Contributi del mese di Novembre 2006

9:14 pm

Káterin bis

Parlando con Leidy, l’animatrice del gruppo di adolescenti della Mina, dove vive Káterin, ho avuto informazioni preziose.

A dire di Leidy, che vive di fronte a Káterin, il comportamento di madre e figlia è abbastanza leggero, e Leidy sostiene che di sera lasciano solo il marito/padre che ha avuto un ictus e se ne vanno a ballare.

Comincio a capire tante cose di Káterin… Ma non smetto di pregare per lei, è una ragazzina che con l’aiuto di Dio può recuperarsi ed essere una brava giovane!

Il ritiro di domani con tutto il personale della scuola e del consultorio ha rischiato di andare a monte. Ieri è arrivata a scuola una comunicazione dell’ADP, Associazione Dominicana di Professori, sindacato unico dei maestri, convocando a una riunione per domani. L’ordine del giorno: giuramentare la commissione elettorale (sic!).

Al vederlo mi ha fatto abbastanza rabbia. Nella nostra scuola per lo meno qualche volta riusciamo a gestire questi eventi, ma nel resto delle scuole pubbliche quando arriva una comunicazione così si sospendono automaticamente le lezioni. Non importa se è una cosa importante o meno. a scuola non ci va nessuno.

Così, vista la cosa, e che l’argomento veramente era insulso, ho chiesto a Miguel di sentire i maestri, intendendo che ci si potesse mettere d’accordo che andasse una piccola commissione. A dire di Miguel, la riunione nella quale si è parlato della cosa è stata abbastanza burrascosa, e non c’era accordo su cosa fare. Così stamattina ho preso e ho fatto il giro di tutti i maestri, per chiedere chi andava all’assemblea dell’ADP, e chi veniva al ritiro. Fortunatamente ha prevalso il buon senso, e solo sei o sette maestri andranno all’assemblea dell’ADP.

Così il ritiro si fa, e per lo meno di mattina saremo parecchi, per lo meno una cinquantina. Sarà animato da dei membri della Comunidad Siervos de Cristo Vivo, fondata dal padre Emiliano Tardiff. Lo faremo alla Scuola di Evangelizzazione, a pochi chilometri dal Guaricano.

Vi saprò dire. Naturalmente conto sulla vostra preghiera!

Abbiamo cominciato stasera il primo corso di preparazione al matrimonio nel settore San Ramón, futura parrocchia di Santa Virginia.

C’erano quattro coppie, ma sembra che la settimana prossima saranno di più. Tra di loro c’è anche Yury, fratello di suor Cristina. Dopo dieci anni di convivenza e quattro figli sembra che abbiano deciso di sposarsi.

L’équipe è costituita, oltre che dal sottoscritto, da Juan Luis, che diventerà il diacono ascritto alla nuova parrocchia, e da Jorán e Danyi, una coppietta giovane con soli sette mesi di matrimonio. Entrambi sono molto maturi, Jorán ha fatto vari anni di seminario, ed entrambi partecipano da anni a una comunità di giovani legata al Rinnovamento Carismatico. A differenza della maggioranza della gente, si sono sposati direttamente in chiesa, e sono quindi nella condizione di dare una testimonianza forte di vita cristiana familiare.

Fuori scena, finito l’incontro, sulla via del ritorno a casa ci siamo impantanati, e ci sono voluti tutti i ragazzini del vicinato per aiutarci a uscire dal buco di fango dove siamo finiti. Siamo arrivati a casa con un po’ di fango nelle scarpe e nei pantaloni, ma non mi importa. Sono contento che il primo incontro del corso sia andato bene! Grazie, Signore Gesù!

Venerdì, antivigilia dell’Avvento, faremo il ritiro d’Avvento per il personale della scuola. E stavolta ci sarà anche il personale del consultorio medico.

Andremo all’Escuela de Evangelización, a pochi chilometri da qui, dove l’ambiente aiuta a rilassarsi e a stare in presenza del Signore. Se il Signore ci aiuta, avremo dei predicatori nuovi, con tutto guadagno della disponibilità della nostra gente all’ascolto.

9:47 pm

Káterin

Oggi pomeriggio non ho potuto guidare la riunione degli animatori (l’ha diretta Marcial al mio posto) perché mi è arrivata in quel momento Káterin, una ragazza del liceo insieme a sua madre.

Káterin si è resa responsabile di vari furti e furtarelli di soldi all’interno del liceo. Approfittando dell’estrema fiducia che Nidia, la direttrice, nutriva nei suoi confronti, varie volte le ha portato via da un cassetto aperto dei soldi che Nidia lasciava lì. Al principio avevamo sospettato di uno dei maestri, ma poco tempo i sospetti hanno cominciato a convergere su Káterin. Nidia è riuscita a farle una trappola e lei c’è caduta, per cui la cosa è chiara.

