il dialogo.

Dall’inizio dell’avvento le CEB nostre stanno lavorando con temi preparati a livello nazionale per educare contro la violenza, e l’impatto è molto interessante:

  • Molti padri e madri di famiglia scoprono che fino ad oggi hanno educato i figli in maniera violenta, e vogliono cambiare.
  • Gli animatori, che moltiplicano i temi con la gente, si rammaricano di non aver potuto ricevere questa formazione quando erano giovani.
  • Si sta cercando di capire quali sono le radici della violenza.
  • Si riflette sul fatto che la violenza fuori della casa e anche dentro si combatte spesso meglio con l’attenzione alle persone che con altra violenza.

Insomma, sta venendo fuori un lavoro molto bello!!!

Stando qui bisogna imparare a capirsene di tutto.

Una cosa di cui non sapevo niente erano i filtranti: buchi che si fanno nel terreno, incamiciati con tubi di 8″ di diametro, perché l’acqua piovana che non si può far uscire da un terreno in orizzontale se ne vada nel sottosuolo.

Ne abbiamo fatto uno nel 2001 nel nuovo terreno della scuola, perché è più basso del livello della strada, e ci si è già tappato due volte.

Stamattina l’abbiamo scoperchiato, e abbiamo dovuto constatare che è pieno di fango. Sto quindi cercando un’appostito camion (ci sono molte ditte che fanno questi lavori) per stapparlo un’altra volta. Ci costerà sui 4-5,000 pesos (circa 125 euro).

Dobbiamo però anche inventarci un sistema perché non si tappi più tanto alla svelta.

Se il Signore ci aiuta tra pochi giorni dovremmo avere un laboratorio di scienze per il liceo.

Sembra che ce lo fornisca un programma che si chiama forciencia (per la scienza) del ministero dell’educazione.

Ho parlato stamattina con l’incaricata del programma, e sembra che ci farebbe avere un laboratorio messo insieme a partire da pezzi appartenenti a laboratori che non si potevano consegnare interi perché gli mancava o si era rotto qualcosa.

Oggi pomeriggio devo fare la richiesta e mandarla subito.

L’incaricata mi ha detto che qualche settimana fa era stata nella nostra parrocchia per una messa di una defunta, e che era stata ben impressionata.

Il Signore fa bene le cose!

C’è stato oggi il ritiro d’avvento, o meglio, i ritiri d’Avvento.

Ce n’è stato uno per tutta la comunità, e uno più semplice per i giovani.

A quello generale c’erano circa 200 persone di mattina e 300 di pomeriggio. L’hanno dato 4 donne del Rinnovamento Carismatico. Hanno fatto una cosa molto equilibrata, una predicazione basata sulla parola di Dio e molto attenta agli aspetti concreti della vita quotidiana. Ho potuto rendermi conto che le parole sono arrivate al cuore di tanti.

A quello dei giovani hanno partecipato in una cinquantina. Il padre José Ramón, il sacerdote giovane che ho chiamato per darlo, si è portato 5 giovani della sua parrocchia, e più che una predica sono state testimonianze, dello stesso padre, prima di tutto, e poi dei giovani che sono venuti con lui.

Quello che più ha colpito i ragazzi è stato quando un giovane ha raccontato come da “tigre” (qui questa parola vuol dire delinquente, approfittatore) ha cambiato vita e si è donato al Signore.

Alla fine il padre José Ramón ha invitato i giovani a valorizzare i tanti doni che hanno attorno a loro. Ha parlato anche della ricchezza che è per la nostra parrocchia il dono di un prete missionario.

Il ritiro si è concluso con un’adorazione eucaristica vissuta in comune da giovani e adulti.

Una bella esperienza, un dono in più del Signore!

Nel consiglio pastorale di stamattina abbiamo letto la circolare del vescovo sull’avvio del nuovo piano pastorale.

C’era una parte dedicata alla settorizzazione delle parrocchie. La nostra è già settorizzata, ma adesso si tratta di rendere più piccoli i settori, cioè di suddividerli in maniera che abbiano attorno alle 1,000 persone (vari settori di adesso ne hanno 4,000, e sono abbastanza ingestibili).

La cosa bella è che la gente che ho nel consiglio pastorale è aperta, ed è disponibile a fare i cambi che si chiedono.

In compenso, perché non pensiate che è tutto rose e fiori, attualmente abbiamo un po’ di difficoltà con il visiteo: delle 500 persone che dovrebbero fare la visita casa per casa, la stanno facendo sì e no un centinaio. E dà l’idea che la gente si scoraggi ogni giorno di più.

Mi sa che dovrò mettermici dietro in una maniera un po’ più diretta, a questo visiteo! Lunedì scorso ho cominciato a fare una messa con le comunità apostoliche di un settore, e ha “riscaldato” abbastanza. Continuo dopodomani, e l’altro lunedì, e poi quando tornerò dalle vacanze.

Mattina e pomeriggio abbiamo avuto il ritiro di avvento per tutto il personale della scuola: direzione, maestri, bidelle, portieri. C’erano tutta la primaria e il liceo. Con la serale lo faremo un altro momento.

L’abbiamo dato io (il primo tema del mattino) e Joseín, un uomo della parrocchia di Constanza, gli altri tre.

Abbiamo messo a fuoco sia di mattino che di pomeriggio prima il carattere generale del tempo liturgico, e poi un aspetto particolare.

I temi ci sono venuti proprio belli, si vedeva il gusto nelle facce di tutti.

C’è stato anche un momento in cui ci siamo scambiati un abbraccio pieno di affetto.

Questo ritiro è stato un grande dono del Signore per noi!

9:05 pm

Scoperta!

Oggi ho scoperto che la metà delle serrature saldate alle porte della scuola è montata alla maniera sbagliata.

Le serrature in questione sono delle Yale italiane, che le vendono in due versioni, per porte che si aprono a destra e per porte che si aprono a sinistra. In soldoni la metà delle serrature sono sbagliate, e quindi sono messe a testa in giù.

Conseguenza: ogni tanto si incantano, e oltre al fastidio di non poter entrare bisogna chiamare il fabbro, il quale con tutta probabibilità non conosce il particolare dei due tipi di serrature.

Mi sono accorto del problema perché ho comprato 8 serrature per le nuove porte dell’ultimo piano costruito, e dal ferramenta mi hanno spiegato la cosa. Ho potuto comprovare subito che la serratura messa a testa in giù si incanta una volta su dieci.