Káterin ha 17 anni, e fino ai 14 veniva a Messa, e per un tempo ha fatto anche la chierichetta. Di fatto è sempre stata, nel comportamento e nello studio, una ragazza esemplare. Per capire cosa l’ha fatta cambiare ci siamo riuniti quindi con lei e con la madre, la quale è letteralmente caduta dalle nuvole.

Káterin ha ammesso qualcosa, ma l’impressione è che sta ammettendo soltanto quello che non può negare. Nonostante i propositi che fa di non rubare più e di non dire più bugie, di fatto rimangono varie cose nebulose o oscure. Pertanto le abbiamo dato tre giorni di “riposo” in casa, in maniera che possa (speriamo!) riflettere.

A quanto sembra Káterin ha cominciato a cambiare dopo aver avuto una forte discussione con il papà, il quale sarebbe arrivato a dirle che non è sua figlia. Da lì sarebbe cominciata una catena di bugie con la madre, per cui la stessa madre ha dovuto cominciare a richiamarla sempre più spesso; a quel punto Káterin, secondo quello che lei stessa dice, si è sentita sempre più respinta anche dalla madre. Questa situazione potrebbe essere alla radice dei furti in cui Káterin è caduta.

Nel complesso la madre ha reagito alla situazione in maniera abbastanza matura, e da parte mia ho cercato di darle quelle indicazioni pedagociche che la possono aiutare a far risolvere il conflitto.

Spero di darvi notizie ancora migliori la settimana prossima! Nel frattempo conto sulla vostra preghiera!

Paolo e Francesca Dell’Erna (padre e figlia) sono partiti stasera per l’Italia.

Un arrivederci – speriamo di poterci vedere a Genova, meglio se anche con Franco, Carlo e Massimo -, magari anche qui al Guaricano, e magari con Anna, la moglie di Paolo.

Ieri alla Messa la gente ha fatto a gara per dar loro il saluto di abbraccio finale. Veramente hanno dato molto al Guaricano!

Oggi alla fine della Messa don Paolo ha informato i presenti che saremmo partiti domani. Una fila di bambini e adulti ci ha salutato, uno a uno.

È stato molto commovente…

Ieri don Lorenzo mi ha detto che un parrocchiano paralizzato aveva bisogno di rifare gli occhiali, siamo andati nella sua CASA, un insieme indefinito di letti, bimbi da tutte le parti.

È stato molto normale…

Domani faremo ancora una giornata oculistica, poi il volo.

Ciao Guaricano e Grazie !!!

Paolo e Francesca a loro agio nell'acqua di PalenqueGiornata diversa, questo sabato di quasi fine della permanenza di Paolo Dell’Erna e di sua figlia Francesca.

Siamo riusciti a ritagliarlo per andare al mare, a Palenque, lontano dal turismo ufficiale. Una bella spiaggia, tranquilla e quasi deserta, e un’acqua bellissima e tiepida dove Paolo e Francesca hanno sguazzato per due ore insieme a Karina e a Cáterin, due tredicenni che stanno passando alcuni giorni con le suore.

Già due volte avevano cercato di andare al mare, con la compagnia del dottor Belén, l’oculista dominicano che abbiamo qui, ma entrambe le volte le cose si erano complicate. Alla fine ce l’abbiamo fatta!!!


Un momento della marcia

La settimana della vita contro l’aborto e la delinquenza si è conclusa oggi pomeriggio con una solenne marcia per le strade del barrio.

Hanno partecipato circa 3/400 persone, oltre a un bel numero di studenti della nostra scuola.


La foto di gruppo del nunzio con il gruppo dei giovani che hanno organizzato la marcia

Ospite d’eccezione il nunzio apostolico, mons. Timothy Broglio, e il deputato di Guaricano, Ángel Gomera. Questi aveva già nei giorni scorsi dato un appoggio monetario e organizzativo notevole.

Ci ha accompagnati anche una formazione di Bastón Ballet, che ha contribuito a rendere interessante l’evento.

Durante la marcia abbiamo pregato e scandito slogan come “Sì alla vita, no alla delinquenza”, “Sì alla vita, no all’aborto”, “La vita, unita, non sarà mai vinta”, “Sport sì, droga no”, ecc.

La Messa, presieduta dal Nunzio, ha concluso in bellezza il tutto. Ammiro quest’uomo, che ha accettato il nostro invito sapendo di avere dopo una cena all’ambasciata di Giappone. Ci dev’essere arrivato bello stanco… Si è dimostrato una persona molto generosa.