Adesso devo vedere come risolvere il problema…

Stamattina sono andato a confessare e a dare l’unzione dei malati a José, fratello di Milton.

Milton da quasi 10 anni convive con un tumore al cervello che non gli permette lavorare, e che gli rende difficoltoso leggere. Da vari anni attraverso l’esperienza della malattia si è avvicinato alla chiesa, ha fatto il Ritiro di evangelizzazione, e viene a messa quasi tutti i giorni.

Suo fratello José ha l’AIDS. Milton gli ha parlato, giorno dopo giorno, della sua esperienza di fede e del suo cammino con il Signore. Tre giorni fa José ha chiesto di confessarsi, e l’ha fatto stamattina. Dopo la confessione ha ricevuto l’unzione dei malati, con la quale abbiamo chiesto a Cristo il dono della guarigione.

Magrissimo, José non si alza più dal letto, e ha continuamente la diarrea. Milton mi ha parlato anche di tubercolosi, ma a prima vista non sembrerebbe. Se il Signore non lo guarisce, non gli rimangono molti mesi di vita.

Oggi sono andato a confessare nella prima delle 26 parrocchie della nostra zona, dove ci aiutiamo gli uni gli altri per confessare la gente.

In realtà non vado a tutte e 26 le liturgie penitenziali, perché ho impegni in parrocchia che non posso lasciare, come per esempio il corso dei ministri del giovedì.

Stasera la celebrazione penitenziale è stata in San Pablo de la Cruz, dove è parroco il padre Ramón Ozuna, un vecchio amico, che è stato curato della parrocchia di Santiago prima che arrivasse la missione.

Abbiamo confessato dalle 6 e mezza alle 8.

Il padre Ramón, stranamente, non ha confessato nessuno: andava avanti e indietro per la chiesa, controllando che tutto fosse a posto, e dando spunti di riflessione con il microfono ogni tanto. Chi lo capisce è bravo!

Stasera avevamo l’Eucarestia con le 11 comunità apostoliche dei due settori San Francisco e Arca de Noé.

Sono venuti quasi tutti, e con il cuore bello disponibile.

Nella Messa abbiamo valorizzato tutti gli spazi di partecipazione:

  • L’accoglienza a ogni comunità, all’inizio della celebrazione: ogni comunità ha raccontato in che maniera il Signore si è manifestato loro negli incontri di comunità.
  • L’atto penitenziale, nel quale si è lasciato lo spazio per chiedere perdono al Signore per qualche peccato che ancora commettiamo.
  • L’omelia: ho fatto cominciare a loro, una persona per ogni comunità, brevemente, e poi ho continuato io sviluppando il tema del paralitico, che Gesù ha guarito e poi ha messo in cammino, facendolo diventare un segno delle comunità cristiane che accettano la sfida dell’evangelizzazione casa per casa.
  • La preghiera dei fedeli: molti hanno potuto esprimere un’intenzione.
  • La presentazione dei doni: ogni comunità ha deposto nel calice, insieme all’acqua, qualcosa di quello che vive comunemente.
  • Nella preghiera eucaristica, ognuno ha potuto dire il nome di una persona che sta cercando di portare al Signore.
  • La comunione eucaristica è stata data sotto le due specie.
  • Dopo la comunione, tutti hanno espresso il ringraziamento al Signore per qualche aspetto della loro vita che è cambiato in positivo a partire del Ritiro di Evangelizzazione.
  • La benedizione finale è stato l’invio per continuare l’opera dell’evangelizzazione.

Tutti ci siamo goduti questa eucaristia, e spero che oltre all’invito all’impegno missionario abbiamo compreso un po’ di più la ricchezza che abbiamo noi cattolici nel poter partecipare alla Messa tutti i giorni.

Con i catechisti ho dato le istruzioni per selezionari i bambini e i giovani che riceveranno il battesimo, la prima confessione, la prima comunione, e la confermazione.

I catechisti sono circa 100 che lavorano con i bambini e una trentina che lavorano con giovani e adulti. Sono organizzati in centri di catechesi, ogni centro con il suo responsabile.

Con tante persone, nonostante l’impegno di spiegare bene come devono essere fatte le cose, c’è sempre un 10% dei catechisti che non capisce. Pazienza!

Quello che sì si vede è che da un anno all’altro la gente matura.

A livello di catechisti giovani c’è sempre un certo turn-over. Si entusiasmano in settembre, e il 30% non arriva a fine anno.

Non più tardi di un mese fa, Fiol, una catechista (meglio, un’aiuto catechista) di 15 anni se n’è andata a convivere con il suo ragazzo, che neppure la famiglia sapeva che era il suo ragazzo. Mi è spiaciuto abbastanza, perché quando sono arrivato era una bambina di 9 anni, tenerissima, e me la sono vista crescere, nei gruppi di adolescenti e giovani. E adesso… Non posso far altro che pregare per lei, e sperare che capisca che ha fatto un passo falso.

8:53 pm

Pisolino

Oggi pomeriggio dopo un sacco di tempo mi sono fatto un pisolino di due ore.

Quando mi sono tirato sul letto mi sembrava di non addormentarmi, e poi quando è stata l’ora di tirarmi su mi sarei fermato ancora un po’ ben volentieri.

Adesso mi sento più riposato!

La diocesi procede nel lancio del nuovo Piano Pastorale Diocesano, il terzo.

È basato sulla versione diocesana del NIP, e prevede tre tappe:

  • da non popolo a popolo
  • da popolo a popolo di Dio
  • da popolo di Dio a popolo di servitori

Il lavoro si sta portando avanti abbastanza lentamente, in maniera che tutti si possano coinvolgere.

Ci si sta lavorando dal 2001.

In giugno 2005 si dovrebbero dare i primi passi concreti, e iniziare a portare a tutte le famiglie la lettera mensile.

Siamo praticamente alla fine con il progetto per dotare di acqua la comunità di Duquesa, vicino alla discarica della spazzatura.

Lorenzo ci si è messo dietro con tanto amore e con molto lavoro. Si sono sfruttati dei tubi che portavano acqua da una diga, e che erano rotti: l’acqua si perdeva nel terreno.

È stata fatta una cisterna della capienza opportuna (più di 100 metri cubici!), nella quale si accumula l’acqua delle tuberie.

Da lì una pompa la manda in alto verso Duquesa: sono circa 10/15 metri di dislivello, e lì la gente si rifornisce attraverso una serie di rubinetti.

Ieri è stata la prima volta che l’acqua è potuta arrivare a Duquesa, ed è stata una festa grande.