Così come hanno dimostrato di saper lavorare e organizzare il gruppo dei giovani che ha organizzato l’evento. Ho fatto loro i complimenti, se li meritavano!

Grazie, per tutto, Signore!!!

La Giornata contro la violenza alla donna si celebra domani, e visto che cade di sabato nelle scuole se ne è anticipata la celebrazione.

In particolare il distretto scolastico ha organizzato una Messa per tutte le scuole del Guaricano, ed è toccato a me presiederla. Ho potuto, nella predica e alla fine mettere in evidenza il legame della violenza con la mancanza di valori, e ho motivato gli studenti a utilizzare sempre le armi del dialogo.

Non erano molti studenti, ma la speranza è che, con l’aiuto dei loro maestri, si facciano moltiplicatori del messaggio con le loro famiglie e con i compagni di classe.

10:07 pm

Cena di avvento

Stasera abbiamo partecipato, con alcuni rappresentanti delle parrocchie, a una Messa e cena di avvento della Fraternità dei Missionari della Croce. Non sono una congregazione religiosa, ma il movimento che ci ha accompagnato a iniziare il lavoro del SINE, consistente nei ritiri di evangelizzazione e tutto quello che gli segue.

Tutti gli anni organizzano questo momento di incontro-preghiera-fraternità, e non mancano mai di invitarci.

L’incontro di quest’anno è stato caratterizzato dall’Eucaristia presieduta dal padre Ricardo Santelises: il quale ha riempito la Messa di canti, al momento opportuno e anche al momento inopportuno. Il risultato è stato piacevole, perché i canti erano tutti molto conosciuti. Nella predica, parlando della carità, ha elogiato l’ospitalità ricevuta a Genova il mese scorso in occasione di una sua visita: ha dormito una notte in seminario, ed è stato colpito dalle sottane che portano i preti del nostro seminario e dalle attenzioni ricevute.

Nel mio piccolo mi sono sentito orgoglioso della mia comunità diocesana! Grazie, Signore!

Ho fatto stamattina il funerale della vecchietta Maria, che è quella che fino a due anni fa tutte le sante mattine che veniva a messa tirava fuori dalla borsetta un fazzoletto, lo apriva con molta circonspezione e mi dava una, due o a volte tre caramelle alla menta. Faceva il tutto con grande amore, e i giorni che non poteva venire a Messa tutti sentivamo la sua mancanza.

Da due anni non usciva di casa, aveva più di novant’anni, e ultimamente credo che avesse anche un tumore.

In cosa consiste lo scherzetto? per capirlo devo tornare indietro, a un giorno di cinque o sei anni fa, in cui a Messa si leggeva il vangelo di Luca dove Gesù narra la parabola delle mine, e dove il terzo servo dice al suo signore che per paura ha tenuto nascosta la moneta in un fazzoletto. Mentre leggevo quel Vangelo, Maria ha tirato fuori il fazzoletto delle caramelle, e si è messa a rovistargli dentro. Nella mia mente ho subito collegato le due cose, e mi è venuta una ridarella che non so come ho fatto a finire la Messa.

Lo scherzetto consiste nel fatto che il Signore ha chiamato a sé Maria il giorno in cui a Messa abbiamo letto lo stesso Vangelo del fazzoletto. Quando mi hanno avvisato della morte mi è subito venuto in mente che poche ore prima avevamo leggo quel vangelo a Messa, e non ho potuto fare a meno di sorridere.

La cosa bella, poi, è che il fazzoletto di Maria non era per nascondere, ma per dare: le sue caramelle, segno della generosità del suo cuore.

Arrivederci, Maria, sei già tra le braccia di quel Padre che hai amato!

Oggi pomeriggio siamo stati a Los Botados, una paese vicino a Yamasá. Il padre Cecilio che è il parroco mi ha invitato a presiedere l’Eucarestia per la novena della festa patronale di Cristo Re.

Sono venuti con me suor Serafina insieme alle aspiranti, e anche Paolo e Francesca.

Abbiamo trovato una comunità piccola ma viva, con un bel coretto di giovani. Un po’ disorganizzata con i microfoni, ma con tanti doni. Come tutti i paesi simili, per ogni festa patronale eleggono la regina, la viceregina e la principessa, tra le giovani più serie e impegnate del paese. Queste presenziano ai vari giorni della novena in abito di gala e con una coroncina in testa.

A partire da metà messa è venuto giù il mondo di acqua, e l’acquazzone ci ha accompagnato anche in buona parte del viaggio di ritorno.

Per Paolo e Francesca è stato il modo di vedere un paesaggio un po’ diverso da quello del Guaricano, molto più verdeggiante e semplice.


Il dott. Paolo Dell'Erna con sua figlia Francesca e suor Blessila

Continua il lavoro di Paolo Dell’Erna accompagnato da sua figlia Francesca, e con la collaborazione preziosa di suor Blessila.

Ogni giorno visitano 30/40 persone, gratuitamente, soprattutto allo scopo di prescrivere occhiali. Ogni tanto qualche patologia più grave, che provvedono a indirizzare all’oculista dominicano che viene qui.

Uno di questi giorni lo dedicheranno esclusivamente alla gente del settore san Ramón, i quali a causa della distanza arrivano tardi e non trovano già più numeri.

Oggi è il primo giorno senza Franco (per carità, sta benissimo, è arrivato a Genova fresco come una rosa…. dopo un volo notturno “in bianco”). Abbiamo pertanto continuato le visite (45) per tutto il giorno. Franci preziosissima.

Ieri invece, per passare una domenica dominicana don Lorenzo ci ha portato in un’oasi di palm… mi correggo baracche con secchi inchiodati alla parete per raccogliere acqua piovana, niños mezzi vestiti a giocar… a raccogliere tra i rifiuti non si sa cosa. Forse oggi abbiamo toccato quasi il fondo, ma ho paura di no.

Ho comunque raccolto molto materiale video perché ho l’intenzione di fare qualcosa tipo “l’isola dei… nessuno”.


Franco Reggiardo con suor Serafina

Stasera Franco Reggiardo torna in Italia.

I pochi giorni che ha passato con noi li ha impiegati molto bene: le visite, moltissime, realizzate insieme a Paolo Dell’Erna, i quindici pterigi operati, gli occhiali raccolti tra i colleghi italiani e distribuiti, in maggior parte a persone presbiti.

Se ne é andato con un sogno: ritornare con un microscopio operatorio, in maniera da poter operare le cataratte.

Sognamo con te, Franco, e accompagnamo il tuo sogno con la preghiera. Siamo sicuri che il nostro Padre del Cielo continuerà a ricordarsi dei fratelli del Guaricano!

Paolo e sua figlia Francesca rimarranno con noi una settimana in più, continuando il lavoro delle visite quotidiane.


Franco Reggiardo, Paolo Dell'Erna e Francesca con don Paolo

Dopo una settimana dal nostro arrivo (Franco, Paolo e Francesca) solo adesso riesco a raccogliere e descrivere qualche frammento di vita in missione.

Il primo impatto dominicano: arrivo alle h 22.00 locali con 30 gradi è stato subito rimosso dall’arrivo festoso di don Paolo e don Lorenzo con seguito di Sorelle e ragazze della parrocchia venuti a prenderci con pick up e ambulanza. Mia figlia Franci si è offerta di salire dietro al pick up non conoscendo le strade del Guaricano (l’asfaltatura quando c’è non è delle migliori). Dopo il traffico caotico del centro ci siamo diretti verso il barrio del Guaricano e qui le immagini e le idee di Santo Domingo fatte in Italia, sono state subito rivedute e corrette!

Il Lavoro fatto da Paolo, Lorenzo e le Sorelle è impossibile quantificarlo, stanno gestendo una struttura enorme (missione centrale, scuole, parrochia …) che in Italia per poter farne un decimo (siamo oculisti..) ci vorrebbe uno staff di 100 persone e più.

Abbiamo iniziato il giorno seguente a fare le prime “consulte” oculistiche. Nella prima giornata abbiamo visto 50 persone. Francesca, che studia archeologia, si è trasformata in una assistente oculista molto brava, facendosi in quattro fra traduzioni estemporanee, controllare gli occhiali e aiutare le ragazzine a scegliere montature un po’ più graziose, e conquistandosi le loro simpatie.

I pazienti dominicani del barrio sono meravigliosi, vengono anche molte ore prima a prendere il posto, si portano i bambini, sono di una serenità sconvolgente. Ma cosa sarà? L’aria calda, il sole cocente che ti fa grondare sudore, i miasmi delle fogne a cielo aperto, le baracche di un solo locale dove vivono intere famiglie, gli aquiloni fatti con sacchetti della spazzatura…

Grazie alla grande esperienza chirurgica del collega Franco si è anche potuto iniziare a fare qualche intervento ambulatoriale per quanto riguarda una delle più frequenti patologie del Centro America, gli pterigi (neoformazioni benigne della congiuntiva che se non asportate possono arrivare a ricoprire la cornea in maniera tale da ridurre molto la vista).

Le visite oculistiche le abbiamo potute effettuare presso il centro medico della missione (un fiore all’occhiello), grazie ai colleghi che ci hanno preceduto (Carlo Mosci e Massimo Corazza) con attrezzature di ottimo livello.