Prima, dovevano far venire dei camion di acqua, e ogni camion (3 metri cubici) gli costava sui 3/400 pesos (equivalenti a circa 10 euro).

Il progetto si è potuto realizzare grazie alla raccolta fatta a Genova in occasione dell’Anno dell’Acqua!

Siamo orgogliosi di aver realizzato questa piccola opera. Piccola, ma che risolve un problema grave di 250 famiglie!

Grazie al Signore, e grazie a tutti quelli che hanno collaborato!

Dopo l’incontro con il card. Bertone, a inizio settembre, adesso è toccato al card. López Rodríguez far lezione ai candidati ministri.

Stasera ha trattato loro il tema dell’amore del prossimo e della giustizia sociale.

Le recenti vicende di casi di corruzione hanno alimentato e reso interessante il contenuto.

Il cardinale ha anche messo a fuoco i rischi del nuovo codice processuale penale, che è più garantista del precedente, con l’idea di evitare tanti abusi, ma che in pratica protegge l’imputato più di quello che protegge le sue vittime.

Nei candidati ministri si vedeva la gioia di avere così vicino il cardinale, che normalmente vedono nella sede della cattedrale o nel piccolo schermo della televisione.

Sono incontri che, come diceva don Franco riguardo al nunzio di qui, ti riconciliano con le istituzioni.

Adesso, tra due settimane, toccherà al nunzio apostolico, che chiuderà in bellezza il corso dei ministri.

Grazie, Signore!

Stasera ci siamo reincontrati con i 65 fratelli e sorelle che hanno fatto il ritiro.

Ci sono stati dei bei testimoni: di rinnovamento della vita della famiglia, di sanazione, di gioia nel Signore.

A me è toccato il tema che introduce il cammino che viene adesso: perseverare.

Abbiamo formato tre gruppi, nei quali si farà la catechesi di approfondimento: uno in parrocchia, uno nella cappella del barrio, uno nei campos.

Se il Signore ci aiuta, questi fratelli e sorelle sembrano ben entusiasti!

9:29 pm

Giornata bella!

La giornata di oggi è stata bella:

– Abbiamo potuto parlare e capirci con i professori sull’ora in più che dovevano coprire.

– Abbiamo fatto la riunione con la Associazione di Genitori del Liceo sull’idea dei corsi di Linux.

– Abbiamo visitato la Fondazione Codice Aperto, e sia i tre studenti che il papà che è venuto sono rimasti entusiasti.

– Di pomeriggio nella riunione degli Animatori di Comunità di Base abbiamo lanciato la nuova serie di incontro sulla non violenza.

– Sono stato al novenario della mamma di Féliz, un giovane che prima di “sposarsi” era nel gruppo giovani di Jacagua, e che adesso si sta riavvicinando.

– Infine sono stato alla Celebrazione ella parola del Mercadito (settore Emmaus), dove ho avuto la possibilità di esortar tutti a viverla come un momento per avvicinare le persone alla chiesa.

– Dopo mangiato, ho lavorato una mezz’oretta sull’articolo Liguria di Wikipedia.

Stamattina con una rappresentanza di studenti e genitori siamo andati a visitare la Fondazione Codice Aperto, che offre corsi e possibilità di pratica su computer equipaggiati con linux.

Un 20-30 studenti selezionati faranno un corso di 200 ore che li portarà a essere dei piccoli amministratori di sistema.

Il direttore della Fondazione ha detto loro che potranno trovare lavoro ben pagato, in Codetel o un’altra impresa grande, ancora prima di uscire dal Liceo.

Se la cosa va in porto, sarà bellissimo!

6:27 am

Vacanze

Sarò in Italia in vacanza dal 26 di Dicembre al 21 di Gennaio.

Ho dato stesura finale alla bozza del regolamento per la cooperativa di risparmio e prestiti del nostro personale.

L’ho messa in maniera che siano loro stessi a amministrarsi, sotto la mia supervisione, i loro soldi. Praticamente di quello che ognuno risparmia si presta agli altri, a un interesse la metà di quello che gli chiede la cooperativa nazionale dei maestri.

Se riusciamo a partire credo che diventa una cosa abbastanza vantaggiosa per loro, in termini economici, e anche di semplicità di gestione.

Adesso, con la cooperativa nazionale, se hanno un problema devono partire e andare alla sede, che è in centro, e perdono una mezza giornata, senza contare i soldi del trasporto.

Domani ci daranno un’occhiata, e penso che faranno varie osservazioni.

Gli ho messo anche che gli utili saranno investiti in un fondo di solidarietà per aiutare i maestri quando si ammalano.

Spero che la cosa vada in porto!

Il secondo giorno di questo ritiro è filato quasi senza inconvenienti.

L’unica cosa è che il mangiare invece che alle dodici e mezza èarrivato all’una e mezza, con conseguente ora di ritardo da cercare di recuperare.

In realtà non era un ritiro, ma due, perché il numero delle persone (circa 70) era difficile da gestire tutti insieme. Così c’erano due ritiri in contemporanea, nei due saloni della scuola, ognuno con la sua équipe di proclamatori (3) e accompagnatori (8).

Da parte mia, ho sostituito un proclamatore, Juan Luis, che non ha potuto partecipare. Oggi mi è toccato il tema sul rinnovamento della chiesa in seguito al Vaticano II, e mi ha entusiasmato darlo, me lo sono goduto!

Per il resto, ho passato quasi tutto il mattino e il pomeriggio confessando. Molte di queste persone convivono, per cui non si può dargli l’assoluzione. Però approfitto sempre per vedere che ci siano le condizioni di volere celebrare il matrimonio, e concludo facendogli una preghiera e imponendogli le mani, per chiedere che arrivino presto a mettersi in grazia di Dio.

Al lato di uno dei due saloni, in una stanzetta, l’adorazione eucaristica, dove si sono alternati, mattina e pomeriggio i parrocchiani che hanno fatto i ritiri scorsi.

Alla fine, la liturgia di consacrazione allo Spirito Santo si è dovuta fare alla svelta perché era già l’ora di cominciare la messa conclusiva.

Alla fine della messa ho chiamato i parenti di quelli che hanno fatto il ritiro, perché gli dessero un abbraccio e un bacio. Non ce n’erano tanti, e qualcuno ha avuto vergogna e non è uscito allo scoperto. Ma è stato anche quello un momento molto bello.

Mercoledì sera, dalle 6 alle 8, ci rivedremo con tutti quelli che hanno fatto il ritiro, per ascoltare le testimonianze e organizzare la catechesi che segue.