Abbiamo anche conosciuto un collega oculista locale,il dott. César Belén, che una volta alla settimana viene a visitare. Abbiamo visto anche l’ospedale, uno dei pochi ospedali pubblici con servizio oftalmologico. Qui non esiste assistenza statale come la intendiamo, ci sono molte cliniche private all’americana (ti visito se paghi…). Comunque anche nell'”ospedale” le condizioni igieniche sono… Nonostante ciò si fanno molti interventi oculistici dalle cataratte alla retina e naturalmente gli pterigi, che qui sono chiamati uñas (lett. “unghie”).

Oggi Domenica siamo andati alla Messa in Parrocchia. Una folla cosÌ non l’ho mai vista, una partecipazione così non la vedrò più se non ritornando (spero proprio di sì).

Ciao!

P.S.: Se qualche turista per caso qui a Santo Domingo cercasse un ristorante… consiglio vivamente la cucina di don Lorenzo, merita una deviazione!!!

L’atto inaugurale della settimana della famiglia e contro l’aborto è stato un flop: quasi nessuna autorità, pochi adulti, un discreto gruppetto di bambini. Ma non è con i bambini che si fanno queste cose.

Speriamo che il resto della settimana vada meglio!

Stamattina ci sono state le ordinazioni di quattro preti diocesani e di sette diaconi neo catecumeni.

Bella celebrazione, anche se un po’ lunghetta.

La cosa che mi è piaciuta di più, dopo il momento dell’imposizione delle mani, è stato quello che ha detto il cardinale alla fine a modo di avviso: che ha intenzione di implementare l’invio di preti diocesani in missione.

I preti neo catecumeni sono in missione, per lo meno il 30% del totale. Ma il cardinale ha idea di vivere esperienze missionarie diocesane in maggior quantità. Per questo ha chiesto a tutti i preti di portare avanti l’esperienza dei circoli vocazionali e di valorizzare il seminario minore. Il senso: con un numero di preti più alto è più facile mandarne qualcuno in missione.

Ieri e oggi erano due giorni di sciopero convocati da alcune organizzazioni sindacali.

Il nodo della questione è la riforma fiscale che il paese deve fare, e che si è ipotizzato che consistirà fondamentalmente in un incremento della base dell’ITBIS ( corrispondente alla nostra IVA).

In realtà ieri lo sciopero è andato a buca. Tutto è stato praticamente normale. O quasi. Sì, perché la maggior parte delle scuole sono state chiuse: mercoledì hanno detto agli studenti che ritornassero lunedì.

Da parte nostra la direzione ha detto che si faceva scuola, ma di fare attenzione ai notiziari, per non arrischiarsi a mandare i figli a scuola se c’è casotto per la strada. In effetti questi giorni di sciopero sono, tradizionalmente, giorni in cui i teppisti si scatenano, bruciando pneumatici e tirando pietre. Per cui non sempre è sicuro uscire di casa.

In tutti i casi, ieri mattina c’erano il 10% degli studenti e il 50% dei maestri. Nel pomeriggio i maestri hanno fatto i furbi e si sono messi d’accordo per stare a casa. Oggi, invece, a dispetto del fatto che lo sciopero era stato revocato già dalla sera prima, di mattina c’era il 50% degli studenti e l’80% dei maestri. Di pomeriggio, invece, quasi tutti i maestri ma nessun studente. Sia al mattino che al pomeriggio ho approfittato per fare la formazione del personale.

Nel liceo la presenza è stata migliore: 100% dei maestri e 80% degli studenti.

Stamattina la cattedrale straripava di preti, diaconi e fedeli per la celebrazione del venticinquesimo anniversario dell’elezione a arcivescovo di Santo Domingo del cardinale Nicolás López Rodríguez. È stato un bel momento di chiesa, vissuto da tutti in maniera molto gioiosa. Ce lo siamo goduti insieme ad alcuni membri dei consigli pastorali delle parrocchie.

Ho dedicato un po’ di tempo oggi pomeriggio a preparare inviti e materiale per la giornata della famiglia contro l’aborto e la delinquenza, che si svolgerà sabato pomeriggio e continuerà poi con le conferenze agli studenti.

Abbiamo invitato un bel po’ di autorità. Dovrebbero esserci due deputati, il vicario episcopale per la famiglia, rappresentanti del ministero interno e della polizia, di educazione, del ministero pubblico.

Le celebrazioni si concluderanno il venerdì seguente con una marcia alla quale parteciperà anche il Nunzio Apostolico.

Paolo Dell’Erna e Franco Reggiardo, i due oculisti che abbiamo in visita in questi giorni, hanno cominciato alla grande il loro lavoro: oggi pomeriggio hanno visitato tantissime persone, e hanno messo a fuoco almeno una decina di pterigi (uñas) da operare. Dalle tre che hanno cominciato hanno smesso verso le otto.