Vi invito a unirvi con noi, in preghiera, mercoledì alle 6 di sera!

Le nozze di Kenia sono state veramente belle!

C’erano le due famiglie, c’erano molti della parrocchia, soprattutto per l’amicizia con Dany, sua mamma.

C’era parecchia gente della scuola, perché Kenia è segretaria del nostro liceo.

E c’erano vari giovani della parrocchia dell’Amparo, da dove viene Robinson, il fortunato.

In più, c’era una rappresentanza di Constanza, soprattutto amici di Dany.

Kenia e Robinson sono la primera coppia che mette in pratica il consiglio che do a tutti quelli che si sposano, di impararsi a memoria le parole del consentimiento matrimoniale, e di dirle guardandosi negli occhi. È stato veramente bello.

Commovente è stata anche la presenza del papà di Kenia, che lei non vedeva da parecchio perché si è separato da Dany parecchi anni fa.

Insomma, è stata una festa molto bella. Grazie, Signore!

Stasera ho dovuto alzare la voce con un maestro evangelico della scuola serale, perché si rifiutava di fare lezione della sua materia in una classe.

Fino ad adesso aveva le seste, le settime e le ottave. Per un cambio che si è fatto deve fare adesso lo stesso numero di ore totali, però ripartite anche con una quinta.

Ha cominciato a dire che non ci va in quinta, perché non sa la matematica di quinta. Poi ha detto che non ci va perché non ci sono libri per fare lezione in quinta. E alla fine ha detto che non può salire al secondo piano, dove c’è la quinta, perché gli fa male una gamba.

Lí ho volutamente alzato la voce, perché mi sembrava che stesse prendendo in giro.

È lo stesso maestro evangelico che in giugno mi aveva messo i voti in perfetto ordine nelle caselline di metà studenti: nel registro si vedevano serie numeriche perfette: 70 71 72 73 74 75. Poi in un’altra fila 77 78 79 80 81 82. E così via.

Non ha mai voluto ammettere che fosse una cosa intenzionale, ha sempre detto che gli erano usciti così per casualità. Mi ero sentito troppo preso in giro anche quella volta.

Stasera mi sono divertito ad ampliare l’articolo su Dio di wikipedia, se volete dateci un’occhiata è all’indirizzo:

http://it.wikipedia.org/wiki/Dio

Potete contribuire anche voi, wikipedia è un’enciclopedia prodotta da tutta la comunità di quelli che vogliono contribuire.

Ieri pomeriggio il sindaco ha inaugurato un pezzo di strada che il municipio ha asfaltato.

È stato una celebrazione già di campagna elettorale, con tutte le persone che hanno parlato che dicevano che questo è il sindaco ideale, che fa tutto bene, ecc.

Da parte mia, dopo aver fatto la preghiera, nel breve tempo che avevo il microfono in mano gli ho fatto i complimenti per questo lavoro, ma gli ho anche detto che i cittadini si aspettano due cose:

1. Che l’amministrazione delle risorse sia sempre più trasparente, perché tutti possiamo sapere quanto entra e quanto esce e dove va.

2. Che bisogna evitare a tutti i costi di pagare stipendi a persone che non fanno niente, come succede di vedere molte volte che si entra nelle officine pubbliche.

Non credo che siano piaciute molto queste cose, ma qualcuno le deve pur dire.

Da parte sua il sindaco ha detto che ha fatto molti lavori in Guaricano. Che io sappia ne ha fatto uno solo, aggiustare il campo di basket dei multis.

In realtà deve aver fatto qualcosa anche a una “cañada”, ma il lavoro non è durato molto.

Comunque voglio informarmi meglio, per sapere bene com’è la situazione, se ha fatto qualcosa o no.

Padre Federico, dopo le prime settimane passate in casa con noi, ha fatto trasloco oggi alla casa di Santiago el Menor.

Dice che continuerà a venire a recitare con noi la compieta, tutte le sere (?).

A mezzogiorno mangerà dai suoi, in città. Gli rimane più comodo, perché le mattinate se le passa in Radio ABC, di cui è direttore.

Alla sera invece dice che si preparerà qualcosa in casa sua.

I giorni che ha passato qui sono stati molto sereni.

Per chi non si ricorda, padre Federico Marcial è il successore di don Franco come parroco di Amparo e Santiago.

Il padre Abraham è molto conosciuto nella nostra zona e in una zona limitrofa, perché ha sempre lavorato qui nei dintorni: adesso in Villa Mella, prima nella Quarenta e prima ancora nella Zurza.

Stasera alla messa dei suoi 25 anni di ordinazione presbiterale c’era molta gente. Nonostante fosse giorno feriale, la chiesa di Villa Mella era piena. I sacerdoti erano una trentina, e c’era anche il vescovo di Barahona, Rafael Felipe.

L’omelia del vescovo è stata molto bella, facendo vedere l’opera di Dio nel ministero di Abraham.

Alla fine ha fatto la parte del leone la gente della Zurza, con una canzone molto bella cantata con il cuore da tutti.

Stamattina è venuto a parlare Wilson, abbiamo da definire il discorso dei soldi che deve lasciare per pagare i sostituti che hanno lavorato per lui i due mesi che non è venuto a lavorare.

Sta cercando tutte le scuse per non tirare fuori i soldi, o meglio, per non dover pagare più di tanto.

Fa abbastanza compassione.

Miguel, che era lì con noi, non ha fatto gran ché per sostenere la posizione che io sostenevo. Mi ha fatto abbastanza rabbia, e gliel’ho detto. Mi sembra di capire che cercerà di riparare parlando a tu per tu con Wilson. Staremo a vedere.

Ho potuto entrare in contatto con degli studenti di ingegneria di sistemi (informatica), che sono disposti a insegnare qualcosa di più ai ragazzi del nostro liceo, e in maniera gratuita!

Ho parlato con uno di loro, mi deve mettere in contatto con il fratello!

Farò anche un’iscrizione collettiva del liceo a una fondazione che cerca di far crescere la conoscenza di linux. Spero che gli studenti approfittino la possibilità dei corsi di formazione che la fondazione offre.

L’ultima messa in terra dominicana Franco l’ha celebrata stamattina alle 7 a Santa Margarita. La omilia l’ha lasciata a me, e ho approfittato per mettere in evidenza la vocazione dei missionari, che partono e tornano in disponibilità alla chiamata del Signore.