Grazie, a nome di tutti gli abitanti del Guaricano!

Con gli oculisti ancora freschi di viaggio siamo andati all’ospedale dove svolge il lavoro principale il dottor Belén, che è l’oculista che lavora anche da noi. Molta gente in ambulatorio, apparecchi semi nuovi ma funzionali, igiene apparentemente scarsa.

Con Belén abbiamo potuto metterci d’accordo in maniera che i primi pterigi li operino insieme lui con il nostro Franco. Ma sostanzialmente sembra che la tecnica sia la stessa. L’unica cosa, a dire di Franco dovrà essere l’attenzione all’igiene e all’evitare infezioni: è facile infatti con un’operazione minore come questa trasmettere epatiti o AIDS se i ferri non sono ben sterilizzati.

Nel pomeriggio, poi, Franco e Paolo insieme hanno portato avanti le prime visite. Di trenta pazienti che hanno visto ci sarebbero almeno dieci pterigi da operare. Altri sono incipienti e non vale la pena metterci le mani. Hanno anche visto varie cataratte, ma purtroppo non siamo attrezzati per operarle.

1:59 pm

Visite!


Suor Daniela, madre generale, con la giovane suor Carlita (in mezzo) e suor Eliana

Abbiamo visite!

Suor Daniela, che con suor Eliana accompagna la neo professa suor Carlita al Nicaragua, dove lavorerà nei prossimi anni.

E, insieme a loro, due oculisti genovesi, Paolo Dell’Erna (accompagnato da sua figlia Francesca) e Franco Reggiardo. Quest’ultimo si dedicherà a operaregli pterigi, che qua sono frequentissimi!

Benvenuti!!!


La concelebrazione finale

C’è stata una bella partecipazione, oggi, alla giornata dei catechisti. E non solo nostra. C’era un salone grandissimo pieno di gente: la stragrande maggioranza donne, un certo numero di uomini, e una nutrita presenza di adolescenti e giovani.


I catechisti di Santa Margarita presenti alla giornata

Per la verità ha partecipato bene Santa Margarita, mentre della Divina Misericordia c’erano solo tre. Sembra che gli altri si siano scoraggiati per il fatto di essere in pochi.


Don Paolo con un'...aspirante catechista

In mattinata hanno avuto un tema di formazione e lavoro di gruppo. Nel pomeriggio canti, animazione, e quindi la Messa presieduta dal cardinale alle tre del pomeriggio.

La gente è rimasta molto contenta, hanno passato una bella giornata. Io li ho raggiunti nel pomeriggio, e ho condiviso con loro la parte finale.

A livello di zona ho l’incarico della pastorale educativa, che è qualcosa di nuovo, perché finora non si era fatto niente.

Ogni secondo sabato del mese di mattina ci vediamo nella parrocchia più centrale. Teoricamente dovrebbero esserci i rappresentanti di tutte le parrocchie (maestri o direttori impegnati in parrocchia), ma in pratica abbiamo avuto oggi la punta più alta di partecipazione con cinque parrocchie rappresentate.

Oltre a leggere un punto di un documento del concilio sull’educazione (Gravissimum educationis), abbiamo cercato di elaborare alcune idee per il lavoro futuro, e sono le seguenti:

  • Coinvolgere le parrocchie che ancora non si sono integrate
  • Sensibilizzare le parrocchie della zona alla necessità di offrire un’attenzione pastorale al personale delle scuole del loro territorio.
  • Proporre momenti formativi per maestri sull’educazione sessuale.
  • Far crescere nei direttori l’esigenza di portare avanti una formazione nei valori.

Non è un programma gigante, son piccole cose che speriamo di poter realizzare, poco a poco. Anche con la vostra preghiera!

Tornando dal ritiro, ho potuto partecipare all’ultimo giorno del triduo dei catechisti.

L’hanno fatto con un materiale preparato a livello diocesano, prevedeva per ogni giorno il rosario meditato, una lettura, biblica o no, uno spunto di riflessione, e un momento di preghiera spontanea. I catechisti che ho visto presenti erano un 60% del totale, che non è male considerando che sicuramente qualcuno non poteva partecipare tutti e tre i giorni.

Domenica ci sarà la giornata diocesana dei catechisti, in un salone grande di un collegio della città. L’entusiasmo di partecipare c’è, vi saprò dire come andrà l’incontro.

La giornata di oggi degli esercizi è stata completamente di deserto: nessun momento comune fino alle tre di pomeriggio, ora in cui abbiamo avuto la Liturgia Penitenziale, seguita dalla Messa.

Ho potuto leggere il Vangelo di Marco nella sua interezza, tutto d’un fiato, come ci aveva consigliato don Doglio, il professore di Scrittura del Seminario, e vi assicuro che è stata un’esperienza molto bella. Si colgono dettagli d’insieme che normalmente nella lettura liturgica sfuggono.

La cena è stata speciale, anche perché celebravamo i 16 anni di ordinazione del padre Jairo, il missionario fidei donum colombiano. Poi, dopo cena, una sorpresa: un buon gruppo di laici delle varie parrocchie, insieme all’équipe diocesana del piano pastorale, sono venuti a passare un momento insieme noi. Momenti belli e delicati, dove ti senti chiesa!

A sentore di tutti i presenti questi esercizi spirituali sono molto positivi.

Continua lo stile immediato e molto spontaneo del padre Vinicio Disla, e non c’è nessuno che si addormenta.

Due meditazioni al giorno, molto tempo per la riflessione personale, il Santissimo Sacramento esposto la maggior parte del tempo di silenzio, e dopo cena un pensierino in più.

Sto andando avanti nella lettura di un libro che fa vedere le radici ebraiche di Gesù, molto interessante.

Il dialogo dopo cena di stasera è stato guidato dal cardinal López, che ha detto due parole e poi si è esposto a un fuoco di domande.

A fare gli esercizi spirituali con noi c’è un certo padre Jairo, che è un prete colombiano fidei donum nella diocesi di San Juan de la Maguana, nel sud della Repubblica Dominicana.

Ho scoperto con gioia che nella sua diocesi ci sono duecento preti diocesani in servizio in diocesi, e oltre a questi ce nel sono altri 365 in servizio “prestato” ad altre diocesi del terzo mondo: America Latina, Africa, Asia. Qualcuno lavora anche in Europa e negli Stati Uniti con gli emigranti. Hanno un seminario apposta che li prepara a questo servizio.

La cosa mi ha colpito, e appena posso farò una ricerca in rete per saperne qualcosa di più.

Il mio primo giorno di ritiro è stato segnato dal sonno e dal riposo. Sono arrivato tardi alle varie meditazioni e celebrazioni, spero che domani sia meglio.

In compenso abbiamo avuto la gradita (per tutti) sorpresa che a dare il ritiro non c’era il solito prete degli anni scorsi del Movimento per un Mondo Migliore, che è il movimento che ci accompagna nell’applicazione del Piano Pastorale diocesano. Tale padre risultava abbastanza ostico a tutti: diceva cose belle ma non aveva il dono della comunicativa.

Invece appunto quest’anno c’è un padre della Diocesi di Santiago de los Caballeros, il padre Vinicio Disla, il quale parla a braccia ma con una capacità unica di mantenere l’attenzione dell’uditorio: è un continuo citare preti, suore e vescovi della storia dominicana, in una sequenza di aneddoti gustosissimi oltre che edificanti. È un padre di lunga esperienza (ha quasi cinquant’anni di matrimonio), e si è ordinato prete insieme al cardinal Nicolás López Rodríguez.

È un bel regalo che il Signore ci ha fatto. Sono Esercizi belli!

Ho fatto stamattina il funerale del marito di Bernarda. Lui naturalmente era tranquillissimo, mentre la moglie l’ho trovata che stava gridando, secondo il costume dominicano. In realtà credevo che avesse reagito in maniera più composta, considerando la sua fede, ma lì deve aver giocato l’esaurimento dei venti giorni in cui si è vista spegnere il marito, e senza una ragione.

Molta gente alla Messa, che è stata fatta nella stessa casa, e rimane l’inspiegabilità di una morte che ha tutta l’apparenza di uno sciopero della fame portato alle estreme conseguenze.

Da lì sono “scappato” diretto al ritiro.

Siamo (io e Lorenzo) in partenza per il ritiro annuale dei preti della diocesi, che durerà fino a venerdì a pranzo.

Dico “in partenza”, ma non andiamo lontano, perché si svolge alla “Scuola di Evangelizzazione” che è dentro al territorio della mia parrocchia.

Gli anni scorsi partecipavano una cinquantina di preti, compresi i neo catecumeni.

Vi saprò dire!

È morto oggi pomeriggio il marito di Bernarda, la responsabile del settore Espíritu Santo, nel barrio del Chimbú. Bernarda è sulla cinquantina, e il marito pure.

Da un mese era in letto, non mangiava, quasi non parlava. I vari medici che l’hanno visto, in casa o in ospedale, non gli hanno trovato niente. Quello che diceva ai suoi era che doveva accettare la volontà di Dio. L’impressione è che si sia lasciato andare, che abbia deciso (incosciamente, senz’altro) che voleva morire. Ed è morto.