Alla fine della Messa Carmen ha detto alcune parole molto belle, ricordando tra l’altro una messa celebrata da Franco in occasione della festa della famiglia, dove aveva fatto sentire la cassetta di una bachata, e l’analisi di quelle parole aveva aperto a molti gli occhi sui messaggi che arrivano dalla musica che si balla qui.

Non gli abbiamo fatto di regali, gli abbiamo consegnato solo una cassetta con canti mariani. E abbiamo terminato alla svelta, perché Franco doveva finire di prepararsi per partire.

Il Ritiro di Evangelizzazione è cominciato serenamente, di 70 solo due non hanno potuto partecipare.

Juan Luis, il candidato diacono, non si è fatto vedere, come aveva detto, e ho dato io il tema che toccava a lui. Mi sembra di aver trasmesso il messaggio, era l’annuncio della fede in Gesù.

Buona anche la partecipazione all’adorazione continua, anche se la cappella non è mai stata troppo piena.

Ieri sera, la ultima (quante gliene hanno fatte non lo so!) messa di saluto di Franco alla parrocchia dell’Amparo.

La cosa più bella è stata la processione delle offerte.

Per primi sono entrato vari giovani, portando i vari doni, e si sono disposti a semicerchio ai lati di don Franco che era venuto avanti per ricevere i doni. Li hanno seguiti due danzatori, una ragazza interamente in bianco, e un ragazzo interamente in nero. Sono venuti avanti, in mezzo alla chiesa, danzando, con un certo stile classico, accompagnati da una musica dolcissima. Poi, arrivando davanti al presbiterio, hanno continuato a danzare. Quando una voce di ragazza, ben melodiosa, ha cominciato a leggere la presentazione dei doni, i due ballerini hanno preso via via dai giovani i doni da presentare, ognuno nel momento in cui la voce li spiegava.

Alla fine dei doni, hanno preso per la mano don Franco e se lo sono portato dov’erano loro, danzando anche lui.

La cosa è stata molto bella, e al tempo stesso molto rispettosa dello spirito della liturgia. Al terminarla, un applauso scrosciante è nato spontaneo.

È stata la processione dei doni più bella che avessi mai visto nella mia vita!

Domani parte il nuovo Ritiro di Evangelizzazione. Lo faranno una settantina di persone, che si sono preparate con amore nell’arco di quasi tre mesi.

Tra di loro ci sono anche 7 giovani, abbastanza maturi!

Non è uno, ma due ritiri in contemporanea, perché preferiamo lavorare con gruppi meno folti.

In una delle due equipe c’è Juan Luis, uno dei nostri due candidati diaconi. Purtroppo ha avuto una piccola difficoltà, e si è mezzo depresso, per cui per lo meno domani non vuole partecipare. Questa reazione non mi è piaciuta gran ché, perché si suppone che un futuro diacono sia un po’ più temprato. Mah, speriamo che da questa esperienza esca fortificato.

Stamattina alla riunione dei preti della zona pastorale abbiamo fatto il saluto a don Franco. Niente di speciale, se non la presenza di una buona birra, che chiaramente io non ho gustato, essendo astemio, ma Franco sì.

Vari preti hanno espresso con calore (e senza le svenevolezze femminee che tanto infastidiscono) il riconoscimento a Franco per gli anni passati qui e per il lavoro svolto. Credo che gli abbia fatto un mondo di piacere.

Si è presentatato agli altri preti anche il successore di don Franco, il padre Federico Marcial, che è stato accolto con gioia.

Domenica è la giornata di preghiera per la pace e la tranquillità del paese. I vescovi hanno chiesto di farlo vista la ondata crescente di micro criminalità, furti, omicidi, ecc. che si è prodotta dopo il cambio di governo.

Stasera abbiamo anticipato la preghiera con una veglia nella quale tutti i settori hanno partecipato attivamente, compresi i gruppi giovanili.

Ci sono state letture, canti, preghiere spontanee, e, alla fine, la benedizione eucaristica.

Si sentiva la partecipazione attiva di tutti.

Io e Lorenzo ci siamo passati tutto il tempo della veglia confessando. Abbastanza persone, grazie al Signore.

La cosa che più mi è piaciuta è stata la confessione di Loraida, una nostra maestra, che da un po’ di tempo si sentiva un po’ “fredda”, come dicono qui, e quindi non faceva la comunione.

Alla fine ho invitato tutti alla messa di domani mattina, come una forma di mantenerci nello spirito di questa preghiera per il paese.

E domenica, durante il ritiro di evangelizzazione, pregheremo ancora per questa causa che sentiamo tanto importante!

Mannaggia, non sono ancora riuscito a farlo.

Ho cominciato a farlo come un database, ma mi sono arreso: è troppo complicato calcolare e salvare valori calcolati all’istante.

Adesso sto provando con il foglio elettronico. Speriamo bene!

Don Franco ha terminato il suo servizio qui nella missione. Domenica parte, rimaniamo solo io, Lorenzo e le suore.

Franco ha lavorato qui per tre anni, con tanta passione e tanti buoni frutti!

Le due parrocchie che aveva Franco sono state consegnate alla diocesi di Santo Domingo, e l’Arcivescovo ha già designato il nuovo parroco, nella persona del padre Federico Marcial.

Dovrebbe arrivare in tempi brevi anche un diacono, per aiutarlo con una delle due parrocchie.

Se la nostra presenza di preti sta diminuendo, le suore stanno “aumentando”: adesso sono cinque. Abbiamo con noi, oltre a suor Modesta, suor Blessila e suor Cristina, anche suor Roberta e suor Serafina.

Suor Serafina viene dall’India. Dovrebbe fermarsi un bel po’ di tempo a lavorare qui, ma non sa ancora bene lo spagnolo (e neppure l’italiano). La funzione di suor Roberta è quella di accompagnarla, qualche mese, fino a quando suor Serafina possa prendere le redini della comunità.

Anche se ci rattrista un po’ la partenza di Franco, siamo contentissimi per queste nuove presenze. Sono un dono bello del Signore!

Oggi c’era un’assamblea del sindacato dei maestri, nessuno di loro è venuto a scuola, e si sono preoccupati di spiegare bene ai ragazzi che non venissero neanche loro.

Mi sono arrabbiato con Miguel perché me l’ha detto ieri pomeriggio alle 4, nonostante i fatto che lo sapesse dal primo mattino.

Sapendolo, si poteva fare qualcosa per evitare che si perdesse del tutto il giorno di scuola.

Stamattina sono andato in curia, e ho trovato per la strada un traffico tremendo: stavano riasfaltando un pezzetto della Máximo Gómez, l’unica grossa avenida che ci porta in centro.

Naturalmente quando andavamo in giù stavano asfaltando il lato che va in giù. Risultato: deviazione e code.

Quando venivamo in su, stavano asfaltando il lato che viene in su. Risultato: deviazione e code.

Siamo arrivati a mangiare all’una e mezza!

1:19 pm

Sanguinamento

Oggi mi sono tornate a sanguinare le emorroidi. Penso che sia stato perché ieri mi sono affaticato stando in piedi tutto il giorno (era il giorno dei festeggiamenti per il decimo anniversario della scuola).

Questo pomeriggio le celebrazioni sono state ben animate.

Su di una pedana costruita per l’occasione si sono avvicendati gruppi di studenti e classi intere, con recite, canti e poesie.

Un canto fatto da una classe era stato composto appositamente da Matilde, la nostra vice direttrice. Un canto molto bello, che esprime i valori che cerchiamo di trasmettere nel nostro centro educativo.

L’associazione dei genitori, che ha collaborato attivamente nei preparativi, ha ringraziato, commossa, tutti gli studenti e tutte le famiglie.

Non poteva mancare la merenda per tutti, e la “torta dei 10 anni”, che tutto il personale ha mangiato con gran piacere.

Con le molte foto che ho potuto scattare farò presto un CD, che spero possa arrivare anche a voi!

È stata abbastanza movimentata. I più di 500 studenti che sono venuti non era facile tenerli a bada. Hanno concelebrato anche Franco e Lorenzo, e mi hanno fatto un piacere dell’anima.

Di altri direttori sono venuti Pablo Sosa, di Guaricano Adentro, Jackelín, della Peña Gómez, Esperanza del Colegio Nouel, Elena Santana del Virginia, e c’era anche una rappresentanza della scuola María Muñoz. Non ha potuto venire il direttore del distretto, purtroppo.

Dopo la Messa abbiamo consegnato una targa di riconoscimento a ognuno dei “fondatori”: maestri e altro personale che ha lavorato nella scuola dal principio: don Lino e suor Marina, chiaramente assenti, Matilde, vicedirettrice, María de Paula, Doris, Nidia, Loraida, Rufina, Virgina, maestre; Biemba, bidella, e Máximo, portiere.

La cosa più bella sono state le lacrime di Biemba, dettate dalla forte commozione.

Don Lino ci ha inviato una lettera, e così anche suor Marina, le abbiamo lette nella Messa.

Dopo l’atto formale, il brindisi, con la torta per tutti.

Oggi pomeriggio taglieremo la torta speciale del anniversario, ci saranno alcuni numeri preparati dagli studenti, e tutti potranno visitare la mostra dei lavoretti degli studenti.

Finalmente!

Sono riuscito a mettere tutto a posto nei conti del 2003, con tanto di preventivo 2004 e 2005.

Adesso c’è solo da dare un’occhiatina che sia tutto a posto, e domenica prossima possono partire con Franco per consegnarli a Capurro.

Questa domenica è stata un regalo bello del Signore per me.

Alla messa del mattino alle 9 ho avuto con me Franco, che ha presieduto.

Invece la messa della sera me l’ha detta Lorenzo.

Ho potuto così passare una domenica un po’ più rilassata.

Grazie, Signore!

9:08 pm

Notte da bestie

La notte scorsa abbiamo fatto fatica a dormire.

Di fronte a noi c’è da sei mesi un disco car wash, cioè una discoteca dove ti lavano la macchina che parcheggi.

Ieri sera, venerdì, invece della solita musica al chiuso hanno fatto musica all’aperto. È cominciata abbastanza tardi, verso le undici. Stavo giá dormendo, e non me ne sono accorto.

Il problema è nato alle due e mezza, quando un bisogno mi ha costretto ad alzarmi dal letto. Mi sono reso conto che la musica della discoteca all’aperto era tanto forte che sembrava di avere in camera uno stereo a tutto volume. E questo con le persiane sbarrate completamente.

Per il colmo dell’ironia, nello stesso pomeriggio il padrone della discoteca è venuto a cercare Lorenzo dicendo che ci sarebbe stata la musica all’aperto, e che si scusava, e che non sarebbe stato troppo spesso… Cronaca di una pugnalata annunciata! Dalle due e mezza sono riuscito a riaddormentarmi alle tre e mezza, quando hanno smesso.

Le suore non hanno dormito niente, Lorenzo neppure, il padre Federico neppure. Sila, la nostra cuoca, che vive a trecento metri di distanza, e che è infossata perché vive dietro a una collinetta, ha detto che anche a lei sembrava di avere la musica in casa.

Domani o dopodomani andrò a parlare con il padrone della discoteca. Ma se non arriviamo a un cambio dovremo andare dalla polizia.

L’ordinazione di Cecilio è stata molto bella. Nutrita la presenza di sacerdoti, oltre naturalmente al cardinale e all’ausiliare, mons. Pablo Cedano.

Una sorpresa: alla fine il municipio di Bayaguana ha letto un atto con il quale li dichiara cittadini distinti della stessa municipalità.

Io mi sono sbizzarrito come fotografo. Forse un giorno riusciró a mettere in linea questo album.

Stamatttina andremo con una bella rappresentanza della parrocchia all’ordinazione di Cecilio.

Cecilio ha condiviso bei momenti del suo cammino di seminarista con la nostra comunità: giornate del seminario, settimane vocazionali, circolo vocazionale parrocchiale.

Io credo che è stato un fattore molto positivo nell’entrata al seminario di Heriberto e Willy.

Alle 10 di stamattina diventa prete. Lo ordinano in Bayaguana, la sua città, dove vivono suo papà (la mamma è morta due anni fa) e i suoi fratelli.

Cecilio è un carattere semplice ma generoso, apparentemente non è un tipo fuoco e fiamme, ma in questi anni ha saputo conquistarsi molta gente, e molti giovani soprattutto, della parrocchia.

Gli auguriamo un ministero pieno di frutti!

2:10 pm

Sconti

Mi è successa una cosa, che forse è indicativa dei rapporti commerciali di qui.

È da anni che come tipografia vado da una fabbrica di buste. Sono loro cliente almeno da 2 anni.

Ho fatto fare un preventivo di una certa quantità di buste stampate per la parrocchia. Totale: 7,900 pesos.

Per controllare, ho fatto fare un altro preventivo, da un tipografo lì vicino, che so che compra le buste da loro. risultato: 6,350 pesos!