La moglie, donna di fede grande, è serena, e mi ha detto che si è spento in una maniera molto bella, chiamando tutta la famiglia e lasciando loro un messaggio molto bello.

Domattina alle nove faremo il funerale in casa.


Scorcio dei partecipanti alla giorata di convivenza

La giornata di convivenza delle comunità apostoliche della Divina Misericordia è stata bella, me la sono goduta.

M’è piaciuta al mattino, momento in cui ho potuto fare la catechesi sulla vita di comunità, che spero la gente riesca a mettere sempre più in pratica.

M’è piacciuta al pomeriggio, anche se non ho potuto apprezzarla al 100% perché mi sono messo a confessare e ho durato tre ore confessando. Ma nel frattempo c’è stato il momento della pachanga, cioè dei numeri della gente, poi la catechesi di Teofilo sull’essere fratelli in comunità, e quindi alcune testimonianze di come il cammino nella comunità apostolica ha aiutato questa gente a cambiare il loro stile di vita. Purtroppo di tutte queste cose non ho captato quasi niente perché impegnato a confessare, ma dagli applausi e dall’attenzione che vedevo nella gente è stato molto bello.

In definitiva una giornata molto serena, un angolo di cielo. Resa bella coreograficamente dal fatto che tutti indossavano la maglietta azzurra confezionata appositamente per i membri delle comunità apostoliche della parrocchia.

Ci siamo lasciati con l’impegno di iniziare il lavoro del discepolato personale, cioè assegnare a ognuno un discepolatore, cioè una persona che li aiuti a camminare con un accompagnamento personale mensile. Tutti si sono detti entusiasti dell’idea, e spero che la possiamo realizzare presto.

Grande assente Bernarda, la responsabile del settore Espíritu Santo, rimasta in casa ad assistere suo marito malato. Già di ritorno, alle sei del pomeriggio, la notizia che era spirato.

Tra le altre cose fatte oggi (con calma) ho finito di preparare il materiale per la convivenza di domani delle Comunità Apostoliche della Divina Misericordia: la mia catechesi sulla vità di comunità, e le fotocopie delle lodi e dei vespri.

Riguardo a quest’ultima cosa, sono contento di poterli fare, perché è praticamente insegnando alla gente a pregare con la liturgia delle ore e facendogliela gustare, nella speranza che continuino. Con queste fotocopie ho intenzione di dire loro che non le buttino via, che le tengano e che ogni tanto le usino.

Oggi non s’è fatto lezione nella scuola primaria, perché il sindacato dei maestri ha organizzato un picchetto di fronte al ministero dell’educazione.

Non sono entrato più di tanto nella questione, lasciando che i maestri facessero il loro sciopero, perché mi rendo conto che in questo momento in cui il governo sta preparando il bilancio dell’anno prossimo devono far sentire la loro voce. Dopotutto lavorano in condizioni ben difficili: 8 ore di lezione al giorno, quasi senza spazi per prepararsi, studiare, aggiornarsi, fare le riunioni della scuola; il tutto per uno stipendio base di 11,000 pesos al mese, circa 270 euro!

Con questa agitazione stanno chiedendo uno stipendio di 30,000 pesos (730 euro), che sarebbe il minimo, in considerazione del lavoro che fanno.

Ma il governo ha da pagare un debito estero alle stelle, e andrà bene se ai maestri faranno un aumento del 10%. Che se non protestano non vedono neppure quello!

Oggi ho messo due messe, per lo meno a Santa Margarita. Per questa ricorrenza c’è normalmente un bel numero di persone. Moltissimi fanno scrivere a un incaricato i nomi dei loro cari defunti, e si leggono tutti prima della Messa.

In realtà c’è stata una bella affluenza al mattino; c’erano anche gli studenti del nostro collegio, che erano stati invitati per l’occasione. Naturalmente la stragrande maggioranza sono arrivati a Messa quasi finita!

Alla sera invece l’affluenza è stata normale. Gli anni scorsi si vedeva più gente perché era un’unica Messa, non c’era la Divina Misericordia.

Oggi consueto appuntamento con i genitori dei nostri studenti per l’incontro mensile di formazione e di conoscenza con i maestri.

La formazione era sui valori che trasmette la famiglia. Naturalmente i genitori approfittano anche per rendersi conto della situazione scolastica dei figli.

In più, gli abbiamo comunicato stavolta che potranno chiamare gratis agli Stati Uniti e all’Europa, come una forma di incentivare il pagamento della quota di collaborazione, che è di 100 pesos (circa 2 euro e mezzo) al mese.

Il giorno dei santi qui non è festa di precetto. Alla Messa del mattino qualcuno in più del solito. Per il resto giornata come tutte le altre.