Al reclamare al primo, me l’ha lasciate a 6,000 pesos.

Mi sono allora chiesto: se prendevo per buono il suo primo prezzo, quanto ci guadagnava?!?

Nella scuola c’è un bel fermento: stiamo vivendo la settimana del decimo anniversario.

Tutti i giorni di questa settimana, all’inizio delle lezioni, c’è stata la presentazione di qualcosa di bello: canzoni, balli, recite, la storia della scuola, ecc.

Stamattina mi sono goduto le recite dei ragazzi. Le più interessanti erano quelle che mostravano le conseguenze del mettersi nel mondo della droga. I ragazzi hanno realizzato perfettamente le scene degli spacciatori, e dei poliziotti che li mettono in carcere.

Lunedì avremo la Messa, un atto di commemorazione, e una esposizione di lavori degli studenti.

Abbiamo invitato parecchia gente: le scuole e le parrocchie vicini, le autorità, altri preti, ecc.

Ci sarà, come in tutti i compleanni che si rispettino, una torta, e sarà fatta a forma di scuola.

Stanno lavorando tutti moltissimo. Io mi sono deciso a realizzare un cd con foto di tutti gli studenti. Ho già fatto un bel po’ di foto stamattina, e adesso vado a continuare.

Ieri ho potuto andare con il prof. Wilson al Distretto Scolastico per chiarire la sua situazione, e qualcosa si è risolto.

Wilson è il professore di ginnastica che quando c’è stato il cambio di governo si è cercato un’altro lavoro, pagato meglio, e per due mesi non è venuto a lavorare a scuola. Chiaramente non si è fatto vivo.

Adesso ha lasciato il turno del mattino. Bene da una parte, perché la faccenda è più chiara, meno bene dall’altra perché abbiamo perso un maestro pagato dallo stato, e dovremo cercare qualcuno e pagarcelo.

Tra l’altro il direttore del Distretto vuole mandarci gente del suo partito, che gli hanno fatto la campagna e deve premiarli. Spero di non doverlo accettare, perché sono sempre situazioni difficili da gestire.

Rimane da chiarire il caso di Carlos, un altro maestro che lavora per il governo da un’altra parte. Si è fatto vivo, dopo tre mesi, ma adesso deve corrispondere economicamente, pagando chi lo ha sostituito. E non sembra averne tanta voglia. Soldi per me, grane per te.

Ho passato la giornata in parrocchia, dietro all’idea del database per gestire i prestiti.

Mi sono picchiato con una serie di funzioni che non capivo, e alla fine ho lasciato perdere. Pochi minuti fa, qui da casa, ho cercato su internet la soluzione del problema e l’ho trovata.

Domani se il Signore mi aiuta vado avanti.

Oggi si è chiusa la Settimana Vocazionale.

Di mattina Miguel Angel, il seminarista, ha parlato alle due messe. Ha trasmesso il messaggio che vivere una vocazione, soprattutto se di consacrazione, è difficile, ma non c’è niente nella vita che è facile, e le cose belle sono frutto di molta fatica.

È un ragazzo sereno, che riscuote molta simpatia. Durante la settimana i parrocchiani hanno fatto a gara per averlo a pranzo da loro.

Nel pomeriggio molti giovani sono andati all’incontro diocesano dei giovani con il cardinale. L’incontro non era tanto di contenuto, quanto per far sperimentare un momento bello.

Molti canti, molte attività di animazione, e poi il cardinale si è esposto a un fuoco di raffica di domande dei giovani, rispondendo soprattutto ai quesiti sulla vocazione.

I nostri giovani sono tornati entusiasti!

Finora il Fondo Prestiti l’ho gestito praticamente dal pc di casa, insieme ai miei conti e a quelli della missione.

Mi rendo conto sempre di più che devo trovare una maniera di tenere questi conti sul pc della parrocchia.

Ho cercato in rete per vedere se esiste qualche software per gestire prestiti, ma sembra che non ce ne siano, o per lo meno non ce ne sono gratuiti.

Così mi sono messo dietro, oggi, a cercare di fare un’applicazione in MSAccess, per gestire tutti questi prestiti, risparmi, ecc.

Quando la finirò? beh, non ho fretta, devo cercare di finirla prima di andarmene. Ma penso che in qualche mese l’avrò pronta.

I giovani hanno risposto discretamente bene: ce n’erano circa la metà di quelli che partecipavano alla settimana giovanile.

Sempre preziosa e bella la presenza di Miguel Angel, il seminarista che ci è stato mandato, il quale ha il dono di dire parole semplici ma belle, e soprattutto con il sorriso sulla bocca: gli si vede la contentezza di essere in seminario.

Ho detto la Messa con un raffreddore bello forte e con una mezza febbre. Ma alla fine il Signore mi ha dato un segno del suo amore. Anzi, due.

Il primo: Arlín ha voluto farmi una preghiera di guarigione. Con tutta semplicità ha chiesto al Signore Gesù che manifesti il suo potere su di me. Mi ha fatto sentire amato dal Signore.

Il secondo: una ragazzina di quattordici anni, Deisy, mi ha confidato che da un po’ di tempo sente il desiderio di farsi suora. Con semplicità l’ho invitata a partecipare al gruppo vocazionale, che si riunirà apposta domani.

Come posso non essere felice con tante cose belle?

Da oggi pomeriggio ho mal di gola. Il pranzo non l’ho digerito bene (aglio del pesto), e non vorrei che la cosa peggiorasse domani.

9:29 pm

Ministri teneri

Per la prima volta con i candidati ministri abbiamo recitato i vespri.

Sembravano bambini, facevano tenerezza per l’amore con cui recitavano i salmi, contenti di scoprire la preghiera della chiesa.

Siamo entrati nel vivo della settimana vocazionale, anche grazie alla presenza di Miguel Ángel, il seminarista che c’è stato mandato.

È un giovane simpatico, dinamico, che sono certo farà presa sui giovani. Ha alle spalle una laurea in psicologia prima di entrare in seminario.

Ieri sera si è incontrato con il gruppo Ciempiés, stasera vedrà il gruppo “Profeti giovani”, e domani il gruppo “Alfarero”.

Le giornate le passa tra visite ai malati e lavoro nelle classi della scuola.

Ieri sera abbiamo fatto un incontro con le coppie della parrocchia che hanno fatto il Corso di Preparazione al Matrimonio ma che poi non si sono ancora sposate.

Ne abbiamo invitato 54, e sono venute 21. Considerando il pericolo, di notte, senza luce, sono contento dell’affluenza.

Ho trattato un tema sulla bellezza del matrimonio in relazione alla convivenza, e poi c’è stato un condividere in gruppetti, dove sono venute fuori difficoltà e inviti a metterle in mano del Signore.

Primo grande incontro di formazione con i genitori dei nostri studenti della primaria.

In ogni classe ho visto un 50% dei genitori. In maggioranza madri, ma in qualche classe c’erano 2/3 padri.

Il tema è stato preso da un materiale preparato dalla pastorale familiare nazionale: sono 5 temi sulle problematiche della famiglia. Il primo verteva sul dialogo, il secondo sarà sulla importanza di essere critici con la TV, e così via.

I maestri mi sono sembrati tutti all’altezza del loro compito. Ho anche approfittato le visite che ho fatto loro per valorizzare davanti ai genitori il loro lavoro e il loro impegno.

Dopo l’incontro, abbiamo raccolto le prime impressioni:

  • In varie classi i genitori hanno chiesto che si facesse qualche incontro di domenica, in maniera che si possano riunire entrambi i genitori.
  • Tutti hanno notato la prevalenza delle madri: si è pensato che ogni maestro dovrà fare il possibile per invitare più direttamente i padri che hanno una reale possibilità di partecipare.
  • Tutti i genitori sono stati contenti del tema. Tutti hanno parlato della loro esperienza, molto simile agli esempi che riportava il tema. Vari genitori hanno espresso che si impegnano a migliorare questo o quell’aspetto della loro relazione di coppia e coi figli

Ascoltando i racconti dei maestri mi sono commosso. Ho sentito un momento di vera felicità.

Il Sindaco ci ha ricevuti. Sono andato con due maestri e la presidente dell’Associazione dei genitori. Abbiamo dovuto fare anticamera per tre ore (all’aperto!), ma alla fine, dopo varie lamentele per il fatto dell’attesa così lunga, siamo entrati.

Siamo andati per chiedere di asfaltarci il cortile della scuola, che è tutto polvere, e che sta rendendo invivibile dare lezione. I maestri stavano per mettersi in sciopero.

Il Sindaco ci ha detto che entro 15 giorni sarà asfaltato.

Speriamo bene! e continuiamo a pregare!

Oggi andiamo dal Sindaco con una commissione della scuola, per chiedere che ci asfaltino il cortile.

Da un po’ di tempo la polvere del cortile è diventata insopportabile, e i professori minacciano di far sciopero se non si mette a posto.

10:07 pm

Wikipedia

Oggi, in qualche mezz’ora libera, ho lavorato un pochino a Wikipedia, l’enciclopedia libera frutto della collaborazione di tutti.

Ho anche ricevuto segni di accoglienza da altri utenti, la qual cosa mi ha fatto sentire bene!

Stasera ho fatto di nuovo un po’ di lavoro sul bilancio 2003 della missione.

Devo riuscire a finire prima che Franco se ne vada, in maniera che lui lo porti a Genova a Capurro.

Abiertos.org è una fondazione dominicana che promuove l’uso di Linux.

Ho incontrato stamattina il suo fondatore, Antonio Perpiñan, che mi ha fatto abbastanza una buona impressione.

Abbiamo parlato della possibilità che insegnamo ai ragazzi della nostra scuola a programmare con linux, magari cominciando con php.

Mi sembra che la cosa sia fattibile, perlomeno aspettando qualche settimana.

Se la cosa va in porto, si dovrebbero aprire belle prospettive di lavoro.

Stamattina alla messa dei giovani avevamo il p. Victor Massalle, rettore del seminario maggiore.

Con lui abbiamo “chiuso” la settimana giovanile. Metto la parola chiuso tra virgolette perché in realtà quello che speriamo è che la settimana giovanile sia l’inizio di un impegno molto più forte da parte dei giovani, e una possibilità di inserimento nei gruppi di altri giovani.

Abbiamo anche aperto la settimana vocazionale. Tutte le diocesi del paese la celebrano in questa prima settimana di novembre. Da mercoledì avremo qui un seminarista, che darà la sua testimonianza e animerà i gruppi a vivere una ricerca vocazionale più intensa.

La settimana vocazionale terminerà con un incontro di tutti i giovani della diocesi, domenica prossima di pomeriggio.

Stasera Franco mi ha celebrato la Messa, e alla fine ho approfittato la sua presenza per annunciare che lascia presto il paese. Il card. Bertone l’ha richiamato a Genova.

La mia gente conosce Franco soprattutto per le Messe che ogni tanto mi dice, e che sono sempre molto apprezzate.

Di fatto quando ho dato la notizia ho visto un velo di tristezza negli occhi di molti.

Oggi pomeriggio siamo andati con una quarantina di persone della parrocchia.

Non è stata una cosa dell’altro mondo, io mi aspettavo che avrebbe partecipato più gente, e non dico solo di noi, ma di tutti.

La cosa bella di quest’anno è che siamo andati con un’immagine dell’Altagrazia ben adornata di fiori e ben piazzata su una camionettina.

Inoltre, avevamo uno standarte ben fatto della parrocchia, che era uno usato nella missione parrocchiale di agosto.

Insomma, che con tutto questo andavamo belli orgogliosi, facevamo anche bella figura.

Si sono uniti a noi anche i fratelli delle parrocchie di Amparo e Santiago, che non hanno portato né standardi né immagini della Madonna.

Se le settimane passate avevamo circa 10 ore di luce, a orari regolari, adesso le cose stanno peggiorando: ieri e oggi le ore di luce sono state solo 6. Si prospetta un uso più intenso dei generatori elettrici.

2:23 pm

Auguri!

Oggi è una ricorrenza felice per Nidia, la direttrice docente del liceo, che festeggia il suo compleanno.

I professori che lavorano con lei le hanno fatto una spaghettata sorpresa a mezzogiorno.

Negli ultimi anni Nidia ha fatto un cammino di chiesa molto bello: si è sposata, ha imparato e accettarsi un po’ di più con i suoi difetti, ha fatto il ritiro di evangelizzazione, ha iniziato il lavoro della visita casa per casa, ed è coordinatrice di 7/8 altri visitatori. Tre mesi fa l’ho chiamata a fare il corso per i futuri ministri, cosa che l’ha fatta contentissima.

Oggi sono anche 6 anni che io, Lorenzo e Modesta siamo arrivati a Santo Domingo.

Quanto tempo, quante avventure, quante soddisfazioni. Parecchie prove, pure, ma superate, con l’aiuto del Signore. Grazie!